

Gravidanza - Parto
Post-partum
Servizi specialistici di medicina, psicologia e sessualità
“Il bambino chiede alla madre: ‘Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?’
La madre ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino.
Eri un desiderio dentro al cuore.’” Rabindranath Tagore
Tutte le Terapie e i Servizi disponibili
GINECOLOGIA
Il ginecologo è il medico specialista che si prende cura della salute femminile in ogni fase della vita, dall’adolescenza, alla gravidanza, alla menopausa. Si occupa dell’apparato riproduttivo e accompagna le donne nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento di disturbi ginecologici, con competenza, ascolto e delicatezza.
Gli strumenti utilizzati in ginecologia comprendono ecografie, pap test, colposcopia, biopsie e speculum.
Rivolgersi al ginecologo è un gesto di cura verso sé stesse, per vivere con serenità ogni cambiamento del corpo.
- ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA
È un esame che permette al ginecologo di guardare dentro l’utero usando una piccola telecamera.
Serve per capire se ci sono polipi, fibromi o altri cambiamenti che possono causare disturbi come perdite di sangue o difficoltà a restare incinta. Si fa in ambulatorio, è veloce e non richiede tagli o anestesia. - ISTEROSALPINGOGRAFIA
È un esame con radiografia che mostra la forma dell’utero e se le tube sono aperte o bloccate. Viene spesso richiesto quando ci sono problemi di fertilità o si sospettano infiammazioni.
Si usa un liquido di contrasto per “vedere meglio” e capire se tutto funziona come dovrebbe. - BIOPSIA ENDOMETRIALE
Consiste nel prelievo di un piccolo frammento della mucosa dell’utero (endometrio) per analizzarlo.
Serve per capire la causa di perdite di sangue anomale o per controllare lo stato dell’endometrio.
È un esame rapido, che può aiutare a scegliere la cura più adatta. - PRIMA VISITA GINECOLOGICA
È il primo incontro con lo specialista, utile per conoscere il proprio corpo, chiarire dubbi e iniziare a prendersi cura della salute intima nella ricerca di gravidanza o in gravidanza. Si raccoglie la storia clinica, si fa un esame delicato dei genitali esterni e interni, e si impostano eventuali controlli o esami.Serve a monitorare la salute dell’apparato genitale, verificare l’efficacia di eventuali terapie e prevenire disturbi. È un momento di continuità e attenzione, da fare periodicamente anche in assenza di sintomi.
VISITA GINECOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare la salute dell’apparato genitale, verificare l’efficacia di eventuali terapie e prevenire disturbi. È un momento di continuità e attenzione, da fare periodicamente anche in assenza di sintomi.VISITA GINECOLOGICA + ECOGRAFIA + TAMPONE + PAP TEST
È una visita completa che include:
- Ecografia
- Tamponi vaginali per rilevare infezioni
- Pap test per individuare eventuali alterazioni cellulari o virus HPV
È indicata per la prevenzione e per una valutazione approfondita della salute ginecologica.- VISITA GINECOLOGIA + ECOGRAFIA
Un controllo che unisce l’esame clinico alla visione tramite ecografia.
CARDIOLOGIA
Il cardiologo è il medico specializzato in cardiologia che si prende cura del tuo cuore, ascolta i tuoi battiti, valuta il tuo benessere e ti accompagna nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari. Con attenzione e competenza, il cardiologo ti aiuta a proteggere il cuore, quel motore silenzioso che non riposa mai.
- PRIMA VISITA CARDIOLOGICA
È il primo incontro con il cardiologo, dove si ascolta la storia clinica, si valutano i sintomi e si impostano eventuali approfondimenti. Un momento di conoscenza e prevenzione. - VISITA CARDIOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare lo stato di salute del cuore nel tempo, verificare l’efficacia delle terapie e fare piccoli
- ELETTROCARDIOGRAMMA
È un esame rapido e indolore che registra l’attività elettrica del cuore, utile per individuare aritmie o altri segnali di sofferenza cardiaca.
- VISITA CARDIOLOGICA + ECG
Combina la visita con l’elettrocardiogramma, per avere una valutazione più completa in un unico appuntamento.
- ECOCARDIOGRAMMA TRANSTORACICO
È un’ecografia del cuore fatta attraverso il torace. Permette di vedere le strutture cardiache in movimento, come le valvole e le pareti, e valutare la forza del battito.
- VISITA CARDIOLOGICA+ELETTROCARDIOGRAMMA+ECOCARDIOGRAMMA
Un pacchetto completo che unisce la visita, l’elettrocardiogramma e l’ecografia del cuore, per una valutazione accurata e rassicurante.
GENETICA
La genetica è la branca della medicina che studia il patrimonio ereditario, cioè le informazioni contenute nei nostri geni. La consulenza genetica è un incontro delicato e di scambio di informazioni con uno specialista, pensato per aiutare le persone a comprendere se esistono predisposizioni ereditarie a certe malattie, o per chiarire dubbi legati alla salute familiare. Aiuta a fare scelte consapevoli, con rispetto, delicatezza e attenzione alla storia personale e familiare.
- CONSULENZA GENETICA + INDAGINI GENETICHE
In alcuni casi, alla consulenza si affiancano esami specifici (test genetici) che analizzano il DNA per individuare eventuali mutazioni o rischi. Questi strumenti sono utili in molte situazioni, come:
- Quando in famiglia ci sono malattie ereditarie (es. tumori, malattie neurologiche, cardiache).
- In gravidanza, per valutare il rischio di trasmettere condizioni genetiche al bambino.
- In caso di infertilità, aborti ripetuti o anomalie cromosomiche.
- INDAGINI GENETICHE DI COPPIA
Sono esami che aiutano a capire se due persone, prima di avere un figlio, possono essere portatori di malattie genetiche trasmissibili. Si fanno con un semplice prelievo di sangue e permettono di valutare il rischio di trasmettere alcune condizioni ereditarie, anche se i futuri genitori stanno bene e non hanno sintomi. Queste indagini sono particolarmente utili in caso di familiarità per certe malattie, aborti ripetuti o difficoltà nel concepimento. È un gesto di cura e prevenzione, che permette di affrontare il percorso genitoriale con maggiore consapevolezza e serenità.
ESAMI DEL SANGUE
- ESAMI DEL SANGUE PRE GRAVIDANZA
Sono controlli utili prima di cercare una gravidanza, per verificare che tutto sia in equilibrio e pronto ad accogliere una nuova vita.
Di solito includono: emocromo, glicemia, funzionalità tiroidea, ferro, vitamina D, test per toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus, epatiti e HIV.
Servono a prevenire eventuali problemi, proteggere la salute della mamma e del futuro bambino, e iniziare il percorso con serenità.
- ESAMI DEL SANGUE IN GRAVIDANZA
Si eseguono in momenti diversi della gestazione per monitorare la salute della mamma e del feto.
Comprendono: emocromo, gruppo sanguigno, test per infezioni, glicemia, coagulazione, funzionalità renale ed epatica, e test specifici come il Bi-test o il test del DNA fetale.
Aiutano a seguire la gravidanza passo dopo passo, con attenzione e cura, per garantire benessere e sicurezza a mamma e bambino.
NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA
La nutrizione in gravidanza è fondamentale per il benessere della mamma e per lo sviluppo sano del bambino. Mangiare in modo equilibrato, già prima del concepimento e durante tutta la gestazione, aiuta a prevenire molte complicazioni. Per questo, sarebbe ideale che ogni donna in gravidanza ricevesse un supporto nutrizionale da professionisti esperti, così da evitare abitudini sbagliate che possono influire sulla salute del bambino e aumentare il rischio di problemi come ipertensione o diabete gestazionale. Una buona alimentazione è un gesto d’amore, che protegge e accompagna la vita che cresce.
- VISITA NUTRIZIONALE
È il primo incontro con il nutrizionista, dove si ascolta la storia alimentare, lo stile di vita e gli obiettivi della persona e si pongono le basi per un percorso di benessere su misura, con attenzione e ascolto. Il nutrizionista raccoglie dati importanti: peso, altezza, composizione corporea, eventuali esami medici, obiettivi di salute o benessere; analizza il tuo stile di vita: orari, lavoro, attività fisica, emozioni legate al cibo; imposta un percorso personalizzato: si definiscono insieme gli obiettivi e si pongono le basi per un piano alimentare equilibrato e sostenibile. - VISITA NUTRIZIONALE DI CONTROLLO
Serve a monitorare i progressi, fare piccoli aggiustamenti e sostenere la persona nel suo cammino, con incoraggiamento e cura. - ELABORAZIONE PIANO ALIMENTARE PERSONALIZZATO
È la creazione di un programma nutrizionale pensato per le esigenze specifiche della donna in gravidanza, in modo equilibrato, sostenibile e in armonia con i gusti, i ritmi di vita ed esigenze specifiche.
IMMUNOLOGIA
L’immunologia è la branca della medicina che si prende cura del sistema immunitario, cioè delle difese naturali del nostro corpo. L’immunologo studia e tratta disturbi legati a infiammazioni, allergie, malattie autoimmuni o immunodeficienze, aiutando il corpo a ritrovare equilibrio e protezione.
L’immunologia nella ricerca di gravidanza e in gravidanza studia come il sistema immunitario materno interagisce con l’embrione e il feto, influenzando l’impianto, lo sviluppo e l’esito della gestazione. Un equilibrio immunitario è fondamentale per favorire la tolleranza verso il feto e prevenire complicazioni.
- PRIMA VISITA IMMUNOLOGICA
È un incontro attento in cui si ascolta la storia clinica, si valutano sintomi e analisi, e si impostano eventuali approfondimenti. Serve a capire come funziona il sistema immunitario e cosa può averlo messo in difficoltà. - VISITA IMMUNOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’evoluzione della situazione, verificare l’efficacia delle terapie e accompagnare la persona nel suo percorso di cura, con competenza e delicatezza.
DIABETOLOGIA
È la branca della medicina che si prende cura del diabete e delle sue complicazioni, aiutando le persone a gestire in modo consapevole e sereno la glicemia, l’alimentazione, lo stile di vita e le terapie. Il diabetologo accompagna ogni paziente con attenzione, competenza e ascolto, per costruire un percorso di salute su misura.
La diabetologia in gravidanza si occupa di monitorare e gestire i livelli di zucchero nel sangue della mamma, per proteggere la salute del bambino e prevenire complicazioni. Durante la gestazione, alcune donne possono sviluppare il cosiddetto diabete gestazionale, una condizione temporanea che richiede attenzione e cura.
- PRIMA VISITA DIABETOLOGICA
È un incontro approfondito in cui il medico raccoglie la storia clinica, valuta esami del sangue, sintomi e abitudini quotidiane. Si impostano insieme gli obiettivi di cura e si definisce un piano personalizzato, che può includere alimentazione, attività fisica e terapie. È un momento di accoglienza e chiarezza, per iniziare con fiducia il cammino verso l’equilibrio. - VISITA DIABETOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’andamento della glicemia, verificare l’efficacia delle terapie e sostenere la persona nel suo percorso. È un’occasione per fare piccoli aggiustamenti, chiarire dubbi e rafforzare la motivazione, sempre con delicatezza e vicinanza.
ENDOCRINOLOGIA
L’endocrinologia nella ricerca di gravidanza e durante la gestazione si occupa di monitorare e regolare gli ormoni che influenzano la fertilità, l’impianto dell’embrione e lo sviluppo del bambino. Nella ricerca di gravidanza l’endocrinologo può aiutare a individuare e trattare: squilibri ormonali che ostacolano il concepimento (come alterazioni di tiroide, prolattina, insulina, progesterone), disturbi del ciclo mestruale, ovaio policistico, o difficoltà di ovulazione, condizioni metaboliche che influenzano la fertilità, come insulino-resistenza o obesità.
Durante la gravidanza l’endocrinologo può seguire: la funzione tiroidea, fondamentale per lo sviluppo neurologico del feto, il metabolismo del glucosio, per prevenire o gestire il diabete gestazionale, altri ormoni che regolano la crescita, il benessere e la preparazione al parto. È un accompagnamento attento e personalizzato, che protegge la salute della mamma e del bambino, passo dopo passo.
- PRIMA VISITA ENDOCRINOLOGICA
È il primo incontro con lo specialista. Si ascoltano i sintomi, si raccolgono informazioni sulla storia clinica e si impostano eventuali esami. È un momento di dialogo, accoglienza e orientamento.
- VISITA ENDOCRINOLOGICA DI CONTROLLO
Serve per monitorare l’andamento della terapia o approfondire esami già fatti. È un’occasione per aggiustare il percorso e sentirsi accompagnati nel tempo. - ECOGRAFIA TIROIDEA
Un esame semplice e indolore che permette di osservare la tiroide attraverso gli ultrasuoni. Aiuta a individuare noduli, infiammazioni o altre alterazioni. - ECOGRAFIA TIROIDEA + VISITA ENDOCRINOLOGICA
Un controllo completo: si esegue l’ecografia e si parla con lo specialista per avere subito un parere e, se necessario, impostare il trattamento. - ECOCOLORDOPPLER TIROIDE
È un’ecografia avanzata che studia anche il flusso del sangue nella tiroide. Utile per capire meglio la natura di eventuali noduli o infiammazioni. - ECOCOLOR DOPPLER COLLO E GOLA + VISITA
Un esame che osserva i vasi sanguigni e le strutture del collo e della gola, accompagnato da una visita specialistica. Utile per valutare tiroide, linfonodi e altre zone delicate.
UROGINECOLOGIA
È una disciplina che si prende cura della salute intima femminile, unendo competenze di ginecologia e urologia. L’uroginecologo accompagna le donne in momenti delicati, intervenendo su disturbi dell’apparato urinario, genitale e ano-rettale con attenzione, rispetto e competenza.
Il percorso di cura è sempre personalizzato: può includere terapie farmacologiche, riabilitazione del pavimento pelvico e, quando necessario, interventi chirurgici.
L’obiettivo è restituire benessere, funzionalità e serenità, accompagnando ogni donna con delicatezza e ascolto.
- VISITA UROGINECOLOGICA
È una visita specialistica rivolta alle donne, utile per valutare disturbi come incontinenza, prolasso, dolori pelvici, cistiti ricorrenti o problematiche post-parto. Il medico osserva la zona pelvica, valuta la tonicità muscolare e può prescrivere esami mirati (come ecografie o test urodinamici) per una diagnosi completa. È un momento di ascolto e cura, pensato per accompagnare la donna con delicatezza e competenza.
- VISITA UROGINECOLOGICA + VALUTAZIONE PROLASSO ED INCONTINENZA URINARIA
Durante la visita, lo specialista valuta la tonicità del pavimento pelvico e la presenza di prolassi, integrando l’esame clinico con indagini mirate come ecografie transvaginali.
ANDROLOGIA
L’andrologo è lo specialista che si prende cura della salute maschile, in particolare degli aspetti legati alla fertilità, alla sessualità e agli organi genitali. È considerato il corrispettivo maschile del ginecologo, e accompagna l’uomo in ogni fase della vita, con attenzione e discrezione.
L’andrologo interviene in caso di:
- Infertilità maschile
- Disfunzione erettile ed eiaculazione precoce
- Squilibri ormonali, come il calo del testosterone
- Malformazioni congenite o acquisite degli organi genitali
- Patologie tumorali dell’apparato genitale maschile
La visita andrologica è un momento di ascolto e valutazione, pensato per offrire risposte e soluzioni personalizzate, sempre con rispetto, competenza e sensibilità.
- PRIMA VISITA ANDROLOGICA
È un momento di ascolto e valutazione, pensato per affrontare con discrezione e competenza i disturbi legati alla salute sessuale e riproduttiva maschile. Durante la visita, lo specialista raccoglie la storia clinica, analizza eventuali sintomi e può prescrivere esami mirati per approfondire la tua situazione.
- VISITA ANDROLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’andamento del problema, valutare l’efficacia delle terapie e accompagnare il paziente nel suo percorso di cura. È un’occasione per chiarire dubbi, fare aggiustamenti e proseguire con serenità e fiducia.
- LETTURA DELLO SPERMIOGRAMMA
È l’analisi del liquido seminale, utile per valutare la fertilità maschile. Lo specialista interpreta i risultati (numero, motilità e forma degli spermatozoi) e li inserisce in un quadro clinico più ampio, offrendo spiegazioni chiare e indicazioni personalizzate. È un passaggio importante, sempre affrontato con rispetto e sensibilità.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE
È un esame indolore che utilizza gli ultrasuoni per osservare i testicoli e lo scroto. Serve a controllare se ci sono infiammazioni, cisti, varicocele o altri piccoli problemi. Si fa appoggiando una sonda sulla pelle, con un gel trasparente: non fa male e dura pochi minuti.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE CON DOPPLER
È simile all’ecografia testicolare, ma con una funzione in più: il Doppler permette di vedere come scorre il sangue nei vasi dei testicoli. È utile per capire se ci sono problemi di circolazione, come il varicocele o una torsione testicolare. Anche questo esame è veloce e non invasivo.
- ESAME FRAMMENTAZIONE DNA SEMINALE
È un esame che analizza la qualità del DNA contenuto negli spermatozoi, per capire se ci sono piccole rotture che possono ostacolare il concepimento o lo sviluppo dell’embrione.
Viene consigliato quando una coppia ha difficoltà a concepire, ha avuto aborti ripetuti o insuccessi nei percorsi di procreazione assistita, anche se gli altri esami sembrano nella norma.
Si esegue su un campione di liquido seminale e aiuta a capire meglio la fertilità maschile, andando oltre i parametri classici come numero e motilità degli spermatozoi.
FERTILITA’
- CONSULENZA FERTILITA’ DI COPPIA
Sempre più coppie che desiderano un figlio e hanno avuto rapporti non protetti per diversi mesi si rivolgono ad uno specialista della riproduzione perché la gravidanza tarda ad arrivare. Il tempo necessario per concepire dipende principalmente dall’età della donna. Si consiglia alle coppie in cui la donna è sotto ai 35 anni di provare per un anno, mentre per quelle oltre i 35 anni di tentare per circa sei mesi. Se i risultati non arrivano, è il momento di indagare sulla propria fertilità!
I test di fertilità eseguiti sulla coppia e la consulenza ginecologica e andrologica sono essenziali, poiché le cause dell’infertilità possono essere femminili, maschili o una combinazione di entrambe.
- CONSULENZA GINECOLOGICA PER LA FERTILITÀ aiuta a valutare la salute riproduttiva della donna, identificando eventuali problemi che potrebbero ostacolare il concepimento, meccanici o fisiologici.
- ECOGRAFIA TRANSVAGINALE: si utilizza una sonda inserita nella vagina per ottenere immagini dettagliate degli organi riproduttivi interni, come utero, ovaie e tube di Falloppio. Serve perdiagnosticare patologie come endometriosi, fibromi, cisti ovariche e tumori e valutare la fertilità
- PAP TEST: è un esame di screening che prevede il prelievo di cellule dal collo dell'utero per analizzarle al microscopio. Serve per rilevare lesioni precancerose o cancerose al collo dell'utero e diagnosticare infezioni virali, batteriche o micotiche.
- ESAMI EMATICI E DOSAGGI ORMONALI: da eseguire in determinati giorni del ciclo mestruale (FSH, LH, Estradiolo, Progesterone, AMH, profilo tiroideo, pannelli della trombofilia, pannello insulinemico e autoimmunità).
- ISTEROSALPINGOGRAFIA (HSG): È un esame con radiografia che mostra la forma dell’utero e se le tube sono aperte o bloccate. Viene spesso richiesto quando ci sono problemi di fertilità o si sospettano infiammazioni. Si usa un liquido di contrasto per “vedere meglio” e capire se tutto funziona come dovrebbe.
ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA: È un esame che permette al ginecologo di guardare dentro l’utero usando una piccola telecamera. Serve per capire se ci sono polipi, fibromi o altri cambiamenti che possono causare disturbi come perdite di sangue o difficoltà a restare incinta. Si fa in ambulatorio, è veloce e non richiede tagli o anestesia.
- BIOPSIA ENDOMETRIALE: consiste nel prelievo di un piccolo frammento della mucosa dell’utero (endometrio) per analizzarlo. Serve per capire la causa di perdite di sangue anomale o per controllare lo stato dell’endometrio. È un esame rapido, che può aiutare a scegliere la cura più adatta.
- ESAMI INFETTIVOLOGICI FEMMINILI: sono fondamentali per identificare eventuali infezioni che potrebbero compromettere la fertilità e trattarle tempestivamente.
- Tampone vaginale e cervicale: rileva infezioni batteriche, micotiche o virali, come clamidia, gonorrea o HPV.
- Esami sierologici: test per Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) come HIV, sifilide, epatite B e C.
- Esame delle urine: per identificare infezioni del tratto urinario.
CICLO MONITORAGGI DELL’OVULAZIONE
È un percorso di controlli che aiuta a capire quando avviene l’ovulazione, cioè il momento in cui l’ovulo è pronto per essere fecondato. Si esegue con ecografie transvaginali ripetute in giorni precisi del ciclo, per osservare la crescita del follicolo e lo spessore dell’endometrio.
Può includere anche esami ormonali e, in alcuni casi, il dosaggio della LH o la valutazione della temperatura basale. È un aiuto prezioso per chi cerca una gravidanza, perché permette di individuare il periodo più fertile con precisione e serenità.
CONSULENZA ANDROLOGICA PER LA FERTILITA’
Lo screening andrologico è un controllo completo pensato per prendersi cura della salute maschile, in particolare dell’apparato riproduttivo. Serve a individuare per tempo eventuali problemi, come difficoltà di fertilità, infezioni o patologie più serie, così da poter intervenire con serenità e tempestività.
Esso può includere:
- VISITA ANDROLOGICA: un esame fisico per valutare lo stato generale degli organi genitali.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE: per osservare la struttura dei testicoli e verificarne la salute.
- SPERMIOGRAMMA: analisi del liquido seminale per capire la qualità e quantità degli spermatozoi secondo alcuni parametri.
- ESAME FRAMMENTAZIONE DNA SEMINALE: analizza la qualità del DNA contenuto negli spermatozoi, per capire se ci sono piccole rotture che possono ostacolare il concepimento o lo sviluppo dell’embrione. Si esegue su un campione di liquido seminale e aiuta a capire meglio la fertilità maschile, andando oltre i parametri classici come numero e motilità degli spermatozoi.
- Dosaggio ormonale: per controllare i livelli di ormoni come il testosterone.
- Test per infezioni: utili a rilevare eventuali malattie sessualmente trasmissibili.
DIAGNOSTICA PRENATALE
La diagnostica prenatale è quell’insieme di controlli che si effettuano durante la gravidanza per monitorare lo sviluppo del feto e la salute della mamma.
Sono strumenti preziosi per accompagnare la gravidanza con attenzione e serenità, offrendo informazioni fondamentali per la salute del bambino e della mamma.
CONSULENZA GINECOLOGICA PRENATALE
E’ il primo passo di un percorso di cura, che si effettua tra le 6 e le 10 settimane, che accompagna la donna e la coppia nella gravidanza: è un momento di ascolto, accoglienza e orientamento sui primi passi da fare e sugli esami prenatali che sono a disposizione, anche in base alla storia della coppia. Durante questo incontro il ginecologo conferma la gravidanza, raccoglie la storia clinica e familiare e valuta lo stato di salute generale. È l’occasione per fare domande, esprimere dubbi e ricevere informazioni chiare e personalizzate.
- ECOGRAFIA DEL 1, 2 E 3 TRIMESTRE
Durante la gravidanza, vengono eseguite diverse ecografie per seguire passo dopo passo la crescita del bambino:
- 1° trimestre (intorno alla 11ª settimana): si verifica che la gravidanza sia ben avviata, si controlla il battito del cuore del piccolo e si stima la data del parto.
- 2° trimestre (intorno alla 20ª settimana): si osservano in dettaglio gli organi del bambino, la sua crescita e la posizione della placenta.
- 3° trimestre (verso la 32ª settimana): si controlla che il bambino stia crescendo bene, si valuta il liquido amniotico e la posizione in vista del parto.
Queste ecografie sono come finestre aperte sull’utero, che permettono di “vedere” il piccolo mentre cresce, offrendo rassicurazione e informazioni preziose.
- TRANSLUCENZA NUCALE/BI TEST
È un esame che si fa tra la 11ª e la 14ª settimana, e serve a misurare lo spessore di una piccola zona dietro il collo del feto. Questa misura, insieme ad altri dati, aiuta a valutare il rischio di alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down. È un controllo delicato, non invasivo, che può offrire indicazioni importanti, ma non dà diagnosi certe. Spesso è accompagnato da un semplice prelievo di sangue materno, per dosare due sostanze prodotte dalla placenta: la free β-hCG e la PAPP-A. Questi valori, insieme all’età della mamma e ai dati ecografici, vengono inseriti in un algoritmo che calcola il rischio statistico di alcune anomalie genetiche (ad esempio Trisomia 21, 18 e 13).
- NIPT – Test prenatale non invasivo
È un esame del sangue che si esegue di solito a partire dalla 10ª settimana, per analizzare il DNA del feto presente nel sangue materno. È semplice, sicuro e non invasivo: basta un prelievo di sangue dalla mamma. Il test serve a individuare con alta precisione alcune anomalie cromosomiche del bambino, come Trisomia 21 (Sindrome di Down), Trisomia 18 e 1 e, in alcuni casi, alterazioni dei cromosomi sessuali (X e Y). Aiuta a valutare il rischio di alcune condizioni genetiche senza dover ricorrere subito a esami invasivi come amniocentesi o villocentesi. È particolarmente indicato in caso di età materna avanzata, esami precedenti dubbi o semplicemente per avere maggiore serenità.
- ECOGRAFIA PRE-MORFOLOGICA
È un’ecografia eseguita nel secondo trimestre di gravidanza (16-18 settimane), che permette di osservare in modo preliminare lo sviluppo del bambino. Si controllano la crescita, la posizione, il battito cardiaco e si iniziano a valutare le strutture principali come cervello, cuore, arti e organi interni. Aiuta a rassicurare i genitori sul benessere del piccolo e, se necessario, a programmare eventuali approfondimenti.
- ECOGRAFIA MORFOLOGICA
Questa è una delle ecografie più attese, di solito fatta tra la 19ª e la 22ª settimana. È un vero e proprio “check-up” del bambino: si osservano testa, colonna, cuore, reni, arti… ogni parte ed organo viene misurato e controllato con cura. È un momento emozionante e in alcuni casi si conosce anche il sesso del bambino (se non si sono fatti altri controlli prenatali come il DNA fetale), ma soprattutto si verifica che tutto stia procedendo bene.
- ECOFLUSSIMETRIA
L’ecoflussimetria è un’ecografia speciale che permette di osservare il flusso del sangue tra mamma e bambino durante la gravidanza. Si controllano i vasi sanguigni della placenta, del cordone ombelicale e, in alcuni casi, anche quelli del piccolo, per assicurarsi che riceva tutto il nutrimento e l’ossigeno di cui ha bisogno.
Si esegue soprattutto se ci sono dubbi sulla crescita del bambino o sulla funzionalità della placenta, generalmente a partire dalla 20ª settimana di gravidanza e può essere ripetuta nel terzo trimestre, soprattutto se ci sono fattori di rischio o dubbi sulla crescita del bambino.
- ECOCARDIO FETALE
È un’ecografia speciale che osserva il cuore del bambino in modo molto dettagliato. Serve a verificare che il cuore si stia formando e funzioni correttamente. È un esame che si fa come una normale ecografia, ma con un’attenzione particolare al piccolo motore della vita, che è il cuore.
Ecocardio fetale precoce (16–18 settimane)
È un’ecografia speciale che osserva il cuore del bambino già nelle prime fasi della gravidanza. Serve a controllare che si stia formando bene e a individuare eventuali anomalie.
-Ecocardio fetale tardivo (23–25 settimane)
Si esegue più avanti nella gravidanza, quando il cuore del feto è più sviluppato. Permette di confermare che tutto procede bene o di approfondire eventuali dubbi. È un gesto di attenzione e amore verso il bambino, per accompagnarlo con sicurezza nel suo percorso di crescita.
- VISITA GINECOLOGICA DEL III TRIMESTRE E ORGANIZZAZIONE PARTO
Questa visita si svolge dal 7° mese, ed è un momento importante per prendersi cura della mamma e del bambino in vista del parto. Il ginecologo controlla che tutto stia procedendo bene: valuta la crescita del piccolo, la posizione, il liquido amniotico e lo stato della placenta. Si ascolta il battito, si fa un’ecografia se necessario, e si verifica il benessere generale della futura mamma. Durante la visita si parla anche del momento della nascita: si chiariscono dubbi, si valutano le opzioni disponibili (parto naturale, cesareo, analgesia) e le strutture a cui rivolgersi, si raccolgono desideri e si costruisce insieme un piano di accompagnamento al parto.
SENOLOGIA
Il senologo è il medico specializzato nella salute del seno. Si prende cura della mammella in ogni fase della vita, occupandosi di diagnosi, prevenzione e trattamento di eventuali problemi come patologie benigne (cisti, dolori, infiammazioni) e maligne (come il tumore al seno) e offre supporto anche per aspetti estetici o funzionali del seno.
Il senologo lavora in squadra con altri specialisti per garantire un percorso completo e personalizzato.
Durante la gestazione, il seno subisce profondi cambiamenti ormonali: aumenta di volume, diventa più denso, possono comparire noduli benigni, cisti, dolori o alterazioni della pelle. In alcuni casi, questi cambiamenti possono rendere difficile distinguere tra modificazioni fisiologiche e segnali di allarme e in questi casi la visita senologica e l’ecografia senologica in gravidanza sono indicate.
- ECOGRAFIA SENOLOGICA
È un esame indolore che utilizza gli ultrasuoni per “guardare dentro” il seno. Aiuta a individuare cisti, noduli o altri cambiamenti nei tessuti. È particolarmente utile nelle donne giovani, con seno più denso, e non comporta radiazioni.
- ECOGRAFIA SENOLOGICA + VISITA SENOLOGICA
Un incontro completo: prima il medico ascolta e osserva, poi esegue l’ecografia. È il momento ideale per fare domande, chiarire dubbi e ricevere un parere esperto. Un gesto di cura che unisce tecnologia e ascolto.
- MAMMOGRAFIA
È un esame radiologico che permette di rilevare anche piccolissime alterazioni, spesso invisibili al tatto. È consigliata soprattutto dopo i 40 anni o in caso di familiarità con tumori al seno. Può essere un po’ fastidiosa, ma dura pochi minuti e può fare davvero la differenza.
- CONSULENZA PSICOLOGICA
Durante la gravidanza, il corpo cambia… ma anche il cuore e la mente attraversano un viaggio profondo. Questo momento particolare della vita di una donna, di un uomo e di una coppia può portare con sé emozioni intense: gioia, paura, dubbi, aspettative, ricordi. A volte emergono fragilità che non si erano mai manifestate prima, oppure si riattivano vissuti del passato. Una consulenza psicologica offre uno spazio sicuro per esprimere pensieri e paure senza giudizio, un supporto emotivo nei momenti di ansia, tristezza o insicurezza, un aiuto nella relazione di coppia che può attraversare cambiamenti importanti e un accompagnamento nella costruzione del legame con il bambino. - CONSULENZA SESSUOLOGICA IN GRAVIDANZA
La sessualità cambia durante la gravidanza: il corpo si trasforma, il desiderio può aumentare o diminuire, e spesso sorgono dubbi su cosa sia “normale” o “permesso”. Una consulenza sessuologica può aiutare a ritrovare intimità e complicità nella coppia, affrontare paure legate alla sessualità, come il timore di far male al bambino, gestire disagi fisici o emotivi, come dolore, calo del desiderio o difficoltà comunicative, prepararsi al post-parto, quando la sessualità può vivere nuove fasi. È un modo per prendersi cura della relazione e del proprio benessere. - CORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA GRAVIDANZA E ALLA NASCITA
Il corso di accompagnamento alla gravidanza e alla nascita è un percorso che accompagna le mamme e i papà, pensato per vivere con serenità la gestazione e prepararsi al parto e alla genitorialità. Gli incontri vedono la partecipazione di più figure come il ginecologo, l’ostetrica e lo psicologo, per unire informazioni scientifiche e pratiche (ad esempio sulle fasi della gravidanza, gli esami, sul travaglio, il parto, l’allattamento ecc.), psicologiche (ad esempio sui cambiamenti dell’umore, sulla relazione di coppia, l’attaccamento mamma-bambino ecc) e momenti di ascolto e condivisione emotiva in gruppo. Aiuta a sentirsi più sicuri, consapevoli e meno soli. - CORSO DI PSICOYOGA IN GRAVIDANZA
È un percorso che unisce esercizi di yoga dolce e tecniche di rilassamento con uno spazio di riflessione emotiva. Aiuta a sciogliere tensioni, respirare meglio, ascoltare il corpo e accogliere le emozioni. È un momento di benessere profondo, che favorisce il legame con il bambino e la serenità interiore. - GRUPPI DI ACCOMPAGNAMENTO MAMMA-BAMBINO
Sono incontri dedicati alle mamme con i loro piccoli, per condividere esperienze, dubbi, gioie e fatiche dei primi mesi. Si crea una rete di sostegno, si imparano gesti quotidiani e si rafforza il legame con il bambino. È anche un modo per uscire di casa, sentirsi accolte e fare amicizia. - GRUPPI DI CONDIVISIONE EMOTIVA NEL LUTTO PERINATALE E POST-NATALE
Sono spazi protetti e rispettosi dove, se hai vissuto una perdita (durante o dopo la gravidanza) puoi condividere il dolore, sentirti compresa/o e trovare conforto. Nessuno è solo nel lutto: ascoltare ed essere ascoltati può aiutare a trasformare il dolore in memoria e presenza.
OSTEOPATIA
L’osteopatia è una disciplina manuale che aiuta il corpo a ritrovare equilibrio e benessere, agendo su muscoli, articolazioni, nervi e organi attraverso tecniche dolci e non invasive. Si basa sull’idea che corpo, mente e sistema nervoso siano profondamente interconnessi, e che il corpo abbia una naturale capacità di autoguarigione.
- OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA
L’osteopatia in gravidanza è un trattamento dolce e manuale che accompagna il corpo della mamma e lo aiuta ad adattarsi ai cambiamenti della gestazione. Può alleviare mal di schiena, dolori al bacino, tensioni cervicali, difficoltà respiratorie o digestive.
L’osteopata lavora con tocchi delicati, favorendo equilibrio e benessere. È un modo per sentirsi meglio, leggere e in sintonia con il proprio corpo.
- OSTEOPATIA NEL POST-PARTUM
Dopo il parto, il corpo ha bisogno di ritrovare i suoi equilibri. L’osteopatia può aiutare a ridurre dolori muscolari o articolari, favorire il recupero del pavimento pelvico, migliorare la postura, spesso alterata dall’allattamento o dal portare il bambino, o trattare la condizione della diastasi post-partum. È un gesto di cura per sé stesse, per tornare a sentirsi bene nel proprio corpo.
- MASSAGGIO TERAPEUTICO IN GRAVIDANZA E PER DIASTASI POST-PARTUM
Il massaggio terapeutico in gravidanza aiuta a sciogliere tensioni, migliorare la circolazione, ridurre gonfiori e favorire il rilassamento. È un momento di pausa e benessere profondo.
Nel post-partum, il massaggio può essere mirato alla diastasi addominale (la separazione dei muscoli dell’addome), aiutando a tonificare i tessuti, ridurre il senso di “vuoto” o instabilità, accompagnare il corpo nel suo naturale processo di recupero.
- OSTEOPATIA NEONATALE E PEDIATRICA
L’osteopatia neonatale e pediatrica è una forma di trattamento dolce e non invasivo pensata per accompagnare i bambini fin dai primi giorni di vita. Si basa su tecniche manuali delicate che aiutano il corpo a ritrovare equilibrio e benessere, sostenendo lo sviluppo armonioso del piccolo. Viene spesso utilizzata per alleviare tensioni da parto o da posizioni intrauterine, favorire il sonno, la digestione e la respirazione, supportare il trattamento di coliche, reflusso, otiti ricorrenti o plagiocefalia, accompagnare la crescita e lo sviluppo motorio.
CONSULENZE SPECIALISTICHE NEL POST PARTUM (DA REMOTO, DAL VIVO E DOMICILIARI):
- PEDIATRIA NEONATALE
La pediatria neonatale è il ramo della medicina che si prende cura dei neonati, soprattutto nei primi giorni e settimane di vita, quando ogni attenzione è fondamentale. Si occupa sia dei bimbi nati sani che di quelli prematuri o con bisogni speciali, offrendo cure delicate e altamente specializzate. Tra le prestazioni ci sono:
- monitoraggio delle funzioni vitali e della crescita
- supporto respiratorio e nutrizionale
- screening neonatali e vaccinazioni
- assistenza per eventuali malformazioni o patologie congenite
- sostegno alla genitorialità, con ascolto e accompagnamento
- MASSAGGIO INFANTILE
Il massaggio infantile è un gesto d’amore che nutre il legame tra genitore e bambino. Attraverso movimenti dolci e ritmici, aiuta il piccolo a rilassarsi, favorisce il sonno, la digestione e può alleviare piccoli fastidi come le coliche. È anche un modo per comunicare con il neonato, trasmettendogli sicurezza, presenza e affetto. I corsi di massaggio infantile guidano i genitori passo dopo passo, creando uno spazio di ascolto e condivisione
- RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
Il riabilitatore del pavimento pelvico è un professionista che si prende cura dei muscoli profondi che sostengono il bacino, aiutando sia donne che uomini a ritrovare benessere e funzionalità. Attraverso valutazioni delicate, esercizi mirati e tecniche manuali e personalizzate, lavora su problemi spesso silenziosi come incontinenza urinaria o fecale, prolasso, disfunzioni sessuali, dolori pelvici, difficoltà post-parto o dopo interventi chirurgici. Il suo obiettivo è migliorare la qualità della vita, restituendo forza, equilibrio e serenità al corpo maschile e femminile.
- RIABILITAZIONE PAVIMENTO PELVICO POST PARTUM
La riabilitazione del pavimento pelvico post partum è un percorso delicato e prezioso per aiutare le donne a ritrovare forza, equilibrio e benessere dopo il parto. Attraverso esercizi mirati e tecniche personalizzate, si lavora per: rinforzare i muscoli pelvici indeboliti dalla gravidanza e dal parto; prevenire o trattare incontinenza urinaria e dolori pelvici; migliorare la postura e la percezione corporea; favorire una ripresa serena della vita sessuale. È un gesto di cura verso sé stesse, che restituisce fiducia e comfort nel corpo che ha appena dato vita.
- ENDOCRINOLOGIA
L’endocrinologo è il medico che si prende cura delle ghiandole endocrine, quelle che producono gli ormoni e regolano tante funzioni importanti del nostro corpo: crescita, metabolismo, fertilità, energia, benessere. L’endocrinologo analizza i livelli ormonali con esami del sangue e immagini delle ghiandole e propone terapie personalizzate, consigli alimentari e, se necessario, interventi.
- ENDOCRINOLOGIA MATERNA POST PARTUM
L’endocrinologia post partum si occupa di accompagnare la donna nel delicato equilibrio ormonale che segue il parto, aiutandola a ritrovare sé stessa nel corpo che ha appena dato vita. Dopo la nascita, il corpo attraversa cambiamenti profondi che possono influenzare energia, umore, metabolismo e benessere generale. Tra le prestazioni: monitoraggio della tiroide, spesso soggetta a variazioni dopo la gravidanza; valutazione di squilibri ormonali che possono causare stanchezza, irritabilità o difficoltà nel recupero; supporto in caso di diabete gestazionale o alterazioni glicemiche; consulenza per allattamento, salute ossea e ripresa del ciclo mestruale.
- NUTRIZIONE
La nutrizione è un elemento fondamentale per garantire il tuo benessere fisico e mentale. Per le donne la nutrizione ha un'importanza particolare in diverse fasi della vita, quando i bisogni nutrizionali cambiano e richiedono attenzione e cura, ad esempio durante o dopo la gravidanza o durante l’allattamento.
- NUTRIZIONE MATERNA NELL’ALLATTAMENTO
La nutrizione materna nell’allattamento è un gesto di cura che nutre due corpi: quello della mamma e quello del suo bambino. Mangiare in modo equilibrato, vario e ricco di nutrienti aiuta a sostenere la produzione di latte, a mantenere le energie e a favorire il benessere emotivo. Non servono diete rigide, ma ascolto, attenzione e la guida di un professionista esperto.
- “TORNIAMO IN FORMA” DOPO IL PARTO
Il servizio “Torniamo in forma” dopo il parto, dal punto di vista nutrizionale, è un percorso di accompagnamento pensato per aiutare la neomamma a ritrovare energia, equilibrio e serenità attraverso l’alimentazione. Non si parla di diete rigide, ma di scelte consapevoli che rispettano i ritmi del corpo e le emozioni del momento. Può includere: consulenze personalizzate con nutrizionisti esperti, suggerimenti per pasti semplici, nutrienti e facilmente gestibili, supporto per affrontare stanchezza, fame emotiva o variazioni di peso con gentilezza.
- CONSULENZA DELL’ALLATTAMENTO
La consulenza dell’allattamento è un momento di ascolto e accompagnamento dedicato alle mamme che desiderano allattare, stanno affrontando difficoltà o semplicemente cercano conferme e sostegno. Viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, infermiere pediatriche o consulenti IBCLC—che aiutano a trovare posizioni comode, risolvere piccoli problemi (come ragadi o ingorghi) e rafforzare la fiducia della mamma nel suo corpo e nel suo bambino. È uno spazio sicuro dove ogni domanda è benvenuta, e ogni gesto è pensato per far sentire la mamma sostenuta e mai sola.
- CONSULENZA DEL SONNO DEL NEONATO
La consulenza del sonno del neonato è un servizio pensato per aiutare i genitori a comprendere e accompagnare i ritmi del sonno del loro bambino. Viene offerta da professionisti esperti, come psicologi dell’età evolutiva, ostetriche o consulenti del sonno certificati, che ascoltano le esigenze della famiglia e propongono strategie dolci e personalizzate. Si parla di routine, segnali di stanchezza, ambiente di riposo e bisogni emotivi, sempre con rispetto dei tempi del piccolo e della serenità dei genitori.
- BABY-WEARING
Il baby wearing è l’arte di portare il bambino vicino al corpo, usando fasce o marsupi ergonomici, in modo sicuro e confortevole. Favorisce il contatto, il senso di protezione e il legame affettivo, aiutando il piccolo a sentirsi accolto e la mamma (o il papà) a muoversi con libertà. La consulenza sul baby wearing viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, educatori perinatali o consulenti certificati—che insegnano le tecniche corrette, adattano le soluzioni alle esigenze della famiglia e promuovono un portare consapevole e rispettoso. È un gesto antico e moderno insieme, che parla di vicinanza, ascolto e amore.
- PUERICULTURA
La puericultura è l’arte e la scienza di prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita, con attenzione alla crescita, all’igiene, all’alimentazione e allo sviluppo emotivo. È un accompagnamento quotidiano che sostiene i genitori nelle scelte pratiche e affettive. Viene svolta da puericultrici, ostetriche, educatori perinatali e altri professionisti dell’infanzia, che offrono consulenze, corsi e supporto personalizzato. È uno spazio di ascolto e fiducia, dove ogni gesto è pensato per far sentire il bambino accolto e il genitore competente.
GINECOLOGIA
GINECOLOGIA
Il ginecologo è il medico specialista che si prende cura della salute femminile in ogni fase della vita, dall’adolescenza, alla gravidanza, alla menopausa. Si occupa dell’apparato riproduttivo e accompagna le donne nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento di disturbi ginecologici, con competenza, ascolto e delicatezza.
Gli strumenti utilizzati in ginecologia comprendono ecografie, pap test, colposcopia, biopsie e speculum.
Rivolgersi al ginecologo è un gesto di cura verso sé stesse, per vivere con serenità ogni cambiamento del corpo.
- ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA
È un esame che permette al ginecologo di guardare dentro l’utero usando una piccola telecamera.
Serve per capire se ci sono polipi, fibromi o altri cambiamenti che possono causare disturbi come perdite di sangue o difficoltà a restare incinta. Si fa in ambulatorio, è veloce e non richiede tagli o anestesia. - ISTEROSALPINGOGRAFIA
È un esame con radiografia che mostra la forma dell’utero e se le tube sono aperte o bloccate. Viene spesso richiesto quando ci sono problemi di fertilità o si sospettano infiammazioni.
Si usa un liquido di contrasto per “vedere meglio” e capire se tutto funziona come dovrebbe. - BIOPSIA ENDOMETRIALE
Consiste nel prelievo di un piccolo frammento della mucosa dell’utero (endometrio) per analizzarlo.
Serve per capire la causa di perdite di sangue anomale o per controllare lo stato dell’endometrio.
È un esame rapido, che può aiutare a scegliere la cura più adatta. - PRIMA VISITA GINECOLOGICA
È il primo incontro con lo specialista, utile per conoscere il proprio corpo, chiarire dubbi e iniziare a prendersi cura della salute intima nella ricerca di gravidanza o in gravidanza. Si raccoglie la storia clinica, si fa un esame delicato dei genitali esterni e interni, e si impostano eventuali controlli o esami.Serve a monitorare la salute dell’apparato genitale, verificare l’efficacia di eventuali terapie e prevenire disturbi. È un momento di continuità e attenzione, da fare periodicamente anche in assenza di sintomi.
VISITA GINECOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare la salute dell’apparato genitale, verificare l’efficacia di eventuali terapie e prevenire disturbi. È un momento di continuità e attenzione, da fare periodicamente anche in assenza di sintomi.VISITA GINECOLOGICA + ECOGRAFIA + TAMPONE + PAP TEST
È una visita completa che include:
- Ecografia
- Tamponi vaginali per rilevare infezioni
- Pap test per individuare eventuali alterazioni cellulari o virus HPV
È indicata per la prevenzione e per una valutazione approfondita della salute ginecologica.- VISITA GINECOLOGIA + ECOGRAFIA
Un controllo che unisce l’esame clinico alla visione tramite ecografia.
CARDIOLOGIA
CARDIOLOGIA
Il cardiologo è il medico specializzato in cardiologia che si prende cura del tuo cuore, ascolta i tuoi battiti, valuta il tuo benessere e ti accompagna nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari. Con attenzione e competenza, il cardiologo ti aiuta a proteggere il cuore, quel motore silenzioso che non riposa mai.
- PRIMA VISITA CARDIOLOGICA
È il primo incontro con il cardiologo, dove si ascolta la storia clinica, si valutano i sintomi e si impostano eventuali approfondimenti. Un momento di conoscenza e prevenzione. - VISITA CARDIOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare lo stato di salute del cuore nel tempo, verificare l’efficacia delle terapie e fare piccoli
- ELETTROCARDIOGRAMMA
È un esame rapido e indolore che registra l’attività elettrica del cuore, utile per individuare aritmie o altri segnali di sofferenza cardiaca.
- VISITA CARDIOLOGICA + ECG
Combina la visita con l’elettrocardiogramma, per avere una valutazione più completa in un unico appuntamento.
- ECOCARDIOGRAMMA TRANSTORACICO
È un’ecografia del cuore fatta attraverso il torace. Permette di vedere le strutture cardiache in movimento, come le valvole e le pareti, e valutare la forza del battito.
- VISITA CARDIOLOGICA+ELETTROCARDIOGRAMMA+ECOCARDIOGRAMMA
Un pacchetto completo che unisce la visita, l’elettrocardiogramma e l’ecografia del cuore, per una valutazione accurata e rassicurante.
GENETICA
LA GENETICA è la branca della medicina che studia il patrimonio ereditario, cioè le informazioni contenute nei nostri geni. La consulenza genetica è un incontro delicato e di scambio di informazioni con uno specialista, pensato per aiutare le persone a comprendere se esistono predisposizioni ereditarie a certe malattie, o per chiarire dubbi legati alla salute familiare. Aiuta a fare scelte consapevoli, con rispetto, delicatezza e attenzione alla storia personale e familiare.
- CONSULENZA GENETICA + INDAGINI GENETICHE
In alcuni casi, alla consulenza si affiancano esami specifici (test genetici) che analizzano il DNA per individuare eventuali mutazioni o rischi. Questi strumenti sono utili in molte situazioni, come:
- Quando in famiglia ci sono malattie ereditarie (es. tumori, malattie neurologiche, cardiache).
- In gravidanza, per valutare il rischio di trasmettere condizioni genetiche al bambino.
- In caso di infertilità, aborti ripetuti o anomalie cromosomiche.
- INDAGINI GENETICHE DI COPPIA
Sono esami che aiutano a capire se due persone, prima di avere un figlio, possono essere portatori di malattie genetiche trasmissibili. Si fanno con un semplice prelievo di sangue e permettono di valutare il rischio di trasmettere alcune condizioni ereditarie, anche se i futuri genitori stanno bene e non hanno sintomi. Queste indagini sono particolarmente utili in caso di familiarità per certe malattie, aborti ripetuti o difficoltà nel concepimento. È un gesto di cura e prevenzione, che permette di affrontare il percorso genitoriale con maggiore consapevolezza e serenità.
ESAMI DEL SANGUE
ESAMI DEL SANGUE
- ESAMI DEL SANGUE PRE GRAVIDANZA
Sono controlli utili prima di cercare una gravidanza, per verificare che tutto sia in equilibrio e pronto ad accogliere una nuova vita.
Di solito includono: emocromo, glicemia, funzionalità tiroidea, ferro, vitamina D, test per toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus, epatiti e HIV.
Servono a prevenire eventuali problemi, proteggere la salute della mamma e del futuro bambino, e iniziare il percorso con serenità.
- ESAMI DEL SANGUE IN GRAVIDANZA
Si eseguono in momenti diversi della gestazione per monitorare la salute della mamma e del feto.
Comprendono: emocromo, gruppo sanguigno, test per infezioni, glicemia, coagulazione, funzionalità renale ed epatica, e test specifici come il Bi-test o il test del DNA fetale.
Aiutano a seguire la gravidanza passo dopo passo, con attenzione e cura, per garantire benessere e sicurezza a mamma e bambino.
NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA
LA NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA è fondamentale per il benessere della mamma e per lo sviluppo sano del bambino. Mangiare in modo equilibrato, già prima del concepimento e durante tutta la gestazione, aiuta a prevenire molte complicazioni. Per questo, sarebbe ideale che ogni donna in gravidanza ricevesse un supporto nutrizionale da professionisti esperti, così da evitare abitudini sbagliate che possono influire sulla salute del bambino e aumentare il rischio di problemi come ipertensione o diabete gestazionale. Una buona alimentazione è un gesto d’amore, che protegge e accompagna la vita che cresce.
- VISITA NUTRIZIONALE
È il primo incontro con il nutrizionista, dove si ascolta la storia alimentare, lo stile di vita e gli obiettivi della persona e si pongono le basi per un percorso di benessere su misura, con attenzione e ascolto. Il nutrizionista raccoglie dati importanti: peso, altezza, composizione corporea, eventuali esami medici, obiettivi di salute o benessere; analizza il tuo stile di vita: orari, lavoro, attività fisica, emozioni legate al cibo; imposta un percorso personalizzato: si definiscono insieme gli obiettivi e si pongono le basi per un piano alimentare equilibrato e sostenibile. - VISITA NUTRIZIONALE DI CONTROLLO
Serve a monitorare i progressi, fare piccoli aggiustamenti e sostenere la persona nel suo cammino, con incoraggiamento e cura. - ELABORAZIONE PIANO ALIMENTARE PERSONALIZZATO
È la creazione di un programma nutrizionale pensato per le esigenze specifiche della donna in gravidanza, in modo equilibrato, sostenibile e in armonia con i gusti, i ritmi di vita ed esigenze specifiche.
IMMUNOLOGIA
L'IMMUNOLOGIA è la branca della medicina che si prende cura del sistema immunitario, cioè delle difese naturali del nostro corpo. L’immunologo studia e tratta disturbi legati a infiammazioni, allergie, malattie autoimmuni o immunodeficienze, aiutando il corpo a ritrovare equilibrio e protezione.
L’immunologia nella ricerca di gravidanza e in gravidanza studia come il sistema immunitario materno interagisce con l’embrione e il feto, influenzando l’impianto, lo sviluppo e l’esito della gestazione. Un equilibrio immunitario è fondamentale per favorire la tolleranza verso il feto e prevenire complicazioni.
- PRIMA VISITA IMMUNOLOGICA
È un incontro attento in cui si ascolta la storia clinica, si valutano sintomi e analisi, e si impostano eventuali approfondimenti. Serve a capire come funziona il sistema immunitario e cosa può averlo messo in difficoltà. - VISITA IMMUNOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’evoluzione della situazione, verificare l’efficacia delle terapie e accompagnare la persona nel suo percorso di cura, con competenza e delicatezza.
DIABETOLOGIA
LA DIABETOLOGIA
è la branca della medicina che si prende cura del diabete e delle sue complicazioni, aiutando le persone a gestire in modo consapevole e sereno la glicemia, l’alimentazione, lo stile di vita e le terapie. Il diabetologo accompagna ogni paziente con attenzione, competenza e ascolto, per costruire un percorso di salute su misura.
La diabetologia in gravidanza si occupa di monitorare e gestire i livelli di zucchero nel sangue della mamma, per proteggere la salute del bambino e prevenire complicazioni. Durante la gestazione, alcune donne possono sviluppare il cosiddetto diabete gestazionale, una condizione temporanea che richiede attenzione e cura.
- PRIMA VISITA DIABETOLOGICA
È un incontro approfondito in cui il medico raccoglie la storia clinica, valuta esami del sangue, sintomi e abitudini quotidiane. Si impostano insieme gli obiettivi di cura e si definisce un piano personalizzato, che può includere alimentazione, attività fisica e terapie. È un momento di accoglienza e chiarezza, per iniziare con fiducia il cammino verso l’equilibrio. - VISITA DIABETOLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’andamento della glicemia, verificare l’efficacia delle terapie e sostenere la persona nel suo percorso. È un’occasione per fare piccoli aggiustamenti, chiarire dubbi e rafforzare la motivazione, sempre con delicatezza e vicinanza.
ENDOCRINOLOGIA
L' ENDOCRINOLOGIA nella ricerca di gravidanza e durante la gestazione si occupa di monitorare e regolare gli ormoni che influenzano la fertilità, l’impianto dell’embrione e lo sviluppo del bambino. Nella ricerca di gravidanza l’endocrinologo può aiutare a individuare e trattare: squilibri ormonali che ostacolano il concepimento (come alterazioni di tiroide, prolattina, insulina, progesterone), disturbi del ciclo mestruale, ovaio policistico, o difficoltà di ovulazione, condizioni metaboliche che influenzano la fertilità, come insulino-resistenza o obesità.
Durante la gravidanza l’endocrinologo può seguire: la funzione tiroidea, fondamentale per lo sviluppo neurologico del feto, il metabolismo del glucosio, per prevenire o gestire il diabete gestazionale, altri ormoni che regolano la crescita, il benessere e la preparazione al parto. È un accompagnamento attento e personalizzato, che protegge la salute della mamma e del bambino, passo dopo passo.
- PRIMA VISITA ENDOCRINOLOGICA
È il primo incontro con lo specialista. Si ascoltano i sintomi, si raccolgono informazioni sulla storia clinica e si impostano eventuali esami. È un momento di dialogo, accoglienza e orientamento.
- VISITA ENDOCRINOLOGICA DI CONTROLLO
Serve per monitorare l’andamento della terapia o approfondire esami già fatti. È un’occasione per aggiustare il percorso e sentirsi accompagnati nel tempo. - ECOGRAFIA TIROIDEA
Un esame semplice e indolore che permette di osservare la tiroide attraverso gli ultrasuoni. Aiuta a individuare noduli, infiammazioni o altre alterazioni. - ECOGRAFIA TIROIDEA + VISITA ENDOCRINOLOGICA
Un controllo completo: si esegue l’ecografia e si parla con lo specialista per avere subito un parere e, se necessario, impostare il trattamento. - ECOCOLORDOPPLER TIROIDE
È un’ecografia avanzata che studia anche il flusso del sangue nella tiroide. Utile per capire meglio la natura di eventuali noduli o infiammazioni. - ECOCOLOR DOPPLER COLLO E GOLA + VISITA
Un esame che osserva i vasi sanguigni e le strutture del collo e della gola, accompagnato da una visita specialistica. Utile per valutare tiroide, linfonodi e altre zone delicate.
UROGINECOLOGIA
L' UROGINECOLOGIA è una disciplina che si prende cura della salute intima femminile, unendo competenze di ginecologia e urologia. L’uroginecologo accompagna le donne in momenti delicati, intervenendo su disturbi dell’apparato urinario, genitale e ano-rettale con attenzione, rispetto e competenza.
Il percorso di cura è sempre personalizzato: può includere terapie farmacologiche, riabilitazione del pavimento pelvico e, quando necessario, interventi chirurgici.
L’obiettivo è restituire benessere, funzionalità e serenità, accompagnando ogni donna con delicatezza e ascolto.
- VISITA UROGINECOLOGICA
È una visita specialistica rivolta alle donne, utile per valutare disturbi come incontinenza, prolasso, dolori pelvici, cistiti ricorrenti o problematiche post-parto. Il medico osserva la zona pelvica, valuta la tonicità muscolare e può prescrivere esami mirati (come ecografie o test urodinamici) per una diagnosi completa. È un momento di ascolto e cura, pensato per accompagnare la donna con delicatezza e competenza.
- VISITA UROGINECOLOGICA + VALUTAZIONE PROLASSO ED INCONTINENZA URINARIA
Durante la visita, lo specialista valuta la tonicità del pavimento pelvico e la presenza di prolassi, integrando l’esame clinico con indagini mirate come ecografie transvaginali.
- Attraverso valutazioni delicate, esercizi mirati e tecniche manuali e personalizzate, lavora su problemi spesso silenziosi come incontinenza urinaria o fecale, prolasso, disfunzioni sessuali, dolori pelvici, difficoltà post-parto o dopo interventi chirurgici. Il suo obiettivo è migliorare la qualità della vita, restituendo forza, equilibrio e serenità al corpo maschile e femminile.
- RIABILITAZIONE PAVIMENTO PELVICO POST PARTUM
La riabilitazione del pavimento pelvico post partum è un percorso delicato e prezioso per aiutare le donne a ritrovare forza, equilibrio e benessere dopo il parto. Attraverso esercizi mirati e tecniche personalizzate, si lavora per: rinforzare i muscoli pelvici indeboliti dalla gravidanza e dal parto; prevenire o trattare incontinenza urinaria e dolori pelvici; migliorare la postura e la percezione corporea; favorire una ripresa serena della vita sessuale. È un gesto di cura verso sé stesse, che restituisce fiducia e comfort nel corpo che ha appena dato vita.
ANDROLOGIA
L'ANDROLOGIA è lo specialista che si prende cura della salute maschile, in particolare degli aspetti legati alla fertilità, alla sessualità e agli organi genitali. È considerato il corrispettivo maschile del ginecologo, e accompagna l’uomo in ogni fase della vita, con attenzione e discrezione.
L’andrologo interviene in caso di:
- Infertilità maschile
- Disfunzione erettile ed eiaculazione precoce
- Squilibri ormonali, come il calo del testosterone
- Malformazioni congenite o acquisite degli organi genitali
- Patologie tumorali dell’apparato genitale maschile
La visita andrologica è un momento di ascolto e valutazione, pensato per offrire risposte e soluzioni personalizzate, sempre con rispetto, competenza e sensibilità.
- PRIMA VISITA ANDROLOGICA
È un momento di ascolto e valutazione, pensato per affrontare con discrezione e competenza i disturbi legati alla salute sessuale e riproduttiva maschile. Durante la visita, lo specialista raccoglie la storia clinica, analizza eventuali sintomi e può prescrivere esami mirati per approfondire la tua situazione.
- VISITA ANDROLOGICA DI CONTROLLO
Serve a monitorare l’andamento del problema, valutare l’efficacia delle terapie e accompagnare il paziente nel suo percorso di cura. È un’occasione per chiarire dubbi, fare aggiustamenti e proseguire con serenità e fiducia.
- LETTURA DELLO SPERMIOGRAMMA
È l’analisi del liquido seminale, utile per valutare la fertilità maschile. Lo specialista interpreta i risultati (numero, motilità e forma degli spermatozoi) e li inserisce in un quadro clinico più ampio, offrendo spiegazioni chiare e indicazioni personalizzate. È un passaggio importante, sempre affrontato con rispetto e sensibilità.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE
È un esame indolore che utilizza gli ultrasuoni per osservare i testicoli e lo scroto. Serve a controllare se ci sono infiammazioni, cisti, varicocele o altri piccoli problemi. Si fa appoggiando una sonda sulla pelle, con un gel trasparente: non fa male e dura pochi minuti.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE CON DOPPLER
È simile all’ecografia testicolare, ma con una funzione in più: il Doppler permette di vedere come scorre il sangue nei vasi dei testicoli. È utile per capire se ci sono problemi di circolazione, come il varicocele o una torsione testicolare. Anche questo esame è veloce e non invasivo.
- ESAME FRAMMENTAZIONE DNA SEMINALE
È un esame che analizza la qualità del DNA contenuto negli spermatozoi, per capire se ci sono piccole rotture che possono ostacolare il concepimento o lo sviluppo dell’embrione.
Viene consigliato quando una coppia ha difficoltà a concepire, ha avuto aborti ripetuti o insuccessi nei percorsi di procreazione assistita, anche se gli altri esami sembrano nella norma.
Si esegue su un campione di liquido seminale e aiuta a capire meglio la fertilità maschile, andando oltre i parametri classici come numero e motilità degli spermatozoi.
FERTILITA'
CONSULENZA FERTILITA’ DI COPPIA
Sempre più coppie che desiderano un figlio e hanno avuto rapporti non protetti per diversi mesi si rivolgono ad uno specialista della riproduzione perché la gravidanza tarda ad arrivare. Il tempo necessario per concepire dipende principalmente dall’età della donna. Si consiglia alle coppie in cui la donna è sotto ai 35 anni di provare per un anno, mentre per quelle oltre i 35 anni di tentare per circa sei mesi. Se i risultati non arrivano, è il momento di indagare sulla propria fertilità!
I test di fertilità eseguiti sulla coppia e la consulenza ginecologica e andrologica sono essenziali, poiché le cause dell’infertilità possono essere femminili, maschili o una combinazione di entrambe.
CONSULENZA GINECOLOGICA PER LA FERTILITÀ: aiuta a valutare la salute riproduttiva della donna, identificando eventuali problemi che potrebbero ostacolare il concepimento, meccanici o fisiologici.
ECOGRAFIA TRANSVAGINALE: si utilizza una sonda inserita nella vagina per ottenere immagini dettagliate degli organi riproduttivi interni, come utero, ovaie e tube di Falloppio. Serve perdiagnosticare patologie come endometriosi, fibromi, cisti ovariche e tumori e valutare la fertilità
PAP TEST: è un esame di screening che prevede il prelievo di cellule dal collo dell'utero per analizzarle al microscopio. Serve per rilevare lesioni precancerose o cancerose al collo dell'utero e diagnosticare infezioni virali, batteriche o micotiche.
ESAMI EMATICI E DOSAGGI ORMONALI: da eseguire in determinati giorni del ciclo mestruale (FSH, LH, Estradiolo, Progesterone, AMH, profilo tiroideo, pannelli della trombofilia, pannello insulinemico e autoimmunità).
ISTEROSALPINGOGRAFIA (HSG): È un esame con radiografia che mostra la forma dell’utero e se le tube sono aperte o bloccate. Viene spesso richiesto quando ci sono problemi di fertilità o si sospettano infiammazioni. Si usa un liquido di contrasto per “vedere meglio” e capire se tutto funziona come dovrebbe.
ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA: È un esame che permette al ginecologo di guardare dentro l’utero usando una piccola telecamera. Serve per capire se ci sono polipi, fibromi o altri cambiamenti che possono causare disturbi come perdite di sangue o difficoltà a restare incinta. Si fa in ambulatorio, è veloce e non richiede tagli o anestesia.
BIOPSIA ENDOMETRIALE: consiste nel prelievo di un piccolo frammento della mucosa dell’utero (endometrio) per analizzarlo. Serve per capire la causa di perdite di sangue anomale o per controllare lo stato dell’endometrio. È un esame rapido, che può aiutare a scegliere la cura più adatta.
ESAMI INFETTIVOLOGICI FEMMINILI: sono fondamentali per identificare eventuali infezioni che potrebbero compromettere la fertilità e trattarle tempestivamente.
- Tampone vaginale e cervicale: rileva infezioni batteriche, micotiche o virali, come clamidia, gonorrea o HPV.
- Esami sierologici: test per Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) come HIV, sifilide, epatite B e C.
- Esame delle urine: per identificare infezioni del tratto urinario.
CICLO MONITORAGGI DELL’OVULAZIONE: è un percorso di controlli che aiuta a capire quando avviene l’ovulazione, cioè il momento in cui l’ovulo è pronto per essere fecondato. Si esegue con ecografie transvaginali ripetute in giorni precisi del ciclo, per osservare la crescita del follicolo e lo spessore dell’endometrio.
Può includere anche esami ormonali e, in alcuni casi, il dosaggio della LH o la valutazione della temperatura basale. È un aiuto prezioso per chi cerca una gravidanza, perché permette di individuare il periodo più fertile con precisione e serenità.
CONSULENZA ANDROLOGICA PER LA FERTILITA’
Lo screening andrologico è un controllo completo pensato per prendersi cura della salute maschile, in particolare dell’apparato riproduttivo. Serve a individuare per tempo eventuali problemi, come difficoltà di fertilità, infezioni o patologie più serie, così da poter intervenire con serenità e tempestività.
Esso può includere:
- VISITA ANDROLOGICA: un esame fisico per valutare lo stato generale degli organi genitali.
- ECOGRAFIA TESTICOLARE: per osservare la struttura dei testicoli e verificarne la salute.
- SPERMIOGRAMMA: analisi del liquido seminale per capire la qualità e quantità degli spermatozoi secondo alcuni parametri.
- ESAME FRAMMENTAZIONE DNA SEMINALE: analizza la qualità del DNA contenuto negli spermatozoi, per capire se ci sono piccole rotture che possono ostacolare il concepimento o lo sviluppo dell’embrione. Si esegue su un campione di liquido seminale e aiuta a capire meglio la fertilità maschile, andando oltre i parametri classici come numero e motilità degli spermatozoi.
- Dosaggio ormonale: per controllare i livelli di ormoni come il testosterone.
- Test per infezioni: utili a rilevare eventuali malattie sessualmente trasmissibili.
DIAGNOSTICA PRENATALE
DIAGNOSTICA PRENATALE
è quell’insieme di controlli che si effettuano durante la gravidanza per monitorare lo sviluppo del feto e la salute della mamma.
Sono strumenti preziosi per accompagnare la gravidanza con attenzione e serenità, offrendo informazioni fondamentali per la salute del bambino e della mamma.
CONSULENZA GINECOLOGICA PRENATALE
E’ il primo passo di un percorso di cura, che si effettua tra le 6 e le 10 settimane, che accompagna la donna e la coppia nella gravidanza: è un momento di ascolto, accoglienza e orientamento sui primi passi da fare e sugli esami prenatali che sono a disposizione, anche in base alla storia della coppia. Durante questo incontro il ginecologo conferma la gravidanza, raccoglie la storia clinica e familiare e valuta lo stato di salute generale. È l’occasione per fare domande, esprimere dubbi e ricevere informazioni chiare e personalizzate.
ECOGRAFIA DEL 1, 2 E 3 TRIMESTRE
Durante la gravidanza, vengono eseguite diverse ecografie per seguire passo dopo passo la crescita del bambino:
- 1° trimestre (intorno alla 11ª settimana): si verifica che la gravidanza sia ben avviata, si controlla il battito del cuore del piccolo e si stima la data del parto.
- 2° trimestre (intorno alla 20ª settimana): si osservano in dettaglio gli organi del bambino, la sua crescita e la posizione della placenta.
- 3° trimestre (verso la 32ª settimana): si controlla che il bambino stia crescendo bene, si valuta il liquido amniotico e la posizione in vista del parto.
Queste ecografie sono come finestre aperte sull’utero, che permettono di “vedere” il piccolo mentre cresce, offrendo rassicurazione e informazioni preziose.
TRANSLUCENZA NUCALE/BI TEST
È un esame che si fa tra la 11ª e la 14ª settimana, e serve a misurare lo spessore di una piccola zona dietro il collo del feto. Questa misura, insieme ad altri dati, aiuta a valutare il rischio di alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down. È un controllo delicato, non invasivo, che può offrire indicazioni importanti, ma non dà diagnosi certe. Spesso è accompagnato da un semplice prelievo di sangue materno, per dosare due sostanze prodotte dalla placenta: la free β-hCG e la PAPP-A. Questi valori, insieme all’età della mamma e ai dati ecografici, vengono inseriti in un algoritmo che calcola il rischio statistico di alcune anomalie genetiche (ad esempio Trisomia 21, 18 e 13).
NIPT – Test prenatale non invasivo
È un esame del sangue che si esegue di solito a partire dalla 10ª settimana, per analizzare il DNA del feto presente nel sangue materno. È semplice, sicuro e non invasivo: basta un prelievo di sangue dalla mamma. Il test serve a individuare con alta precisione alcune anomalie cromosomiche del bambino, come Trisomia 21 (Sindrome di Down), Trisomia 18 e 1 e, in alcuni casi, alterazioni dei cromosomi sessuali (X e Y). Aiuta a valutare il rischio di alcune condizioni genetiche senza dover ricorrere subito a esami invasivi come amniocentesi o villocentesi. È particolarmente indicato in caso di età materna avanzata, esami precedenti dubbi o semplicemente per avere maggiore serenità.
ECOGRAFIA PRE-MORFOLOGICA
È un’ecografia eseguita nel secondo trimestre di gravidanza (16-18 settimane), che permette di osservare in modo preliminare lo sviluppo del bambino. Si controllano la crescita, la posizione, il battito cardiaco e si iniziano a valutare le strutture principali come cervello, cuore, arti e organi interni. Aiuta a rassicurare i genitori sul benessere del piccolo e, se necessario, a programmare eventuali approfondimenti.
ECOGRAFIA MORFOLOGICA
Questa è una delle ecografie più attese, di solito fatta tra la 19ª e la 22ª settimana. È un vero e proprio “check-up” del bambino: si osservano testa, colonna, cuore, reni, arti… ogni parte ed organo viene misurato e controllato con cura. È un momento emozionante e in alcuni casi si conosce anche il sesso del bambino (se non si sono fatti altri controlli prenatali come il DNA fetale), ma soprattutto si verifica che tutto stia procedendo bene.
ECOFLUSSIMETRIA
L’ecoflussimetria è un’ecografia speciale che permette di osservare il flusso del sangue tra mamma e bambino durante la gravidanza. Si controllano i vasi sanguigni della placenta, del cordone ombelicale e, in alcuni casi, anche quelli del piccolo, per assicurarsi che riceva tutto il nutrimento e l’ossigeno di cui ha bisogno.
Si esegue soprattutto se ci sono dubbi sulla crescita del bambino o sulla funzionalità della placenta, generalmente a partire dalla 20ª settimana di gravidanza e può essere ripetuta nel terzo trimestre, soprattutto se ci sono fattori di rischio o dubbi sulla crescita del bambino.
ECOCARDIO FETALE
È un’ecografia speciale che osserva il cuore del bambino in modo molto dettagliato. Serve a verificare che il cuore si stia formando e funzioni correttamente. È un esame che si fa come una normale ecografia, ma con un’attenzione particolare al piccolo motore della vita, che è il cuore.
- Ecocardio fetale precoce (16–18 settimane)
È un’ecografia speciale che osserva il cuore del bambino già nelle prime fasi della gravidanza. Serve a controllare che si stia formando bene e a individuare eventuali anomalie. - Ecocardio fetale tardivo (23–25 settimane)
Si esegue più avanti nella gravidanza, quando il cuore del feto è più sviluppato. Permette di confermare che tutto procede bene o di approfondire eventuali dubbi. È un gesto di attenzione e amore verso il bambino, per accompagnarlo con sicurezza nel suo percorso di crescita.
VISITA GINECOLOGICA DEL III TRIMESTRE E ORGANIZZAZIONE PARTO
Questa visita si svolge dal 7° mese, ed è un momento importante per prendersi cura della mamma e del bambino in vista del parto. Il ginecologo controlla che tutto stia procedendo bene: valuta la crescita del piccolo, la posizione, il liquido amniotico e lo stato della placenta. Si ascolta il battito, si fa un’ecografia se necessario, e si verifica il benessere generale della futura mamma. Durante la visita si parla anche del momento della nascita: si chiariscono dubbi, si valutano le opzioni disponibili (parto naturale, cesareo, analgesia) e le strutture a cui rivolgersi, si raccolgono desideri e si costruisce insieme un piano di accompagnamento al parto.
SENOLOGIA
SENOLOGIA
Il senologo è il medico specializzato nella salute del seno. Si prende cura della mammella in ogni fase della vita, occupandosi di diagnosi, prevenzione e trattamento di eventuali problemi come patologie benigne (cisti, dolori, infiammazioni) e maligne (come il tumore al seno) e offre supporto anche per aspetti estetici o funzionali del seno.
Il senologo lavora in squadra con altri specialisti per garantire un percorso completo e personalizzato.
Durante la gestazione, il seno subisce profondi cambiamenti ormonali: aumenta di volume, diventa più denso, possono comparire noduli benigni, cisti, dolori o alterazioni della pelle. In alcuni casi, questi cambiamenti possono rendere difficile distinguere tra modificazioni fisiologiche e segnali di allarme e in questi casi la visita senologica e l’ecografia senologica in gravidanza sono indicate.
- ECOGRAFIA SENOLOGICA
È un esame indolore che utilizza gli ultrasuoni per “guardare dentro” il seno. Aiuta a individuare cisti, noduli o altri cambiamenti nei tessuti. È particolarmente utile nelle donne giovani, con seno più denso, e non comporta radiazioni.
- ECOGRAFIA SENOLOGICA + VISITA SENOLOGICA
Un incontro completo: prima il medico ascolta e osserva, poi esegue l’ecografia. È il momento ideale per fare domande, chiarire dubbi e ricevere un parere esperto. Un gesto di cura che unisce tecnologia e ascolto.
- MAMMOGRAFIA
È un esame radiologico che permette di rilevare anche piccolissime alterazioni, spesso invisibili al tatto. È consigliata soprattutto dopo i 40 anni o in caso di familiarità con tumori al seno. Può essere un po’ fastidiosa, ma dura pochi minuti e può fare davvero la differenza.
CONSULENZA PSICOLOGICA
CONSULENZA PSICOLOGICA
Durante la gravidanza, il corpo cambia… ma anche il cuore e la mente attraversano un viaggio profondo. Questo momento particolare della vita di una donna, di un uomo e di una coppia può portare con sé emozioni intense: gioia, paura, dubbi, aspettative, ricordi. A volte emergono fragilità che non si erano mai manifestate prima, oppure si riattivano vissuti del passato. Una consulenza psicologica offre uno spazio sicuro per esprimere pensieri e paure senza giudizio, un supporto emotivo nei momenti di ansia, tristezza o insicurezza, un aiuto nella relazione di coppia che può attraversare cambiamenti importanti e un accompagnamento nella costruzione del legame con il bambino.
CONSULENZA SESSUOLOGICA IN GRAVIDANZA
La sessualità cambia durante la gravidanza: il corpo si trasforma, il desiderio può aumentare o diminuire, e spesso sorgono dubbi su cosa sia “normale” o “permesso”. Una consulenza sessuologica può aiutare a ritrovare intimità e complicità nella coppia, affrontare paure legate alla sessualità, come il timore di far male al bambino, gestire disagi fisici o emotivi, come dolore, calo del desiderio o difficoltà comunicative, prepararsi al post-parto, quando la sessualità può vivere nuove fasi. È un modo per prendersi cura della relazione e del proprio benessere.
CORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA GRAVIDANZA E ALLA NASCITA
Il corso di accompagnamento alla gravidanza e alla nascita è un percorso che accompagna le mamme e i papà, pensato per vivere con serenità la gestazione e prepararsi al parto e alla genitorialità. Gli incontri vedono la partecipazione di più figure come il ginecologo, l’ostetrica e lo psicologo, per unire informazioni scientifiche e pratiche (ad esempio sulle fasi della gravidanza, gli esami, sul travaglio, il parto, l’allattamento ecc.), psicologiche (ad esempio sui cambiamenti dell’umore, sulla relazione di coppia, l’attaccamento mamma-bambino ecc) e momenti di ascolto e condivisione emotiva in gruppo. Aiuta a sentirsi più sicuri, consapevoli e meno soli.
CORSO DI PSICOYOGA IN GRAVIDANZA
È un percorso che unisce esercizi di yoga dolce e tecniche di rilassamento con uno spazio di riflessione emotiva. Aiuta a sciogliere tensioni, respirare meglio, ascoltare il corpo e accogliere le emozioni. È un momento di benessere profondo, che favorisce il legame con il bambino e la serenità interiore.
GRUPPI DI ACCOMPAGNAMENTO MAMMA-BAMBINO
Sono incontri dedicati alle mamme con i loro piccoli, per condividere esperienze, dubbi, gioie e fatiche dei primi mesi. Si crea una rete di sostegno, si imparano gesti quotidiani e si rafforza il legame con il bambino. È anche un modo per uscire di casa, sentirsi accolte e fare amicizia.
GRUPPI DI CONDIVISIONE EMOTIVA NEL LUTTO PERINATALE E POST-NATALE
Sono spazi protetti e rispettosi dove, se hai vissuto una perdita (durante o dopo la gravidanza) puoi condividere il dolore, sentirti compresa/o e trovare conforto. Nessuno è solo nel lutto: ascoltare ed essere ascoltati può aiutare a trasformare il dolore in memoria e presenza.
OSTEOPATIA
OSTEOPATIA
L’osteopatia è una disciplina manuale che aiuta il corpo a ritrovare equilibrio e benessere, agendo su muscoli, articolazioni, nervi e organi attraverso tecniche dolci e non invasive. Si basa sull’idea che corpo, mente e sistema nervoso siano profondamente interconnessi, e che il corpo abbia una naturale capacità di autoguarigione.
OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA
L’osteopatia in gravidanza è un trattamento dolce e manuale che accompagna il corpo della mamma e lo aiuta ad adattarsi ai cambiamenti della gestazione. Può alleviare mal di schiena, dolori al bacino, tensioni cervicali, difficoltà respiratorie o digestive.
L’osteopata lavora con tocchi delicati, favorendo equilibrio e benessere. È un modo per sentirsi meglio, leggere e in sintonia con il proprio corpo.
OSTEOPATIA NEL POST-PARTUM
Dopo il parto, il corpo ha bisogno di ritrovare i suoi equilibri. L’osteopatia può aiutare a ridurre dolori muscolari o articolari, favorire il recupero del pavimento pelvico, migliorare la postura, spesso alterata dall’allattamento o dal portare il bambino, o trattare la condizione della diastasi post-partum. È un gesto di cura per sé stesse, per tornare a sentirsi bene nel proprio corpo.
MASSAGGIO TERAPEUTICO IN GRAVIDANZA E PER DIASTASI POST-PARTUM
Il massaggio terapeutico in gravidanza aiuta a sciogliere tensioni, migliorare la circolazione, ridurre gonfiori e favorire il rilassamento.
È un momento di pausa e benessere profondo.
Nel post-partum, il massaggio può essere mirato alla diastasi addominale (la separazione dei muscoli dell’addome), aiutando a tonificare i tessuti, ridurre il senso di “vuoto” o instabilità, accompagnare il corpo nel suo naturale processo di recupero.
OSTEOPATIA NEONATALE E PEDIATRICA
L’osteopatia neonatale e pediatrica è una forma di trattamento dolce e non invasivo pensata per accompagnare i bambini fin dai primi giorni di vita. Si basa su tecniche manuali delicate che aiutano il corpo a ritrovare equilibrio e benessere, sostenendo lo sviluppo armonioso del piccolo. Viene spesso utilizzata per alleviare tensioni da parto o da posizioni intrauterine, favorire il sonno, la digestione e la respirazione, supportare il trattamento di coliche, reflusso, otiti ricorrenti o plagiocefalia, accompagnare la crescita e lo sviluppo motorio.
CONSULENZE SPECIALISTICHE NEL POST PARTUM (DA REMOTO, DAL VIVO E DOMICILIARI)
CONSULENZE SPECIALISTICHE NEL POST PARTUM (DA REMOTO, DAL VIVO E DOMICILIARI)
PEDIATRIA NEONATALE
La pediatria neonatale è il ramo della medicina che si prende cura dei neonati, soprattutto nei primi giorni e settimane di vita, quando ogni attenzione è fondamentale. Si occupa sia dei bimbi nati sani che di quelli prematuri o con bisogni speciali, offrendo cure delicate e altamente specializzate. Tra le prestazioni ci sono:
- monitoraggio delle funzioni vitali e della crescita
- supporto respiratorio e nutrizionale
- screening neonatali e vaccinazioni
- assistenza per eventuali malformazioni o patologie congenite
- sostegno alla genitorialità, con ascolto e accompagnamento
MASSAGGIO INFANTILE
Il massaggio infantile è un gesto d’amore che nutre il legame tra genitore e bambino. Attraverso movimenti dolci e ritmici, aiuta il piccolo a rilassarsi, favorisce il sonno, la digestione e può alleviare piccoli fastidi come le coliche. È anche un modo per comunicare con il neonato, trasmettendogli sicurezza, presenza e affetto. I corsi di massaggio infantile guidano i genitori passo dopo passo, creando uno spazio di ascolto e condivisione
RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
Il riabilitatore del pavimento pelvico è un professionista che si prende cura dei muscoli profondi che sostengono il bacino, aiutando sia donne che uomini a ritrovare benessere e funzionalità. Attraverso valutazioni delicate, esercizi mirati e tecniche manuali e personalizzate, lavora su problemi spesso silenziosi come incontinenza urinaria o fecale, prolasso, disfunzioni sessuali, dolori pelvici, difficoltà post-parto o dopo interventi chirurgici. Il suo obiettivo è migliorare la qualità della vita, restituendo forza, equilibrio e serenità al corpo maschile e femminile.
RIABILITAZIONE PAVIMENTO PELVICO POST PARTUM
La riabilitazione del pavimento pelvico post partum è un percorso delicato e prezioso per aiutare le donne a ritrovare forza, equilibrio e benessere dopo il parto. Attraverso esercizi mirati e tecniche personalizzate, si lavora per: rinforzare i muscoli pelvici indeboliti dalla gravidanza e dal parto; prevenire o trattare incontinenza urinaria e dolori pelvici; migliorare la postura e la percezione corporea; favorire una ripresa serena della vita sessuale. È un gesto di cura verso sé stesse, che restituisce fiducia e comfort nel corpo che ha appena dato vita.
ENDOCRINOLOGIA
L’endocrinologo è il medico che si prende cura delle ghiandole endocrine, quelle che producono gli ormoni e regolano tante funzioni importanti del nostro corpo: crescita, metabolismo, fertilità, energia, benessere. L’endocrinologo analizza i livelli ormonali con esami del sangue e immagini delle ghiandole e propone terapie personalizzate, consigli alimentari e, se necessario, interventi.
ENDOCRINOLOGIA MATERNA POST PARTUM
L’endocrinologia post partum si occupa di accompagnare la donna nel delicato equilibrio ormonale che segue il parto, aiutandola a ritrovare sé stessa nel corpo che ha appena dato vita. Dopo la nascita, il corpo attraversa cambiamenti profondi che possono influenzare energia, umore, metabolismo e benessere generale. Tra le prestazioni: monitoraggio della tiroide, spesso soggetta a variazioni dopo la gravidanza; valutazione di squilibri ormonali che possono causare stanchezza, irritabilità o difficoltà nel recupero; supporto in caso di diabete gestazionale o alterazioni glicemiche; consulenza per allattamento, salute ossea e ripresa del ciclo mestruale.
NUTRIZIONE
La nutrizione è un elemento fondamentale per garantire il tuo benessere fisico e mentale. Per le donne la nutrizione ha un'importanza particolare in diverse fasi della vita, quando i bisogni nutrizionali cambiano e richiedono attenzione e cura, ad esempio durante o dopo la gravidanza o durante l’allattamento.
NUTRIZIONE MATERNA NELL’ALLATTAMENTO
La nutrizione materna nell’allattamento è un gesto di cura che nutre due corpi: quello della mamma e quello del suo bambino. Mangiare in modo equilibrato, vario e ricco di nutrienti aiuta a sostenere la produzione di latte, a mantenere le energie e a favorire il benessere emotivo. Non servono diete rigide, ma ascolto, attenzione e la guida di un professionista esperto.
“TORNIAMO IN FORMA” DOPO IL PARTO
Il servizio “Torniamo in forma” dopo il parto, dal punto di vista nutrizionale, è un percorso di accompagnamento pensato per aiutare la neomamma a ritrovare energia, equilibrio e serenità attraverso l’alimentazione. Non si parla di diete rigide, ma di scelte consapevoli che rispettano i ritmi del corpo e le emozioni del momento. Può includere: consulenze personalizzate con nutrizionisti esperti, suggerimenti per pasti semplici, nutrienti e facilmente gestibili, supporto per affrontare stanchezza, fame emotiva o variazioni di peso con gentilezza.
CONSULENZA DELL’ALLATTAMENTO
La consulenza dell’allattamento è un momento di ascolto e accompagnamento dedicato alle mamme che desiderano allattare, stanno affrontando difficoltà o semplicemente cercano conferme e sostegno. Viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, infermiere pediatriche o consulenti IBCLC—che aiutano a trovare posizioni comode, risolvere piccoli problemi (come ragadi o ingorghi) e rafforzare la fiducia della mamma nel suo corpo e nel suo bambino. È uno spazio sicuro dove ogni domanda è benvenuta, e ogni gesto è pensato per far sentire la mamma sostenuta e mai sola.
CONSULENZA DEL SONNO DEL NEONATO
La consulenza del sonno del neonato è un servizio pensato per aiutare i genitori a comprendere e accompagnare i ritmi del sonno del loro bambino. Viene offerta da professionisti esperti, come psicologi dell’età evolutiva, ostetriche o consulenti del sonno certificati, che ascoltano le esigenze della famiglia e propongono strategie dolci e personalizzate. Si parla di routine, segnali di stanchezza, ambiente di riposo e bisogni emotivi, sempre con rispetto dei tempi del piccolo e della serenità dei genitori.
BABY-WEARING
Il baby wearing è l’arte di portare il bambino vicino al corpo, usando fasce o marsupi ergonomici, in modo sicuro e confortevole. Favorisce il contatto, il senso di protezione e il legame affettivo, aiutando il piccolo a sentirsi accolto e la mamma (o il papà) a muoversi con libertà. La consulenza sul baby wearing viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, educatori perinatali o consulenti certificati—che insegnano le tecniche corrette, adattano le soluzioni alle esigenze della famiglia e promuovono un portare consapevole e rispettoso. È un gesto antico e moderno insieme, che parla di vicinanza, ascolto e amore.
PUERICULTURA
La puericultura è l’arte e la scienza di prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita, con attenzione alla crescita, all’igiene, all’alimentazione e allo sviluppo emotivo. È un accompagnamento quotidiano che sostiene i genitori nelle scelte pratiche e affettive. Viene svolta da puericultrici, ostetriche, educatori perinatali e altri professionisti dell’infanzia, che offrono consulenze, corsi e supporto personalizzato. È uno spazio di ascolto e fiducia, dove ogni gesto è pensato per far sentire il bambino accolto e il genitore competente.
PEDIATRIA NEONATALE
PEDIATRIA NEONATALE
La pediatria neonatale è il ramo della medicina che si prende cura dei neonati, soprattutto nei primi giorni e settimane di vita, quando ogni attenzione è fondamentale. Si occupa sia dei bimbi nati sani che di quelli prematuri o con bisogni speciali, offrendo cure delicate e altamente specializzate. Tra le prestazioni ci sono:
- monitoraggio delle funzioni vitali e della crescita
- supporto respiratorio e nutrizionale
- screening neonatali e vaccinazioni
- assistenza per eventuali malformazioni o patologie congenite
- sostegno alla genitorialità, con ascolto e accompagnamento
MASSAGGIO INFANTILE
MASSAGGIO INFANTILE
Il massaggio infantile è un gesto d’amore che nutre il legame tra genitore e bambino. Attraverso movimenti dolci e ritmici, aiuta il piccolo a rilassarsi, favorisce il sonno, la digestione e può alleviare piccoli fastidi come le coliche. È anche un modo per comunicare con il neonato, trasmettendogli sicurezza, presenza e affetto. I corsi di massaggio infantile guidano i genitori passo dopo passo, creando uno spazio di ascolto e condivisione.
RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
Il riabilitatore del pavimento pelvico è un professionista che si prende cura dei muscoli profondi che sostengono il bacino, aiutando sia donne che uomini a ritrovare benessere e funzionalità. Attraverso valutazioni delicate, esercizi mirati e tecniche manuali e personalizzate, lavora su problemi spesso silenziosi come incontinenza urinaria o fecale, prolasso, disfunzioni sessuali, dolori pelvici, difficoltà post-parto o dopo interventi chirurgici. Il suo obiettivo è migliorare la qualità della vita, restituendo forza, equilibrio e serenità al corpo maschile e femminile.
RIABILITAZIONE PAVIMENTO PELVICO POST PARTUM
La riabilitazione del pavimento pelvico post partum è un percorso delicato e prezioso per aiutare le donne a ritrovare forza, equilibrio e benessere dopo il parto. Attraverso esercizi mirati e tecniche personalizzate, si lavora per: rinforzare i muscoli pelvici indeboliti dalla gravidanza e dal parto; prevenire o trattare incontinenza urinaria e dolori pelvici; migliorare la postura e la percezione corporea; favorire una ripresa serena della vita sessuale. È un gesto di cura verso sé stesse, che restituisce fiducia e comfort nel corpo che ha appena dato vita.
ENDOCRINOLOGIA MATERNA - POST PARTUM
ENDOCRINOLOGIA
L’endocrinologo è il medico che si prende cura delle ghiandole endocrine, quelle che producono gli ormoni e regolano tante funzioni importanti del nostro corpo: crescita, metabolismo, fertilità, energia, benessere. L’endocrinologo analizza i livelli ormonali con esami del sangue e immagini delle ghiandole e propone terapie personalizzate, consigli alimentari e, se necessario, interventi.
ENDOCRINOLOGIA MATERNA POST PARTUM
L’endocrinologia post partum si occupa di accompagnare la donna nel delicato equilibrio ormonale che segue il parto, aiutandola a ritrovare sé stessa nel corpo che ha appena dato vita. Dopo la nascita, il corpo attraversa cambiamenti profondi che possono influenzare energia, umore, metabolismo e benessere generale. Tra le prestazioni: monitoraggio della tiroide, spesso soggetta a variazioni dopo la gravidanza; valutazione di squilibri ormonali che possono causare stanchezza, irritabilità o difficoltà nel recupero; supporto in caso di diabete gestazionale o alterazioni glicemiche; consulenza per allattamento, salute ossea e ripresa del ciclo mestruale.
NUTRIZIONE - NUTRIZIONE MATERNA NELL'ALLATTAMENTO
LA NUTRIZIONE è un elemento fondamentale per garantire il tuo benessere fisico e mentale. Per le donne la nutrizione ha un'importanza particolare in diverse fasi della vita, quando i bisogni nutrizionali cambiano e richiedono attenzione e cura, ad esempio durante o dopo la gravidanza o durante l’allattamento.
LA NUTRIZIONE MATERNA NELL’ALLATTAMENTO è un gesto di cura che nutre due corpi: quello della mamma e quello del suo bambino. Mangiare in modo equilibrato, vario e ricco di nutrienti aiuta a sostenere la produzione di latte, a mantenere le energie e a favorire il benessere emotivo. Non servono diete rigide, ma ascolto, attenzione e la guida di un professionista esperto.
TORNIAMO "IN FORMA” DOPO IL PARTO
TORNIAMO "IN FORMA” DOPO IL PARTO
Il servizio “Torniamo in forma” dopo il parto, dal punto di vista nutrizionale, è un percorso di accompagnamento pensato per aiutare la neomamma a ritrovare energia, equilibrio e serenità attraverso l’alimentazione. Non si parla di diete rigide, ma di scelte consapevoli che rispettano i ritmi del corpo e le emozioni del momento. Può includere: consulenze personalizzate con nutrizionisti esperti, suggerimenti per pasti semplici, nutrienti e facilmente gestibili, supporto per affrontare stanchezza, fame emotiva o variazioni di peso con gentilezza.
CONSULENZA DELL'ALLATTAMENTO
CONSULENZA DELL’ALLATTAMENTO
La consulenza dell’allattamento è un momento di ascolto e accompagnamento dedicato alle mamme che desiderano allattare, stanno affrontando difficoltà o semplicemente cercano conferme e sostegno. Viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, infermiere pediatriche o consulenti IBCLC—che aiutano a trovare posizioni comode, risolvere piccoli problemi (come ragadi o ingorghi) e rafforzare la fiducia della mamma nel suo corpo e nel suo bambino. È uno spazio sicuro dove ogni domanda è benvenuta, e ogni gesto è pensato per far sentire la mamma sostenuta e mai sola.
CONSULENZA DEL SONNO DEL NEONATO
CONSULENZA DEL SONNO DEL NEONATO
La consulenza del sonno del neonato è un servizio pensato per aiutare i genitori a comprendere e accompagnare i ritmi del sonno del loro bambino. Viene offerta da professionisti esperti, come psicologi dell’età evolutiva, ostetriche o consulenti del sonno certificati, che ascoltano le esigenze della famiglia e propongono strategie dolci e personalizzate. Si parla di routine, segnali di stanchezza, ambiente di riposo e bisogni emotivi, sempre con rispetto dei tempi del piccolo e della serenità dei genitori.
PUERICULTURA
PUERICULTURA
La puericultura è l’arte e la scienza di prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita, con attenzione alla crescita, all’igiene, all’alimentazione e allo sviluppo emotivo. È un accompagnamento quotidiano che sostiene i genitori nelle scelte pratiche e affettive. Viene svolta da puericultrici, ostetriche, educatori perinatali e altri professionisti dell’infanzia, che offrono consulenze, corsi e supporto personalizzato. È uno spazio di ascolto e fiducia, dove ogni gesto è pensato per far sentire il bambino accolto e il genitore competente.
BABY-WEARING
BABY-WEARING
Il baby wearing è l’arte di portare il bambino vicino al corpo, usando fasce o marsupi ergonomici, in modo sicuro e confortevole. Favorisce il contatto, il senso di protezione e il legame affettivo, aiutando il piccolo a sentirsi accolto e la mamma (o il papà) a muoversi con libertà. La consulenza sul baby wearing viene offerta da professionisti formati—come ostetriche, educatori perinatali o consulenti certificati—che insegnano le tecniche corrette, adattano le soluzioni alle esigenze della famiglia e promuovono un portare consapevole e rispettoso.
È un gesto antico e moderno insieme, che parla di vicinanza, ascolto e amore.
Medicina della Gravidanza
SCREENING PRE-CONCEZIONALE
Prima di cercare una gravidanza, è consigliabile per la coppia sottoporsi a un’indagine medica mirata per verificare eventuali difficoltà nella fertilità, patologie ereditarie o rischi infettivi. Questi esami non sono obbligatori, ma rappresentano una misura preventiva utile per affrontare la gravidanza con maggiore serenità. In Italia sono gratuiti, grazie all’esenzione M00, sia per la donna che per l’uomo.
- Prestazioni specialistiche per la donna
- Anticorpi anti-eritrociti (Test di Coombs indiretto)
- Virus Rosolia IgG e IgM
- Toxoplasma anticorpo IgG e IgM
- Emocromo con conteggio citometrico e dosaggio delle frazioni dell’emoglobina (HbA2, HbF, Hb anomale)
- PAP Test convenzionale per l’esame citologico cervico-vaginale
- Prestazioni specialistiche per l’uomo
- Emocromo con valutazione morfologica e dosaggio emoglobine (Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND.DERIV), utile anche per lo screening delle emoglobinopatie ereditarie.
- Prestazioni specialistiche per la coppia
- Virus HIV 1-2 e test combinato per anticorpi e antigene P24
- Gruppo sanguigno ABO e Rh (D)
- Sierologia per sifilide: anticorpi EIA/CLIA, TPHA [TPPA], VDRL
Sono pochi e ben mirati gli esami raccomandati in epoca preconcezionale dalle Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
In primo luogo, sono quelli utili per accertare la suscettibilità̀ della donna a due infezioni potenzialmente pericolose durante l’attesa: rosolia e toxoplasmosi.
Rosolia e Rubeo-test
Il Rubeo-test verifica la presenza di anticorpi anti-rosolia. Se la donna non è immune, è consigliata la vaccinazione (con virus attenuati), da eseguire almeno un mese prima del concepimento per evitare gravi rischi per il feto.
Toxoplasmosi e Toxo-test
Il test identifica se la donna è immune o suscettibile al Toxoplasma gondii. In caso di vulnerabilità, la prevenzione si basa su:
- Lavaggio accurato di mani, frutta, verdure
- Corretta cottura della carne
- Uso dei guanti per giardinaggio e lettiere dei gatti. In caso di sieroconversione durante la gravidanza, si ricorre al trattamento antibiotico.
Esami preconcezionali in più: beta-talassemia, anemia falciforme
Si tratta di alterazioni ereditarie della struttura dei globuli rossi. Lo screening è consigliato in coppie in cui uno dei due partner presenta MCH < 27 pg all’emocromo. In tal caso si approfondisce con il dosaggio delle emoglobine anomale. Se entrambi risultano portatori, aumenta il rischio di trasmissione al nascituro.
Test di Coombs indiretto
Serve per individuare anticorpi materni in grado di aggredire i globuli rossi del feto. È particolarmente importante se la madre è Rh negativa e può essere ripetuto anche durante la gravidanza, se necessario.
PERCORSO GRAVIDANZA FISIOLOGICA
La gravidanza fisiologica è una gravidanza a basso rischio, in cui la donna non è affetta da patologie pregresse e nella maggioranza dei casi non emergono rischi gravi per la mamma e per il nascituro.
Si definisce gravidanza:
- A termine, quella il cui parto avviene tra le 37 e le 41 settimane.
- Pretermine (o parto prematuro), quella in cui il parto avviene prima delle 37 settimane.
- Protratta (oltre il termine), quando il parto avviene a 42 settimane o oltre.
Le professioniste o i professionisti di riferimento, con i quali la donna ha stabilito un rapporto di fiducia, le devono garantire la continuità dell’assistenza durante tutta la gravidanza e, in presenza di eventuali complicazioni, devono definire per la donna un percorso di consulenza specialistica.
“AGENDA DELLA GRAVIDANZA”
SCREENING I TRIMESTRE (entro 12+6 settimane)
È fondamentale che la donna si presenti entro le prime 10 settimane di gravidanza, poiché questo momento iniziale permette di raccogliere informazioni, porre domande e ricevere indicazioni utili per intraprendere un percorso consapevole. La possibilità di riflettere e tornare a colloquio con l’operatore consente una scelta realmente informata
Obiettivi della prima visita in gravidanza:
- Informare sui servizi disponibili, i corsi preparto, le tutele di legge, gli stili di vita e le possibilità di screening.
- Identificare le donne che necessitano di assistenza intensiva e pianificarne il percorso.
- Effettuare un’anamnesi sul benessere mentale per individuare segni di disagio psichico.
- .Esplorare la presenza di sintomi o segnali di violenza domestica.
- Misurare l’IMC, la pressione arteriosa e la proteinuria.
- Offrire screening per emoglobinopatie, Rh(D), anemia, anticorpi antieritrociti, HIV, rosolia, sifilide, toxoplasmosi.
- In presenza di fattori di rischio, proporre screening per Chlamydia trachomatis, HCV, gonorrea.
- Offrire screening per batteriuria asintomatica.
- Fornire informazioni sulle opzioni di diagnosi prenatale per la sindrome di Down.
- Eseguire un’ecografia
- Pianificare l’ecografia per anomalie strutturali tra le settimane 19+0 e 21+0.
- Offrire il PAP test se non effettuato negli ultimi tre anni.
Per le donne che scelgono di sottoporsi ai test di screening, va organizzato quanto segue entro lo stesso periodo:
- Esami ematologici da eseguire idealmente prima della decima settimana: comprendono emogruppo, Rh(D), screening per emoglobinopatie, anemia, anticorpi anti-eritrociti, HIV, rosolia, sifilide e toxoplasmosi. Gli altri esami sono riservati ai gruppi a rischio.
- Analisi delle urine: proteinuria e urinocoltura per identificare la batteriuria asintomatica.
- Ecografia precoce per determinare l’epoca gestazionale.
- Percorso diagnostico per la sindrome di Down, tramite:
- test sierici combinati con traslucenza nucale (11+0 – 13+6 settimane)
- test sierici tradizionali (15+0 – 20+0 settimane)
- Discussione e informazione sull’IVG: fornire alla donna informazioni sull’interruzione volontaria della gravidanza entro i termini previsti dalla legge.
SCREENING II TRIMESTRE (da 13+0 settimane a 27+6 settimane)
Le visite in questo periodo servono per:
- Valutare e discutere gli esiti dei test di screening, con registrazione nella cartella clinica.
- Identificare necessità di assistenza personalizzata e aggiornare il piano assistenziale.
- Controllare i valori di emoglobina (<10,5 g/100 ml) e proporre ferro se necessario.
- Misurare la pressione arteriosa.
- Per donne con precedente diabete gestazionale:
- OGTT (test da carico di glucosio) a 16-18 settimane e di nuovo a 28 settimane se il primo è normale.
- Per le donne sieronegative:
- Ripetizione dei test per rosolia e toxoplasmosi.
- Informare e discutere (se non già fatto nel primo trimestre) l’ecografia strutturale tra 19+0 e 21+0 settimane.
- Se la placenta risulta previa, proporre un’ecografia di controllo a 32 settimane.
SCREENING III TRIMESTRE (da 28+0 settimane al termine)
Le visite in questa fase includono:
- Discussione e registrazione degli esiti degli esami.
- Riformulazione del piano assistenziale se la gravidanza non è fisiologica.
- Screening per anticorpi atipici per emazie.
- Valutazione dell’emoglobina e integrazione con ferro se indicato.
- Profilassi anti-D di routine a 28 settimane per donne Rh(D) negative.
- Misurazione della pressione arteriosa e della distanza sinfisi-fondo.
- Screening per HBV, HIV, toxoplasmosi, sifilide, streptococco beta-emolitico.
- Offerta di informazioni personalizzate e promozione dei corsi di accompagnamento alla nascita.
In particolare, si devono prevedere:
- A 34 settimane: informazioni su travaglio e parto (riconoscimento, gestione del dolore, pianificazione), con materiali di supporto.
- A 36 settimane: verifica della presentazione del feto. In caso di posizione podalica, offrire rivolgimento per manovre esterne da 37 settimane.
- Periodo utile per offrire informazioni su:
- Allattamento al seno
- Cure neonatali
- Screening neonatali
- Profilassi con vitamina K
- Cura della mamma nel post-partum
- A 40 settimane: Informazioni sulla gestione della gravidanza oltre il termine e fino a 41 settimane.
ALIMENTAZIONE E PESO IN GRAVIDANZA
Una corretta alimentazione prima e durante la gravidanza è fondamentale per garantire la salute della madre e del bambino e prevenire patologie materno-fetali. Contrariamente alla credenza popolare, non è necessario “mangiare per due”: l’aumento del metabolismo basale in gravidanza è modesto e richiede un bilancio nutrizionale attento.
Il medico ha il compito di fornire indicazioni nutrizionali personalizzate, mirate allo sviluppo fetale e al benessere materno. I LARN, definiti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), offrono i valori di riferimento per un’alimentazione sana in gravidanza.
È consigliato che ogni donna riceva supporto da nutrizionisti qualificati, per evitare errori alimentari che possono favorire sovrappeso, ipertensione o diabete gestazionale.
Il diabete gestazionale
Si tratta di una condizione che si sviluppa tra la 24ª e la 28ª settimana, causata da cambiamenti ormonali che riducono l’efficacia dell’insulina, aumentando la glicemia. Si diagnostica con la curva glicemica, e spesso non presenta sintomi evidenti.
In Italia colpisce tra il 6% e il 10% delle gravidanze, con incidenza in crescita a causa di età materna più avanzata, sovrappeso e nuove modalità diagnostiche.
Pur tendendo a risolversi dopo il parto, il diabete gestazionale può provocare complicanze:
- Per la madre:
- Preeclampsia
- Maggior rischio di parto cesareo
- Rischio aumentato di sviluppare diabete tipo 2
- Per il bambino:
- Macrosomia (peso eccessivo alla nascita)
- Ipoglicemia neonatale
- Distress respiratorio
Un monitoraggio costante della glicemia, una dieta equilibrata, attività fisica moderata e, se necessario, terapia farmacologica, possono garantire una buona gestione della condizione.
Raccomandazioni nutrizionali nella gravidanza fisiologica secondo le Linee guida SIGO:
Cambiamenti correlati all’incremento ponderale
- Il medico valuta lo stato nutrizionale e il BMI pregravidico, adeguando l'apporto energetico.
- Si incoraggia il raggiungimento di un BMI normale prima del concepimento.
- L’aumento di peso consigliato varia da 7 a 18 kg, a seconda del BMI.
- È importante informare le donne sul reale fabbisogno calorico, spesso sovrastimato, e promuovere l’attività fisica.
| Categoria pre-gravidanza | BMI | Totale kg | Media 2°/3° trimestre |
Sottopeso | < 18,5 | 12,5–18 | 0,4 kg/settimana |
Normopeso | 18,5–24,9 | 11,5–16 | 0,4 kg/settimana |
Sovrappeso | 25–29,9 | 6,8–11,3 | 0,27 kg/settimana |
Obese | ≥ 30,0 | 5–9 | 0,23 kg/settimana |
Salute fetale
- La nutrizione ha un impatto diretto sulla salute del nascituro.
- Serve un counselling accessibile per motivare la donna a uno stile di vita sano.
Richieste nutrizionali e bilancio energetico:
> Macronutrienti
- Maggior fabbisogno di proteine; carboidrati e grassi restano stabili.
- Minimo 175 g di carboidrati al giorno, meglio se da cereali integrali.
- Zuccheri semplici <10% dei carboidrati totali (WHO).
- DHA: +100–200 mg/die.
- Proteine: +1 g (1° trim.), +8 g (2°), +26 g (3°) oltre i 54 g/die base.
> Micronutrienti
- Vitamina A: no supplementazione se l’apporto > 3× RDA.
- Acido folico: 400 μg/die prima del concepimento e per 3 mesi. In casi particolari (es. diabete, malformazioni, farmaci), dosi tra 4–5 mg/die.
- Vitamine B e C: sufficiente una dieta variata, nessuna supplementazione di C consigliata.
- Vitamina D: supplementazione solo in caso di carenze.
- Ferro: integrazione (60–120 mg/die) se Hb < 11 g/dl (1° trim.) o < 10,5 g/dl (post 28° settimana).
- Iodio: 200 μg/die.
- Calcio: supplementazione (1,5–2 g/die) solo in donne a rischio di ipertensione/preeclampsia.
- Fosforo: aumento fisiologico assorbito naturalmente.
- Magnesio, sodio, potassio, ecc.: nessuna integrazione se la dieta è equilibrata.
- Fibre: almeno 28 g/die (frutta, verdura, cereali integrali).
- Alcol: da evitare nel periodo peri-concezionale.
- Caffeina: max 200 mg/die (~2 tazzine).
Cibi da evitare
Per prevenzione, alcune categorie alimentari vanno evitate:
- Formaggi molli da latte crudo (Brie, Camembert, blu)
- Pâté, incluso vegetale
- Fegato e derivati
- Carne e pesce crudi o semicrudi (inclusi salumi, ostriche, cozze)
- Pesci ad alto contenuto di metil-mercurio (es. tonno, pesce spada, squalo)
- Latte crudo non pastorizzato
PREVENZIONE DELLE MALATTIE DI ORIGINE ALIMENTARE IN GRAVIDANZA
Listeriosi
Infezione causata da Listeria monocytogenes, trasmessa tramite alimenti contaminati (carne cruda, verdure non lavate, latticini non pastorizzati). In gravidanza può causare aborto spontaneo o infezione del feto.
Sintomi: febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari, mal di testa, confusione.
Prevenzione e trattamento:
- Igiene alimentare rigorosa, cottura completa dei cibi, solo latticini pastorizzati.
- Antibiotici tempestivi possono prevenire la trasmissione al feto.
Salmonellosi
Infezione da Salmonella, trasmessa tramite alimenti o acqua contaminati, oppure contatto con animali infetti. In gravidanza può causare parto prematuro, basso peso alla nascita, aborto spontaneo.
Sintomi: diarrea, febbre, crampi addominali, nausea, vomito.
Prevenzione e trattamento:
- Cuocere bene carne, uova e pesce.
- Evitare latte non pastorizzato.
- Mantenere igiene personale e alimentare.
- Non bloccare la diarrea; usare reidratazione orale, fermenti e probiotici.
- Antibiotici e ospedalizzazione solo nei casi gravi.
Toxoplasmosi
Infezione da Toxoplasma gondii, trasmessa tramite alimenti contaminati o contatto con feci di gatto. Spesso asintomatica nella madre, ma può causare aborto, malformazioni, danni neurologici o oculari nel feto.
Prevenzione e trattamento:
- Screening sierologico materno (Toxo-test).
- In caso di sieronegatività, adottare misure igieniche:
- Lavare mani, frutta e verdura.
- Cuocere bene la carne.
- Usare guanti per giardinaggio e lettiere.
- In caso di sieroconversione: trattamento antibiotico.
Campylobatteriosi
Infezione causata da Campylobacter, può provocare aborto con alta mortalità fetale (fino al 70%).
Prevenzione e trattamento:
- Evitare carni avicole poco cotte, latte crudo, acqua non potabile, frutti di mare crudi.
- Eviscerare il pesce fresco subito e non conservarlo a lungo.
- Evitare contaminazioni incrociate.
- Reidratazione come terapia di base.
- Antibiotici indicati solo in forme moderate-severe, tenendo conto della resistenza ai farmaci.
Tossinfezioni e Pesce
Alcuni pesci accumulano sostanze tossiche come metilmercurio, diossine, PCB.
Raccomandazioni:
- Limitare il consumo di tonno, pesce spada, marlin, squalo.
- Preferire pesce di piccola/media taglia (2–3 volte/settimana).
- Evitare pesce affumicato.
- Consumare pesce ben cotto.
- Eviscerare subito il pesce fresco.
- Valutare attentamente la provenienza e il luogo d’acquisto.
IL RUOLO DEL MICROBIOTA E DEL MICROBIOMA IN GRAVIDANZA
Il microbiota, precedentemente chiamato "flora batterica", è l’insieme dei microrganismi (batteri, virus, funghi, protozoi) che convivono nel corpo umano, dalla nascita alla morte. Si trovano su pelle, mucose e nel tratto digestivo, con massima concentrazione nell’intestino, dove svolgono funzioni fondamentali: produzione di vitamine ed enzimi, supporto immunitario e protezione contro le infezioni.
Il microbioma rappresenta invece il patrimonio genetico del microbiota. Quest’ultimo è influenzato da genetica, tipo di parto, dieta e stile di vita, risultando unico per ogni individuo.
Durante la gravidanza, il microbiota materno si modifica: aumentano i Firmicutes, Akkermansia e Bifidobacterium. I Bifidobatteri, in particolare, sostengono il sistema immunitario neonatale e metabolizzano gli oligosaccaridi del latte materno. Nel parto naturale, il neonato acquisisce questi batteri dal canale vaginale, mentre nel cesareo li riceve dalla pelle materna.
Anche il microbiota vaginale è essenziale, dominato dai Lactobacilli, che mantengono l’ambiente acido e sfavorevole ai patogeni. Durante la gravidanza, gli estrogeni ne aumentano la presenza, creando protezione per madre e feto. La placenta e il liquido amniotico, un tempo considerati sterili, ospitano anch’essi microbi, probabilmente provenienti dall’intestino materno.
Condizioni di disbiosi vaginale, come la presenza di Ureaplasma, possono causare parto prematuro per via di infiammazioni che riducono la protezione del muco cervicale. Al contrario, alti livelli di Lactobacillus crispatus riducono il rischio. È quindi cruciale un microbiota vaginale sano, in particolare per un parto naturale.
Nutrigenomica e Gravidanza
La nutrigenomica è la scienza che studia l’interazione tra genetica e alimentazione, analizzando come i nutrienti influenzino l’espressione dei geni e viceversa. Questo campo ha evidenziato l’importanza dell'alimentazione nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.
La genetica può predisporre a patologie come diabete o obesità attraverso variazioni (SNPs- polimorfismi a singolo nucleotide) ma i meccanismi epigenetici — cioè, modifiche nell’espressione genetica senza alterare il DNA — giocano un ruolo ancora più determinante.
È stato dimostrato che l'ambiente metabolico durante la gravidanza e i primi anni di vita incide profondamente sul rischio di sviluppare malattie a lungo termine e sulla salute futura.
Ad esempio, una dieta materna ricca di grassi può alterare il DNA del nascituro e aumentare la sua suscettibilità al diabete tipo 2.
Questi effetti epigenetici, se acquisiti nelle prime fasi di vita, possono durare a lungo e condizionare la predisposizione alle malattie. Ne deriva un crescente interesse verso interventi nutrizionali mirati in gravidanza, con l’obiettivo di proteggere la salute metabolica di madre e figlio.
SITUAZIONI CLINICHE COMUNI IN GRAVIDANZA
Iperemesi gravidica
È una condizione caratterizzata da nausea e vomito intensi e persistenti durante la gravidanza, molto più gravi rispetto alle comuni nausee mattutine. Può portare a disidratazione, perdita di peso significativa e squilibri elettrolitici, rendendo necessario un intervento medico tempestivo per evitare danni nella mamma e nel feto.
Sintomi principali
- Nausea e vomito severi e frequenti.
- Disidratazione (secchezza delle mucose, urina scarsa).
- Perdita di peso superiore al 5% del peso corporeo.
- Affaticamento e debolezza.
- Alterazioni elettrolitiche (sodio, potassio, calcio, magnesio).
- Possibili complicazioni come ipotensione, tachicardia e, nei casi più gravi, danni epatici o neurologici.
Le cause esatte non sono del tutto chiare, ma si ritiene che siano legate a:
- Aumento rapido degli ormoni della gravidanza, come gli estrogeni e la gonadotropina corionica umana (hCG).
- Fattori genetici o predisposizione familiare.
- Componenti psicologiche o comportamentali.
Il trattamento varia in base alla gravità della condizione e può includere:
- Reidratazione: tramite liquidi orali o endovenosi.
- Farmaci antiemetici: per controllare nausea e vomito.
- Supplementi vitaminici: come la vitamina B6.
Inoltre, per alleviare i sintomi è bene:
- Fare pasti frequenti e poco abbondanti a base di cibi secchi
- Evitare alimenti che esacerbano i sintomi (ad esempio odori forti)
- Evitare il consumo di cibi grassi e zuccheri semplici
- Bere molto, ma lontano dai pasti e a piccoli sorsi
- Non coricarsi subito dopo il pasto
Stipsi
In gravidanza è un disturbo comune, causato principalmente da cambiamenti ormonali e fisici. Durante la gravidanza, l'aumento del progesterone rilassa la muscolatura liscia dell'intestino, rallentando la peristalsi e il transito intestinale. Inoltre, la pressione dell'utero sull'apparato digerente e una maggiore capacità di assorbimento dell'acqua da parte dell'intestino possono contribuire a rendere le feci più dure e difficili da espellere.
Sintomi e conseguenze:
- Difficoltà nell'evacuazione.
- Sensazione di gonfiore e pesantezza.
- Possibile comparsa di emorroidi, aggravate dallo sforzo durante l'evacuazione.
- Alterazioni della flora batterica intestinale, che possono favorire infezioni urinarie o vaginali.
Rimedi e prevenzione:
- Dieta ricca di fibre: consumare frutta, verdura, cereali integrali e legumi, frutta secca.
- Idratazione: bere molta acqua per ammorbidire le feci (almeno 1500 ml o otto bicchieri d’acqua al giorno).
- Attività fisica moderata: camminare o praticare esercizi leggeri per stimolare il transito intestinale.
- Probiotici: integrare alimenti fermentati o specifici integratori per migliorare la flora intestinale.
- Consulto medico: in caso di stipsi persistente, il medico può consigliare lassativi sicuri per la gravidanza.
Anemia
In gravidanza è una condizione comune, soprattutto nel secondo e terzo trimestre. Si verifica quando il livello di emoglobina nel sangue scende sotto i valori normali, compromettendo la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Questo può influire negativamente sia sulla salute della madre che sullo sviluppo del feto.
Cause principali:
- Carenza di ferro: la causa più frequente, dovuta a un aumento del fabbisogno di ferro per sostenere la crescita del feto e la produzione di sangue materno.
- Carenza di folati, essenziali per la sintesi del DNA e la formazione dei globuli rossi.
- Anemie ereditarie, come l'anemia falciforme o alcune forme di talassemia.
Sintomi
- Stanchezza e debolezza.
- Pallore della pelle e delle mucose.
- Vertigini e difficoltà di concentrazione.
- Battito cardiaco accelerato o irregolare.
Rischi
Se non trattata, l'anemia può portare a complicazioni come:
- Parto prematuro.
- Basso peso alla nascita.
- Maggior rischio di infezioni per la madre dopo il parto.
Prevenzione e trattamento
- Dieta ricca di ferro: consumare alimenti come carne rossa, legumi, cereali integrali e verdure a foglia verde.
- Supplementi di ferro e folati prescritti dal medico in caso di carenze significative.
- Monitoraggio medico: asami del sangue regolari per controllare i livelli di emoglobina e ferro.
Lo screening dell’anemia prevede la prescrizione degli esami ematici già al primo appuntamento; successivamente devono essere ripetuti a 28 settimane per disporre di un tempo adeguato all’eventuale trattamento, se necessario, e a 33 e 37 settimane.
Se i livelli di emoglobina sono inferiori al normale per l’epoca di gravidanza ((<11 g/100 mL nel primo trimestre e <10,5 g/100 mL da 28 settimane), deve essere prescritta la terapia opportuna, fornendo alle donne informazioni sui possibili effetti collaterali.
La Diagnosi prenatale
La diagnosi prenatale consente di osservare lo sviluppo del feto durante la gravidanza attraverso esami strumentali e di laboratorio, a partire dallo stadio embrionale fino a poco prima del parto. È fondamentale che la coppia, insieme al ginecologo, valuti nel primo trimestre quali test siano più indicati, anche tramite colloquio informativo. In situazioni particolari, come familiarità per patologie genetiche o precedenti gravidanze con anomalie, si raccomanda un counselling ostetrico e genetico preconcezionale.
GLI SCREENING NON INVASIVI DEL 1° TRIMESTRE
Durante il primo trimestre, esistono esami non invasivi, anche per le gravidanze gemellari. Essi servono a stimare il rischio di anomalie cromosomiche e a osservare l’anatomia fetale. Tra i test disponibili troviamo:
- Translucenza nucale: misurazione ecografica dello spessore della nuca del feto (tra 11ª e 14ª settimana). Un valore aumentato può indicare un rischio maggiore di anomalie cromosomiche o cardiopatie. Non diagnostica ma offre una stima statistica di rischio. In caso di valori elevati, si suggerisce villocentesi o amniocentesi e un’ecocardiografia fetale. Si può associare l’analisi di osso nasale, dotto venoso e tricuspide per migliorare la sensibilità del test.
- Test combinato o Bi-Test: esame del sangue tra 11ª e 13ª settimana che valuta i livelli di β-hCG libera e PAPP-A, in combinazione con l’ecografia della translucenza nucale e altri parametri materni. Il software elabora una stima del rischio di trisomie come la sindrome di Down, Edwards o Patau. Non fornisce una diagnosi ma una probabilità, che, se elevata può essere confermata solo con esami invasivi. Il test può offrire anche una stima del rischio di preeclampsia, ritardo di crescita fetale e parto prematuro.
- Test del DNA fetale (NIPT): prelievo di sangue materno effettuabile dalla 10ª settimana, con cui si analizza il DNA fetale libero tramite tecniche di sequenziamento avanzate. Solitamente si analizzano i cromosomi 21, 18, 13 e quelli sessuali, ma è possibile estendere lo screening. La sua attendibilità, soprattutto per la sindrome di Down, supera il 99%. Si può effettuare anche in gravidanze gemellari o da procreazione assistita. In caso di esito positivo, è necessario confermare il risultato con villocentesi o amniocentesi.
Il test presenta diversi vantaggi: è non invasivo, sicuro, altamente affidabile e consente diagnosi precoce, evitando esami inutili e offrendo la possibilità di interruzione volontaria di gravidanza nei tempi previsti dalla legge. Tuttavia, ha alcuni limiti: un risultato positivo va comunque confermato, può essere influenzato da situazioni biologiche rare e ha costi elevati, non sempre coperti dal SSN. È quindi raccomandata una consulenza genetica esperta per scegliere il test più appropriato.
LA DIAGNOSI PRENATALE INVASIVA
Si tratta di indagini diagnostiche vere e proprie, effettuabili nel corso della gestazione, che comportano un rischio abortivo tra lo 0,5% e l’1%. La scelta di eseguirli va fatta con il ginecologo, considerando il profilo di rischio della coppia. I principali sono:
- Villocentesi: prelievo di villi coriali.
- Amniocentesi: prelievo di liquido amniotico.
Questi esami si effettuano in caso di screening preliminari indicativi o anamnesi familiare significativa.
VISITA GINECOLOGICA DEL TERZO TRIMESTRE E ORGANIZZAZIONE PARTO
La visita ginecologica del terzo trimestre, che si svolge a partire dal settimo mese di gravidanza, è un momento delicato e fondamentale nel percorso di accompagnamento alla nascita. Non si tratta solo di un controllo medico, ma di un’occasione preziosa per prendersi cura della salute della mamma e del bambino, e per iniziare a prepararsi concretamente al parto.
Durante questa fase, il ginecologo osserva con attenzione che tutto stia procedendo nel modo giusto. Si valuta la crescita del feto, la sua posizione all’interno dell’utero, la quantità di liquido amniotico e lo stato della placenta, elementi che offrono indicazioni importanti sul benessere del piccolo. Si ascolta il battito cardiaco e, se necessario, si esegue un’ecografia per avere un quadro più preciso. Anche la salute generale della mamma viene monitorata con cura: si controllano la pressione, il peso, eventuali sintomi o segnali che meritano attenzione.
Ma questa visita è anche, e soprattutto, uno spazio di dialogo. Si parla del momento della nascita, si chiariscono dubbi, si valutano le opzioni disponibili: parto naturale, cesareo programmato, possibilità di analgesia. La donna può esprimere i propri desideri, le proprie paure, le proprie aspettative. Il ginecologo, insieme all’équipe ostetrica, aiuta a costruire un piano di accompagnamento al parto personalizzato, rispettoso e flessibile, che tenga conto sia delle condizioni cliniche sia delle scelte della coppia.
Prepararsi al parto non significa solo organizzare aspetti tecnici, ma anche sentirsi accolti, informati e protagonisti di un evento che cambia la vita. 4
Prelievo di villi coriali (VILLOCENTESI)
La villocentesi è un esame diagnostico invasivo prenatale eseguito tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza. Consiste nel prelievo di tessuto placentare (villi coriali), che ha lo stesso materiale genetico del feto. Il prelievo avviene sotto guida ecografica, preferibilmente per via addominale. Dopo il prelievo, si controlla il battito fetale e si raccomanda osservazione per circa un’ora, con indicazioni di riposo nelle 24 ore successive.
Consente la diagnosi precoce di anomalie cromosomiche (es. Sindromi di Down, Edwards e Patau) e malattie genetiche (es. fibrosi cistica, talassemia, distrofia muscolare, fenilchetonuria). In caso di gravidanza gemellare bicoriale, è preferibile l’amniocentesi per ridurre il rischio.
La villocentesi è indicata nei casi di:
- Screening prenatali non invasivi a rischio aumentato
- Evidenze ecografiche nel primo trimestre
- Figli precedenti affetti da patologie genetiche
- Familiarità per anomalie genetiche
- Età materna >35 anni
Il rischio di aborto è stimato tra l’1% e il 2%. L’esperienza del medico influisce significativamente sulla sicurezza. Il vantaggio è la possibilità di eseguire l’esame più precocemente rispetto all’amniocentesi, con risultati disponibili in tempi più brevi.
Prelievo di liquido amniotico (AMNIOCENTESI)
L’amniocentesi si effettua tra la 15ª e la 18ª settimana, mediante un prelievo di liquido amniotico tramite ago sotto guida ecografica, attraversando la parete addominale. Permette di diagnosticare anomalie cromosomiche e genetiche (Down, Patau, Edwards, fibrosi cistica, distrofia muscolare, ecc.), errori metabolici e infezioni fetali. Nel terzo trimestre, può essere usata per valutare la maturazione polmonare del feto.
L’esame è ambulatoriale, non doloroso e non richiede anestesia. Le donne lo descrivono come minimamente fastidioso. Se la gestante è Rh negativa, si raccomanda la profilassi con immunoglobuline anti-D.
Dopo l’esame si consiglia riposo per almeno 24 ore. Il rischio di aborto è inferiore all’1%; le complicanze includono infezioni (rarissime) e piccoli sanguinamenti vaginali (2–3%), che si risolvono spontaneamente.
Indicazioni principali:
- Screening prenatale positivo
- Figli precedenti con patologie genetiche
- Età materna >35 anni senza screening nel primo trimestre
- Familiarità per anomalie genetiche o ecografie sospette
La decisione spetta sempre alla coppia dopo consulto medico. I risultati consentono di confermare o escludere la maggior parte delle anomalie genetiche conosciute. In base all’esito, si potrà pianificare il parto o valutare un eventuale aborto terapeutico con supporto sanitario adeguato
ECOGRAFIA PRE-MORFOLOGICA
L’ecografia pre-morfologica è un’indagine ecografica eseguita nel secondo trimestre di gravidanza, generalmente tra la 16ª e la 18ª settimana. Ha lo scopo di effettuare una prima valutazione strutturale del feto, in un momento in cui gli organi principali sono già formati ma non ancora completamente maturi. Durante l’esame si osservano:
- La crescita fetale in relazione all’epoca gestazionale
- La posizione del feto e la quantità di liquido amniotico
- Il battito cardiaco e la frequenza
- Le strutture anatomiche principali: cervello, cuore, colonna vertebrale, arti, stomaco, vescica, reni
Questa ecografia consente di individuare precocemente eventuali anomalie maggiori e di programmare, se necessario, ulteriori approfondimenti diagnostici. È anche un momento importante per rassicurare i genitori sullo sviluppo iniziale del bambino.
ECOGRAFIA MORFOLOGICA
L’ecografia morfologica, detta anche “ecografia strutturale”, rappresenta uno degli esami più significativi del percorso prenatale. Si esegue tra la 19ª e la 22ª settimana, quando lo sviluppo fetale consente una valutazione dettagliata di tutti gli organi e apparati.
Durante l’esame si analizzano:
- Misure biometriche: circonferenza cranica, addominale, lunghezza del femore
- Strutture cerebrali: emisferi, cervelletto, ventricoli
- Colonna vertebrale: continuità e curvatura
- Cuore: camere cardiache, setti, valvole, flussi
- Apparato urinario: reni, vescica
- Apparato digerente: stomaco, intestino
- Arti superiori e inferiori: presenza e simmetria
L’ecografia morfologica consente di identificare la maggior parte delle malformazioni congenite e di monitorare la crescita fetale. In molti casi, è anche possibile determinare il sesso del bambino, se non già noto da test genetici come il NIPT.
ECOFLUSSIMETRIA
L’ecoflussimetria Doppler è un’indagine ecografica funzionale che valuta la velocità e la direzione del flusso sanguigno nei vasi materni e fetali. Si esegue a partire dalla 20ª settimana e può essere ripetuta nel terzo trimestre, in particolare in presenza di fattori di rischio ostetrico.
I distretti vascolari analizzati includono:
- Arterie uterine: per valutare la perfusione placentare e il rischio di preeclampsia o ritardo di crescita intrauterino (IUGR)
- Arteria ombelicale: per monitorare il flusso tra placenta e feto
- Arteria cerebrale media fetale: per valutare la risposta del feto in caso di ipossia o anemia
- Dotto venoso: utile in gravidanze a rischio per anomalie cromosomiche o cardiopatie
L’ecoflussimetria è fondamentale per monitorare il benessere fetale e la funzionalità della placenta, soprattutto in gravidanze complicate o in presenza di crescita fetale rallentata.
ECOCARDIO FETALE
L’ecocardio fetale è un’ecografia specialistica che studia in modo approfondito la morfologia e la funzionalità del cuore del feto. Si esegue con una sonda ad alta risoluzione e con tecnica Doppler, per visualizzare le strutture cardiache e i flussi ematici.
- Ecocardio fetale precoce (16–18 settimane)
Indicata in caso di familiarità per cardiopatie congenite, diabete materno, infezioni virali in gravidanza o anomalie riscontrate in precedenti ecografie. Permette di osservare:
- La formazione delle camere cardiache
- La connessione dei grandi vasi
- Il ritmo cardiaco e la frequenza
- Ecocardio fetale tardivo (23–25 settimane)
Si esegue quando il cuore è più sviluppato e consente una valutazione più precisa. È utile per confermare o approfondire eventuali sospetti diagnostici. Si osservano:
- Setti interatriali e interventricolari
- Valvole cardiache
- Flussi attraverso le strutture cardiache
- Eventuali difetti congeniti (come tetralogia di Fallot, trasposizione dei grandi vasi, difetti del setto)
L’ecocardio fetale è un esame non invasivo, eseguito come una normale ecografia, ma con un focus altamente specialistico sul cuore, il “motore” della vita prenatale.
ASPETTI EMOTIVI NELLA FASE DI DIAGNOSI GENETICA PRENATALE E DI APPROFONDIMENTO CLINICO
La fase di diagnosi precoce della gravidanza, già di per sé carica di emozioni contrastanti, può diventare ancora più complessa quando si entra nel territorio della diagnosi prenatale. Esami come il NIPT, la villocentesi o l’amniocentesi aprono una finestra preziosa sulla salute genetica del feto, ma allo stesso tempo possono attivare vissuti profondi di ansia, incertezza e vulnerabilità, sia nella donna che nel partner.
- Per la mamma: il peso dell’attesa e il timore del risultatoQuando si affronta un test prenatale, la donna può sperimentare un senso di sospensione emotiva. L’attesa del risultato può essere vissuta come un tempo fragile, in cui la gioia della gravidanza viene temporaneamente messa tra parentesi, in attesa di una conferma rassicurante o di una possibile notizia difficile.
Le paure più comuni includono:
- Il timore di anomalie genetiche o malformazioni: anche in assenza di fattori di rischio, l’idea che “qualcosa possa non andare” può generare ansia anticipatoria.
- Il senso di colpa: alcune donne temono che un eventuale esito negativo sia legato a qualcosa che hanno fatto o non fatto.
- La paura di dover scegliere: in caso di diagnosi sfavorevole, si apre il tema delicatissimo della decisione sul proseguimento della gravidanza, che può generare angoscia, conflitto interno e bisogno di supporto.
- La riattivazione di esperienze precedenti: se la donna ha vissuto in passato una perdita, un’interruzione terapeutica o una diagnosi difficile, il test attuale può riaprire ferite non del tutto elaborate, con vissuti di allarme, ipervigilanza o distacco emotivo come forma di difesa.
- Per il papà: tra protezione e impotenza
Anche il partner può vivere con intensità questa fase, spesso oscillando tra il desiderio di rassicurare e il timore di non poter fare abbastanza. In molti casi, l’uomo si sente chiamato a “tenere insieme” la situazione, ma può faticare a trovare uno spazio per esprimere le proprie emozioni.
Le reazioni più frequenti includono:
- Ansia per la salute del bambino e della compagna
- Difficoltà a gestire l’incertezza: l’attesa dei risultati può essere vissuta come una perdita di controllo
- Timore del dolore dell’altro: la paura che la compagna soffra, o che la coppia debba affrontare una decisione difficile, può generare tensione e chiusura emotiva
- Riemersione di esperienze familiari: la possibilità di una diagnosi genetica può attivare memorie legate alla propria storia familiare, a lutti o a fragilità ereditarie
- Per la coppia: un equilibrio delicato da proteggere
La diagnosi prenatale può mettere alla prova la coppia, anche quella più solida. Le differenze nei tempi emotivi, nei modi di affrontare l’ansia o nel bisogno di informazioni possono generare incomprensioni. È fondamentale che la coppia si senta accompagnata, sostenuta e non giudicata.
Dal punto di vista psicologico, possono emergere:
- Disallineamenti emotivi: uno dei due può voler sapere tutto subito, l’altro preferire “non pensarci troppo”. Queste differenze vanno accolte con rispetto.
- Paura di dover affrontare scelte complesse: la possibilità di una diagnosi sfavorevole può attivare conflitti interiori e morali, che richiedono tempo, ascolto e supporto.
- Bisogno di contenimento esterno: la presenza di figure professionali empatiche e competenti (ginecologo, genetista, psicologo) può fare la differenza nel sostenere la coppia in questo passaggio.
Quando c’è una storia pregressa di diagnosi prenatale negativa
Per chi ha già vissuto una perdita, una diagnosi negativa o un’interruzione terapeutica, ogni nuova gravidanza può essere vissuta con un misto di speranza e paura. La diagnosi prenatale, in questi casi, non è solo un esame, ma un momento carico di memoria e significato.
In questi casi il corpo può “ricordare”: anche se razionalmente si cerca di restare positivi, il corpo può manifestare tensione, insonnia, ipercontrollo o distacco emotivo. Anche la mente può anticipare il peggio: per proteggersi, alcune donne o coppie evitano di legarsi troppo al bambino finché non arrivano “tutti i risultati”.
Il bisogno di rassicurazione, in questi casi, è amplificato: ogni parola, ogni gesto del medico può avere un peso emotivo enorme.
In questi momenti, offrire uno spazio di ascolto psicologico, accogliente e non giudicante, può aiutare a contenere l’ansia, a dare senso alle emozioni e a sostenere la coppia nel suo percorso decisionale. La diagnosi prenatale, se accompagnata con delicatezza e competenza, può diventare non solo un momento di verifica, ma anche un’occasione di crescita, consapevolezza e rafforzamento del legame genitoriale.
L'aborto spontaneo
L'aborto spontaneo è l'interruzione della gravidanza prima della vitalità fetale (prima delle 22 settimane e con feto <500g). Si distingue in:
- Aborto del I trimestre (precoce): <12 settimane
- Aborto del II trimestre (tardivo): 12–22 settimane
È la complicanza più frequente del I–II trimestre, con incidenza tra l’8–20%, fino al 26% considerando le gravidanze biochimiche. Dopo la 15ª settimana è più raro (0.6%).
Aborto del I trimestre
Le cause sono spesso sconosciute, ma i fattori di rischio includono:
- Età materna superiore a 35 anni
- Aborti precedenti
- Anomalie genetiche o congenite del feto
- Patologie materne (diabete, ipertensione, tiroide, ecc.)
- Infezioni
- Fumo, alcol, droghe
- Deficit di folati, disturbi alimentari
- Traumi fisici
- Terapie oncologiche pregresse
- Gravidanza ad alto rischio
Sintomi e segni dell’aborto spontaneo
- Sanguinamento vaginale (lievi o profusi con muco/coaguli)
- Dolori pelvici/crampi
- Aborto mancato: sviluppo fetale interrotto senza sintomi, rilevabile solo con ecografia
La diagnosi dell’aborto spontaneo si basa su:
- Anamnesi (epoca, sintomi, perdite)
- Esame obiettivo (speculum, esplorazione bimanuale, volume uterino)
- Diagnosi ecografica:
- Aborto interno: assenza attività cardiaca o embrione
- Aborto incompleto: presenza tessuto trofoblastico
- Aborto completo: cavità uterina vuota
- esami ripetuti del βhCG per confermare la conclusione del processo.
Trattamento dell’aborto spontaneo del I trimestre
- Nessun trattamento se il tessuto è stato espulso naturalmente. In caso contrario, e in assenza di complicazioni, si valutano:
- Attesa e osservazione: monitoraggio sintomi, dolore e febbre
- Farmaci: misoprostolo ± mifepristone
- Chirurgia: dilatazione e raschiamento (D e R)
Aborto spontaneo tardivo (12–20 settimane)
Non si consiglia l’attesa per espulsione naturale, per evitare complicazioni. Si ricorre a:
- Chirurgia: dilatazione e raschiamento (D e R) o dilatazione ed evacuazione (D e E)
- Farmaci: misoprostolo ± mifepristone, eventualmente ossitocina
Tutte le donne Rh-negative ricevono immunoglobuline Rho(D) per prevenire la malattia emolitica fetale (eritroblastosi), dovuta alla incompatibilità Rh tra madre e feto.
Aborto del II trimestre
Avviene nell’1.5–3% dei casi, con incidenza dell’1% dopo 16 settimane. Le cause possono essere:
- Anomalie fetali (cromosomiche, strutturali, congenite)
- Alterazioni uterine (leiomiomi, incompetenza cervicale)
- Cause placentari (placenta previa, corionamnionite, distacco)
- Cause materne (autoimmunità, infezioni, disturbi metabolici)
Il trattamento include:
- Induzione farmacologica del travaglio (Misoprostolo 400–600 mcg ogni 4h, media 12h)
- Terapie complementari antalgiche e antiemetiche
- Evacuazione e curettage uterino
L'aborto spontaneo è un evento traumatico per la coppia, che merita accoglienza empatica da parte dei professionisti. Percorsi di supporto psicologico (individuale, di coppia, gruppi) sono opzioni valide.
Aborto settico
È una complicanza grave che insorge se residui fetali/placentari restano in utero. Può verificarsi anche prima o durante l’aborto. I principali agenti coinvolti:
- Staphylococcus aureus, bacilli Gram-negativi, cocchi Gram-positivi, anaerobi, miceti, infezioni miste
In forme gravi l’aborto settico può causare:
- Salpingite
- PID (malattia infiammatoria pelvica)
- Peritonite
- Sepsi
Segnali d’allarme da non ignorare:
- Dolore addominale persistente
- Sanguinamento vaginale continuo
- Brividi, astenia, tachicardia, febbre post-aborto
In questi casi è necessario contattare urgentemente un medico per evitare complicazioni potenzialmente letali.
Aborto ricorrente (vedi anche parte psicologica)
Si definisce aborto ricorrente dopo almeno 2 o più di 2 perdite consecutive prima della 20ª settimana. Possibili cause:
- Anomalie cromosomiche fetali (≈50% dei casi)
- Problemi anatomici uterini (malformazioni, polipi, aderenze)
- Disturbi endocrini (ipotiroidismo, diabete, PCOS)
- Cause immunologiche (APS, lupus, tiroidite autoimmune)
- Celiachia non diagnosticata (effetti infiammatori o carenze)
- Fattori maschili (difetti sperma o genetica paterna)
- Tossine ambientali e infezioni materno-fetali
Ogni situazione necessita di indagini mediche approfondite per definire un percorso di cura su misura.
Gravidanza ectopica e extrauterina (GEU)
Si verifica quando l’embrione si impianta fuori dalla cavità uterina. Il 95% dei casi riguarda le tube di Falloppio (soprattutto nella porzione ampollare). Altre localizzazioni più rare ma pericolose includono la porzione interstiziale, la cervice, le ovaie, l’addome o una cicatrice da taglio cesareo.
Sebbene l’incidenza sia aumentata, la mortalità è diminuita grazie ai progressi diagnostici. Tuttavia, è ancora causa principale di morte materna nel primo trimestre (≈80%).
Fattori predisponenti alla GEU sono:
- Chirurgia tubarica
- Infezioni pelviche
- Precedenti GEU
- Fertilità assistita
Nel 90% dei casi è possibile diagnosticare la GEU tramite ecografia transvaginale e dosaggio della Beta HCG. Un segno caratteristico è l’assenza di sacco gestazionale intrauterino (con eccezione della gravidanza eterotopica). Altri segni ecografici sono l’“Empty uterus sign” (rima endometriale ispessita), il “Tubal ring” iperecogeno (nelle GEU avanzate) e la presenza di liquido nello scavo del Douglas.
Localizzazioni rare possono essere:
- Gravidanza interstiziale/cornuale (≈2%)
- Gravidanza cervicale → importante distinguere da aborto in atto
- Gravidanza ovarica
- Scar pregnancy (cicatrice da taglio cesareo)
- Gravidanza addominale primitiva o secondaria
- PUL (Pregnancy of Unknown Location) → 8–31% delle GEU
Le opzioni di trattamento variano in base alla situazione clinica:
- Attesa (senza interventi, in casi selezionati)
- Terapia medica con metotrexate (MTX) per bloccare la gravidanza
- Chirurgia: laparoscopia (standard), conservativa o demolitiva a seconda del caso
Una GEU può compromettere o meno la fertilità in base al tipo di trattamento, alla posizione dell’impianto, all’anamnesi clinica (infertilità, GEU precedenti, dispositivi intrauterini) e all’età della donna. È necessaria una gestione personalizzata per ridurre il rischio di recidiva e ottimizzare la fertilità futura.
Morte endouterina fetale (MEF) (Vedi anche parte psicologica)
La MEF è uno degli eventi avversi più comuni in gravidanza (1 su 200–300 parti nei paesi industrializzati). Si definisce come la cessazione di ogni segno vitale fetale (respiro, attività cardiaca, pulsazioni del cordone, movimenti volontari) al momento dell’espulsione o estrazione.
Si distinguono:
- MEF precoce: <20 settimane
- MEF intermedia: 20–27 settimane
- MEF tardiva: >27 settimane
L’incidenza è minima tra 27 e 33 settimane, poi aumenta progressivamente dopo la 33ª settimana.
Cause e fattori di rischio della MEF
Le cause più frequenti includono:
- Cause ostetriche (29%): distacco placentare, complicazioni gemellari
- Anomalie della placenta (24%): insufficienza, malattie vascolari materne
- Malformazioni Fetali (14%)
- Infezioni (13%): feto o placenta
- Anomalie del cordone(10%): prolasso, stenosi, trombosi
- Disordini ipertensivi (9%): preeclampsia, ipertensione cronica
- Fattori materni: diabete, Sindrome Ab anti-fosfolipidi
Oltre il 50% dei casi tardivi rimane senza causa identificabile. Comprendere le cause è essenziale per la prevenzione, ma anche per aiutare i genitori nel processo emotivo e psicologico di elaborazione del lutto.
Vi sono alcuni fattori di rischio identificabili, tra cui
- Età materna avanzata
- Etnia afroamericana
- Fumo, droghe
- Diabete, ipertensione
- Tecniche di PMA
- Nulliparità
- Obesità
- Anamnesi positiva per MEF o IUGR (Ritardo di Crescita Intrauterino)
In caso di pregressa è necessario prevedere:
- Ecografia di accrescimento dalla 28ª settimana
- Sorveglianza antepartum dalla 32ª settimana (o 1–2 settimane prima della MEF pregressa)
- Induzione del travaglio o TC programmato a 39 settimane (dopo maturazione polmonare)
Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e aborto terapeutico
La gravidanza, pur essendo fonte di gioia per molte persone, può comportare difficoltà fisiche, psicologiche o sociali quando si presentano situazioni inaspettate o difficili, come gravidanze indesiderate o complicazioni mediche significative.
In certi casi, l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è una scelta difficile ma necessaria per tutelare la salute della donna. La legge italiana 194/1978, confermata da referendum, regola l’IVG e cerca un equilibrio tra il diritto del nascituro e il benessere materno.
Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG)
È consentita fino a 12 settimane e 6 giorni. Serve un certificato medico, poi si programma l'intervento in ospedale, lasciando almeno una settimana di tempo per riflettere.
- Se effettuata entro le 7 settimane (49 giorni) si opta, in genere, per l’aborto farmacologico con mifepristone (RU486), che blocca il progesterone. Dopo la pillola, si somministrano prostaglandine per l’espulsione.
- Se effettuata oltre le 7 settimane si opta, generalmente, per l’intervento chirurgico tramite raschiamento (isterosuzione e curettage), in day surgery con sedazione intravenosa.
Interruzione Terapeutica di Gravidanza (ITG)
In Italia è praticabile fino al 180° giorno, ma nella prassi il limite è di 22 settimane, oltre le quali il feto potrebbe essere vitalmente autonomo. È consentita solo per gravi motivi medici o psicologici documentati, come:
- Malformazioni fetali gravi o anomalie cromosomiche
- Patologie materne gravi (tumori, problemi renali/cardiaci, gravidanze multifetali rischiose)
La procedura prevede un parto vaginale indotto con prostaglandine, analgesici e possibile raschiamento post-espulsione. La donna resta cosciente ma senza dolore, con dimissione il giorno seguente.
Considerazioni e Raccomandazioni
- Recupero fisico: le perdite ematiche durano per 7-10 giorni; il ciclo mestruale si ripristina entro 30-40 giorni. È consigliata una visita ginecologica dopo un mese.
- La fertilità è generalmente preservata. Per un’altra gravidanza si consiglia di attendere 2 cicli (dopo IVG) o 5-6 mesi (dopo ITG).
- Contraccezione: in caso di IVG per gravidanza indesiderata, è essenziale trovare insieme al medico un metodo efficace.
La gravidanza ad alto rischio
Si definisce "ad alto rischio" una gravidanza con elevata probabilità di complicazioni per madre e feto, che può richiedere cure mediche aggiuntive durante la gravidanza e dopo il parto Questa classificazione consente un monitoraggio medico intensivo per prevenire eventuali complicazioni.
Pur essendo sfidante, molte gravidanze ad alto rischio si concludono con esiti positivi, anche se possono comportare effetti a lungo termine come patologie croniche per la madre o disturbi dello sviluppo per il bambino.
Le cause di una gravidanza ad alto rischio possono essere:
- Condizioni preesistenti: diabete, ipertensione, patologie autoimmuni (lupus, sclerosi multipla), disturbi mentali (depressione), obesità, fibromi, HIV/AIDS, nefropatie, PCOS, problemi tiroidei e coagulativi.
- Condizioni legate alla gravidanza: diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia/eclampsia, placenta previa o distacco, gravidanze multiple, basso peso alla nascita, precedenti complicazioni, liquido amniotico anomalo.
- Fattori legati allo stile di vita: fumo, alcol, sostanze stupefacenti, esposizione a tossine ambientali.
L’età avanzata non è da sola un fattore determinante, ma può amplificare altri rischi.
Le complicazioni delle gravidanze ad alto rischio
Una gravidanza ad alto rischio può essere pericolosa per la vita della donna incinta o del feto e può comportare:
- Per la madre: preeclampsia, parto pretermine, parto cesareo, emorragie, ricovero in terapia intensiva, depressione postparto, complicazioni future, patologie croniche.
- Per il bambino: malformazioni, ricovero in TIN, ritardo nello sviluppo, problemi respiratori, metabolici, comportamentali, sensoriali e neurologici, obesità e diabete.
Le gravidanze ad alto rischio comportano un monitoraggio attento e prevede controlli frequenti e approfonditi, tra cui:
- Esami del sangue/urine
- Ecografie regolari
- Monitoraggio cardiaco fetale
- Consulti multidisciplinari
- Monitoraggio della pressione sanguigna e gestione farmacologica mirata
- Possibile parto indotto o cesareo anticipato
Segnali di possibili complicazioni possono essere dolori forti, perdite, problemi respiratori o visione alterata.
Aspetti emotivi della gravidanza ad alto rischio
Il carico emotivo può essere elevato. È utile costruire un sistema di supporto, mantenere uno stile di vita sano, praticare tecniche di rilassamento e, se necessario, affidarsi a uno psicologo. La serenità non nasce dall’assenza di rischio, ma dalla consapevolezza e dalla cura.
INFEZIONI MATERNO- FETALI
Durante la gravidanza, il sistema immunitario materno si adatta per tollerare gli antigeni fetali, aumentando la vulnerabilità a infezioni, soprattutto quelle che richiedono una risposta immunitaria cellulo-mediata. La trasmissione materno-fetale dei virus può avvenire in tre modalità:
- In utero (infezione congenita): per via transplacentare o ascendente, con possibile contaminazione del liquido amniotico.
- Durante il parto (infezione perinatale): tramite rottura prolungata delle membrane o contatto con secrezioni vaginali infette.
- Attraverso l’allattamento (infezione postnatale).
Le infezioni contratte in gravidanza possono causare gravi danni come aborto, prematurità, anomalie congenite, ritardo neurologico, sordità o cecità. I neonati sono particolarmente vulnerabili, e nei contesti meno sviluppati, le infezioni rappresentano una causa importante di mortalità perinatale.
Cytomegalovirus
Il cytomegalovirus (CMV) è un virus della famiglia Herpesviridae che può causare infezioni congenite, rappresentando un rischio significativo durante la gravidanza. La trasmissione avviene attraverso saliva, urine, secrezioni genitali.
- Infezione: resta latente dopo la prima esposizione, ma può riattivarsi.
- Rischi: infezioni primarie materne causano maggiori danni (30-40%).
- Sintomi neonatali: petecchie, microcefalia, epatosplenomegalia, sordità.
- La diagnosi avviene attraverso il rilevamento del virus;
- La profilassi con iperimmunoglobuline specifiche può ridurre il rischio di trasmissione.
- Non esiste una cura specifica ma il trattamento con ganciclovir può alleviare i sintomi.
Varicella-Zoster Virus
Appartiene alla famiglia Herpesviridae e può causare due malattie principali: la varicella, come infezione primaria, e l'herpes zoster, in caso di riattivazione virale
La trasmissione è principalmente per via aerea. L’infezione primaria, di solito durante l’infanzia, causa la varicella. Il virus rimane latente e può verificarsi herpes zoster da riattivazione.
- Rischi in gravidanza sono la sindrome da varicella congenita (caratterizzata da lesioni, problemi oculari e neurologici).
- Se l’infezione primaria avviene proco prima del parto il neonato può sviluppare una grave forma di varicella, con mortalità elevata
- La diagnosi/profilassi si basa su PCR e test sierologici; acyclovir e immunoglobuline sono utili nel trattamento.
Herpes Simplex Virus
Gli herpes simplex virus 1 (HSV-1) e 2 (HSV-2) appartengono alla famiglia Herpesviridae. Sono virus neurotropi che, dopo l'infezione primaria, stabiliscono latenza nei gangli nervosi.
- Manifestazioni cliniche: HSV-1 causa herpes labiale, HSV-2 genitale.
- Trasmissione verticale: principalmente durante il parto (85%).
- Rischi: encefaliti, epatiti, lesioni cutanee. Cesareo raccomandato in caso di infezione primaria recente.
- La diagnosi/trattamento si basa su PCR e colture cellulari; acyclovir riduce la mortalità.
Virus della Rosolia
Appartenente alla famiglia Togaviridae, causa la rosolia, una malattia solitamente benigna nei bambini ma pericolosa in gravidanza, in quanto può portare alla sindrome da rosolia congenita.
La trasmissione avviene per via aerea o transplacentare e può danneggiare gravemente il feto durante le prime 12 settimane di gravidanza.
La Sindrome da rosolia congenita è associata ad anomalie visive, uditive, cardiache e neurologiche.
- La diagnosi avvviene tramite test sierologici e ricerca virale; la profilassi con vaccino MMR.
- Non vi è nessuna terapia antivirale disponibile.
Parvovirus B19
E’ il più piccolo virus a DNA patogeno per l'uomo e appartiene alla famiglia Parvoviridae. Si trasmette principalmente per via aerea o parenterale.
Nei bambini causa la “quinta malattia” nei bambini; negli adulti può provocare artriti e artralgie. Durante la gravidanza, il virus può essere trasmesso al feto (trasmissione verticale) nel 30–50% dei casi di infezione materna primaria. I rischi sono anemia, idrope fetale non immune, morte fetale.
La diagnosi si conferma tramite PCR per rilevare il DNA virale; trasfusioni intrauterine sono possibili, ma non esistono ancora vaccini o interventi preventivi.
HIV
Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) appartiene alla famiglia Retroviridae. L'infezione può avvenire per via sessuale, parenterale o verticale.
La trasmissione verticale avviene in utero, durante il parto, o con l’allattamento.
- Rischi neonatali: AIDS precoce, morte nel primo anno.
- Diagnosi: PCR già 48 ore dopo la nascita; test sierologici non attendibili inizialmente.
- Profilassi/terapia: terapia antiretrovirale, parto cesareo e uso di latte artificiale riducono il rischio all’1-2%; la terapia HAART è essenziale nei neonati HIV+.
Virus dell’epatite B
Appartenente alla famiglia Hepadnaviridae, è un virus che può causare epatite acuta, cronica, cirrosi epatica e carcinoma epatico.
La trasmissione verticale è prevalente nel periodo perinatale, rara in utero (< 5%). Madri positive per HBsAg e HBeAg trasmettono il virus nel 70–90% dei casi. I neonati spesso asintomatici, ma vi è un alto rischio (90%) di cronicizzazione, con possibili forme acute o fulminanti.
- La diagnosi avviene tramite controllo per HBsAg dopo 6 mesi di vita; la persistenza dell’antigene conferma l’infezione cronica.
- La profilassi e terapia prevedono la somministrazione di HBIG (immunizzazione passiva) e vaccino entro 12 ore dalla nascita: tre dosi riducono la trasmissione al 90–95%. Interferone-α e lamivudina vengono impiegati per le forme croniche.
Virus dell’epatite C
Il virus dell'epatite C (HCV), della famiglia Flaviviridae, è responsabile di infezioni croniche che possono evolvere in cirrosi epatica e carcinoma epatocellulare.
La trasmissione verticale avviene circa nel 5% dei casi, in utero o durante il parto. Fattori di rischio sono: alta viremia materna, co-infezione con HIV, rottura precoce delle membrane. I neonati sono per lo più asintomatici, ma l’80% sviluppa un’infezione cronica. Complicanze gravi (morte intrauterina) sono rare.
- Diagnosi: sierologia a 12–18 mesi; PCR già dai 2 mesi, con conferma a 6 mesi.
- Terapia e profilassi: nessuna profilassi efficace è disponibile. La terapia con ribavirina e interferone-α è efficace nel 50% dei casi pediatrici cronici.
Il sesso in gravidanza: falsi miti, rischi e benefici
La gravidanza porta con sé cambiamenti fisici, emotivi e relazionali, influenzando anche la sfera dell’intimità e della sessualità. Nonostante timori legati alla salute del bambino e sintomi come nausea o insonnia, la letteratura medica e diversi studi hanno evidenziato che i rapporti sessuali non solo possono essere mantenuti durante la gravidanza, ma possono apportare effetti positivi significativi, come:
- Riduzione del rischio di parto pretermine
- Preparazione dei muscoli pelvici per il parto
- Effetti positivi sul benessere fetale (grazie al rilascio di endorfine)
- Rafforzamento del legame emotivo tra i partner
- Creazione di un clima di serenità
Tuttavia, i rapporti sono controindicati in alcuni casi, come:
- Minaccia di aborto
- Placenta previa
- Rottura prematura del sacco amniotico
- Segni di parto prematuro
- Infezioni o condizioni mediche specifiche
E’ sempre importante consultare il proprio medico o ginecologo per ricevere indicazioni personalizzate e sicure.
Una comunicazione aperta tra partner e il consulto medico permettono di vivere l’intimità in modo sereno e consapevole, rafforzando il legame emotivo durante questo periodo delicato.
Contraccezione Post-Partum
Dopo il parto, è consigliato attendere almeno due anni prima di una nuova gravidanza per tutelare la salute della madre e del bambino dal punto di vista fisico e psicologico.
Poiché è importante che la sessualità nel post-partum sia vissuta in modo positivo è fondamentale scegliere un metodo contraccettivo sicuro e adatto, tenendo conto dell’allattamento, dello stato di salute e delle preferenze personali. Il counseling post-partum da parte degli operatori sanitari è essenziale per un’informazione adeguata alle proprie esigenze
Opzioni contraccettive post-partum disponibili sono:
- Metodi di barriera (preservativi, diaframma), utilizzabili subito dopo il parto.
- Metodi ormonali: progestinici, sicuri in allattamento, o estroprogestinici, indicati dopo almeno sei settimane (o sei mesi se si allatta)
- Metodi intrauterini (spirale al rame o IUS), inseribili subito o dopo quattro settimane.
- Sterilizzazione: tubarica o vasectomia, possibile anche durante il cesareo.
- Metodi naturali: poco affidabili nel post-partum a causa dell’irregolarità del ciclo.
E’ bene ricordare che l’allattamento esclusivo riduce la fertilità grazie alla prolattina, ma non garantisce protezione totale.
Si possono comunque usare contraccettivi adatti anche in allattamento.
Il bambino prematuro
Un neonato è considerato pretermine o prematuro se nasce prima delle 37 settimane di gestazione. In base al peso alla nascita si distinguono tre categorie: basso (<2500g), molto basso (<1500g) ed estremamente basso (<1000g). Circa il 7,2% delle nascite in Italia è pretermine, in parte per l’aumento delle gravidanze multiple da procreazione assistita e grazie ai progressi neonatali. Tuttavia, la prematurità comporta immaturità degli organi, rendendo complesso l’adattamento alla vita extrauterina.
Diversi elementi materni possono favorire il parto pretermine:
- Patologie materne (ipertensione, diabete, infezioni, cardiopatie, ipertiroidismo)
- Complicazioni ostetriche come la gestosi
- Età materna molto giovane o avanzata
- Condizioni sociali svantaggiate, malnutrizione
- Abuso di alcool, droghe o fumo
Caratteristiche dei bambini prematuri
I neonati pretermine presentano segni distintivi:
- Pelle sottile, arti corti e sottili, cranio sproporzionato
- Itttero prolungato, tessuto adiposo scarso
- Frequenza cardiaca e respiratoria elevata
- Maggiore incidenza di ernia ombelicale
- Differenze genitali visibili legate alla maturazione
- Calo ponderale più marcato e lenta ripresa del peso
Problematiche a seguito della nascita pre-termine
L'immaturità organica può comportare diverse complicazioni:
- Problemi respiratori: dovuti alla mancanza di surfattante, aumentano il rischio RDS (Sindrome da Distress Respiratorio)
- Displasia broncopolmonare: comporta una dipendenza da ossigeno prolungata
- Complicazioni cardiache: dotto arterioso pervio (PDA)
- Difficoltà nel controllo della temperatura
- Rischio maggiore di infezioni
- Problemi gastrointestinali: rischio NEC (Enterocolite Necrotizzante)
- Ipoglicemia: carenza di glucosio e aumento del fabbisogno
- Disturbi neurologici: emorragie cerebrali, sviluppo cognitivo
- Problemi oculari: rischio ROP (Retinopatia del prematuro)
- Crescita lenta: il recupero ponderale è rallentato
- Problemi nutrizionali: il latte viene spesso tollerato con difficoltà e l’alimentazione avviene via sondino e, se necessario, con nutrizione parenterale
Grazie agli avanzamenti medici, molte difficoltà dei neonati prematuri sono gestibili e le prospettive per questi piccoli lottatori migliorano notevolmente.
La Terapia Intensiva Neonatale (TIN)
Il neonato prematuro, strappato prematuramente all’ambiente protetto dell’utero, si trova spesso in TIN (Terapia Intensiva Neonatale), dove riceve cure specialistiche con personale esperto e tecnologie avanzate.
All'interno della TIN, i neonati, a seconda del loro stato di salute, peso e età gestazionale, possono essere ricoverati in incubatrici o lettini. L’ambiente della TIN, però, è molto diverso da quello intrauterino: luci intense, rumori, stimoli e manipolazioni frequenti possono interferire con il sonno, la calma e lo sviluppo neuropsicomotorio del bambino. È fondamentale quindi cercare di ricreare un ambiente il più possibile simile al grembo materno per ridurre stress, dolore e favorire lo sviluppo della motilità e della postura.
Osservare il comportamento del neonato in TIN aiuta gli operatori a riconoscere segnali di benessere o disagio, collaborando con lui come protagonista del suo percorso di crescita, fornendogli il supporto necessario per avanzare verso il prossimo livello maturativo.
Accudimento e cura genitoriale dei neonati in TIN
I genitori svolgono un ruolo cruciale: la loro presenza aiuta il neonato a svilupparsi e sostiene il loro senso di partecipazione e competenza genitoriale, nonostante la separazione fisica.
Favorire il contatto precoce e il coinvolgimento diretto dei genitori è essenziale: man mano che il neonato cresce e diventa più autonomo aumenta la sua capacità di interagire, comunicare e rispondere alle cure affettuose.
Il contatto pelle a pelle e la “Kangaroo Mother Care”
La Kangaroo Mother Care (KMC), nata negli anni '70 in Colombia, prevede il contatto pelle a pelle tra neonato e genitore, simulando la protezione del marsupio del canguro. Viene chiamata, infatti, anche tecnica “pelle a pelle” (skin to skin) o metodo Marsupio. Il nome evoca l'immagine del marsupio del canguro, dove il cucciolo trova calore e protezione, e mette in risalto il ruolo centrale della madre. Tuttavia, altri adulti, come il padre, possono partecipare attivamente nell'applicazione del metodo.
- Questa pratica, ormai parte integrante della cura nei reparti TIN, favorisce il legame affettivo, migliora la termoregolazione, la stabilità respiratoria e cardiaca, influenza l’emodinamica cerebrale, comporta minori aspirazioni e rigurgiti nel neonato, promuove l’allattamento e riduce lo stress dei genitori, favorendo la sensazione positiva di contribuire attivamente alla crescita del loro figlio.
- La KMC può essere protratta per ore, con effetti positivi sulla degenza ospedaliera.
Tuttavia, non è indicata in alcuni casi critici (instabilità vitale, NEC, drenaggi, ipertensione polmonare).
Follow up neuro-evolutivo dei bambini pre-termine
I bambini nati pretermine affrontano sfide di sviluppo che possono variare molto da caso a caso, con esiti neuro-evolutivi e psicologici che possono emergere in momenti successivi alla nascita Lo sviluppo dei neonati pretermine, pertanto, va monitorato nel tempo per rilevare difficoltà come ritardi nel linguaggio, attenzione, motricità, autonomie, regolazione emotiva e comportamentale.
Il follow-up, con incontri regolari (ogni 3 mesi nel primo anno e ogni 6 nel secondo), permette ai genitori di condividere emozioni, ricevere supporto e intervenire precocemente.
Dopo i due anni, i controlli sono personalizzati in base alle necessità. Attraverso scale di sviluppo, osservazione del gioco spontaneo e colloqui con i genitori, il percorso evolutivo viene sostenuto con attenzione e sensibilità.
Noi e la costruzione della nostra famiglia
Avere un figlio è oggi spesso frutto di una scelta consapevole e condivisa, che nasce come progetto di vita personale e di coppia. Questo desiderio ha radici biologiche, culturali e psicologiche e rappresenta un "rito di passaggio" verso la genitorialità.
L’ingresso di un “terzo” nella coppia costituisce un evento critico e il passaggio ad un nuovo stadio del ciclo di vita: la “diade” formata dai due partner deve allargare le proprie trame ed espandere i propri confini e formare una “triade” familiare. L’arrivo di un figlio trasforma profondamente la relazione di coppia, introducendo un ruolo ed un legame, quello genitoriale, che è per sempre ed unico e che stabilisce un prima e un dopo nel proprio percorso esistenziale.
Si inaugura, così, una nuova struttura familiare che richiede riorganizzazione e nuovi equilibri: oltre alla gioia, il neonato può portare con sé tensioni, ansie e conflitti, spingendo ciascun genitore a confrontarsi con la propria storia infantile e a ridefinire i rapporti intergenerazionali. In questo processo, prendersi cura della propria salute psicologica diventa fondamentale, anche grazie a percorsi di accompagnamento alla nascita o supporto psicologico perinatale.
“IO E LA MIA MATERNITÀ”
Il desiderio di maternità può nascere da spinte biologiche, sociali o emotive, ma non è uguale per tutte le donne: per alcune è innato, per altre si sviluppa lentamente. La maternità è un lungo processo psichico che inizia dal desiderio di un figlio, continua con la gravidanza (in cui cominciano i pensieri e le fantasie sul “bambino immaginato”) e con il parto (quando arriva il confronto col “bambino reale”) e durerà tutta la vita. L’assetto materno (Stern, 1999) descrive la nuova organizzazione mentale che emerge con la nascita del figlio, generando l’identità di madre. Questo cambiamento comporta anche una transizione identitaria da “figlia” a “madre”: questo spostamento di identità è in gran parte responsabile del complesso intreccio di emozioni che spesso si prova dopo la nascita del proprio bambino, in cui la felicità per la nuova vita si mischia alla tristezza per ciò che si è lasciato dietro di sé.
La donna deve anche ridefinire il proprio ruolo sociale e familiare, conciliando maternità e lavoro. Accogliere e integrare le emozioni di questa fase è essenziale per il benessere personale e la relazione con il neonato e può essere favorito da un percorso psicoterapeutico.
“IO E LA MIA PATERNITÀ”
Il percorso della paternità, pur essendo diverso, è altrettanto profondo e complesso. Più che “istinto”, esso nasce dall’interazione tra predisposizione biologica e influenze sociali e culturali.
Diventare padre non si riduce alla biologia, ma implica una costruzione emotiva e identitaria: sentirsi padre significa prendere parte attiva alla vita del figlio, offrendo protezione, guida e connessione affettiva.
L’identificazione con il proprio padre gioca un ruolo chiave nella costruzione dell’identità paterna. Come accade per la donna che diventa madre, anche per l’uomo che diventa padre la paternità implica un rimodellamento di ruoli e gerarchie: l’arrivo di un bambino permette uno spostamento identitario fondamentale, per cui l’uomo mette sullo sfondo il proprio ruolo di figlio e dà priorità alla propria identità di padre. Anche per gli uomini, questo cambiamento rappresenta una sfida e un processo evolutivo ricco di significati.
I VISSUTI DEI GENITORI DURANTE LA GRAVIDANZA
La gravidanza è un processo biologico e psicologico che dura circa 40 settimane, durante il quale il corpo della donna si trasforma per accogliere il feto, ma è anche un percorso mentale ed emotivo che coinvolge entrambi i futuri genitori. Le emozioni possono oscillare tra gioia e timori, influenzate da fattori personali, sociali e relazionali. È un periodo di profonda ristrutturazione dell’identità, dei ruoli e delle priorità, in preparazione all’arrivo del bambino, sia per la mamma che per il papà.
I vissuti della gravidanza sono ovviamente diversi per la donna e per l’uomo, anche se interconnessi, in virtù della differente prospettiva e dei diversi ruoli che hanno per natura.
Vissuti materni durante la gravidanza
La maternità non nasce con il parto, ma prende forma già dal concepimento. Nella mente della donna si intrecciano tre livelli:
- Il bambino fisico nel pancione
- L’assetto psichico materno
Il bambino immaginario, che prende forma nella mente della mamma. Durante i mesi di gestazione, sogni e fantasie aiutano la donna a immaginare il futuro figlio, influenzate dalle sue paure, speranze e dalla propria storia affettiva. Il processo immaginativo della mamma non inizia in un preciso momento, anche se la maggior parte comincia a giocare con le proprie fantasie alla fine del primo trimestre, quando classicamente si ha la conferma del normale procedere della gravidanza. Durante il quarto/quinto mese di gravidanza, in genere, l’esperienza dei primi movimenti fetali e l’immagine del feto che si fa sempre più nitida e completa durante le ecografie danno un grande impulso alle fantasie materne e aggiungono dettagli al profilo che si sta disegnano del proprio bambino. Verso la fine della gravidanza, il bambino immaginario lascia spazio al bambino reale, in quanto al momento della nascita avverrà “l’incontro” tra bambino immaginario e bambino reale e la mamma non può permettersi che tra i due ci siano differenze troppo marcate.
Anche il legame madre-bambino è un processo fondamentale che inizia già in gravidanza e dipende dal modello di attaccamento della donna con i suoi genitori. Si distinguono tre tipi di attaccamento materno:
- Evitante: caratterizzato da distacco emotivo e minore coinvolgimento rispetto alla gravidanza e all’esperienza della maternità.
- Invischiato: caratterizzato da un coinvolgimento eccessivo nell’esperienza della maternità e da un forte legame con la propria madre.
- Autonomo: caratterizzato da un equilibrio tra vicinanza e distanza.
Vissuti paterni durante la gravidanza
Negli ultimi anni, il ruolo del padre è stato rivalutato e riscoperto e gli uomini partecipano più attivamente già dalla gravidanza, fase in cui comincia ad avviarsi la relazione padre-figlio.
Tuttavia, vivere la gestazione “dall’esterno” può creare sentimenti di esclusione. La mancanza di cambiamenti fisici rende difficile per alcuni uomini entrare in contatto con il figlio prima della nascita e molti prendono davvero consapevolezza della loro nuova condizione esistenziale di padre solo quando il bambino stesso è nato. Il padre, quindi, deve affrontare compiti psicologici complessi e peculiari per stabilire una connessione emotiva col figlio:
- Relazionarsi con ciò che non può percepire direttamente
- Creare un attaccamento mentale col figlio, prima che fisico
- Costruire uno spazio emotivo e mentale per accoglierlo
Il coinvolgimento precoce del papà già durante la gravidanza contribuisce al benessere della madre e prepara il terreno per interazioni positive con il bambino. È importante favorire occasioni (come corsi preparto) in cui il padre possa esprimere emozioni, paure e aspettative, inclusi sentimenti considerati “fragili”, superando gli stereotipi di genere.
La sessualità di coppia in gravidanza
Durante la gestazione, il corpo e la mente della donna attraversano cambiamenti profondi, che influenzano inevitabilmente l’equilibrio relazionale e sessuale della coppia. In assenza di particolari controindicazioni mediche, l’attività sessuale può continuare in modo sano fino alla 31ª settimana. Tuttavia, spesso si assiste a una riduzione del desiderio e della frequenza, legata a fattori fisici, emotivi e culturali. Quando il coito non è indicato, è importante trovare modalità alternative per mantenere l’intimità e il contatto.
I fattori che possono influenzare la sessualità in gravidanza includono:
- Precedenti disfunzioni sessuali nella coppia
- Esperienze ostetriche e gravidanze precedenti
- Tabù e credenze culturali
- Il grado di informazione sulla sessualità in gravidanza
- Alterazioni dell’umore
- Difficoltà nell’integrare maternità e femminilità
La sessualità nel primo trimestre
Spesso caratterizzato da nausea, stanchezza e paura di minaccia di aborto o di danneggiare il feto, il primo trimestre vede una riduzione della sessualità. Anche gli ormoni influenzano il desiderio: l’estrogeno e il progesterone aumentano la sensibilità genitale, mentre la diminuzione del testosterone può ridurlo. Il progesterone, però, può anche produrre un effetto positivo perché provoca un aumento dell’irrorazione sanguigna nei tessuti vaginali, rendendo la zona genitale più lubrificata e più sensibile, facilitando la risposta orgasmica.
Anche il partner può sperimentare ansie e calo del desiderio
La sessualità nel secondo trimestre
Considerato il più favorevole per la sessualità di coppia, il secondo trimestre porta sollievo dai sintomi iniziali e una maggiore stabilità emotiva. L’eccitazione e la lubrificazione aumentano, migliorando la risposta orgasmica. La maggior serenità psicologica favorisce la complicità nella coppia.
In questo periodo, per alcune coppie, una minor frequenza dei rapporti sembra essere collegata sia alla residua paura di aborto che all’aumento del peso della donna
La sessualità nel terzo trimestre
Il terzo trimestre è spesso associato a un calo dell’attività sessuale (75% delle coppie). Il corpo cambia visibilmente (presenza del pancione, affaticamento ecc), compaiono ansie sul parto e la donna può sentirsi meno desiderabile. La produzione di prostaglandine del liquido seminale e l’orgasmo femminile possono indurre lo sviluppo di contrazioni uterine che potrebbero agevolare l’inizio del travaglio. Tuttavia, alcune coppie mantengono una buona vita sessuale, orientata più all’intimità e al legame affettivo che alla necessità fisica. Le donne, in particolare, sembrano privilegiare il mantenimento della relazione rispetto al bisogno sessuale. Alcuni uomini, al contrario, riportano un aumento del desiderio per la partner in gravidanza, associato a un bisogno di vicinanza emotiva ed intimità.
Sostegno psico-sessuologico alla coppia in gravidanza
Un dialogo aperto tra partner sui rispettivi bisogni è fondamentale per affrontare i cambiamenti fisici e relazionali che la gravidanza comporta. È importante per la coppia darsi tempo per accogliere i numerosi cambiamenti fisiologici che avvengono durante la gestazione, scoprire insieme forme alternative di intimità e di sessualità, per permettere ai due partner di sentirsi a proprio agio e poter godere serenamente dei momenti insieme.
È cruciale, per la coppia, ricevere informazioni chiare e supporto da operatori sanitari competenti, per superare miti e tabù ancora diffusi. L’educazione sessuale in gravidanza e l’assistenza perinatale completa, offerta da professionisti formati sulla consulenza sessuale, migliora significativamente la soddisfazione sessuale e rafforza la relazione di coppia.
Trauma e Gravidanza
LA TRASMISSIONE DEL TRAUMA IN GRAVIDANZA
Il periodo perinatale è riconosciuto come momento di grande vulnerabilità per la salute mentale materna. La ricerca si è finora concentrata sul PTSD (Disturbo Post Traumatico da Stress) post-parto, trascurando l’impatto delle esperienze avverse infantili ((Adverse Childhood Experiences-ACE) sulla gravidanza stessa. Le ACE (abusi, negligenza, lutti, ecc.) aumentano il rischio di sintomi psicologici (depressione, ansia, rischio di suicidio, sintomi post-traumatici), influenzano negativamente la resilienza materna e possono compromettere il benessere della madre e del bambino, anche nel postpartum.
Lo screening precoce di ACE è fondamentale per offrire supporto emotivo mirato e limitare gli effetti sul legame madre-bambino.
Un altro aspetto del trauma, indagato in modo limitato in ambito perinatale riguarda gli effetti intergenerazionali del trauma sulla regolazione dello stress infantile
Diverse ricerche hanno evidenziato come traumi materni pregressi siano legati a una maggiore reattività e a una minore capacità di regolazione dello stress nei neonati, che può influire negativamente sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino ed è associata a un aumento del rischio di ADHD, disturbi della condotta e disturbi d'ansia.
I neonati che hanno maggiori capacità di regolazione riescono più facilmente ed efficacemente a connettersi con la madre nelle situazioni stressanti, producendo una migliore risposta generale allo stress. Inoltre, l'esposizione materna a maltrattamenti infantili è stata associata a una riduzione del volume di materia grigia corticale nel neonato, confermando che il trauma materno ha effetti intergenerazionali già in gravidanza.
Il supporto alle donne con esperienze traumatiche pre-gravidanza
È essenziale identificare precocemente le donne con traumi pregressi e offrire un sostegno psicologico preventivo adeguato già in gravidanza e nel postpartum. Spesso i vissuti traumatici vengono negati o sottovalutati, generando catene inconsce di trasmissione transgenerazionale del trauma.
Interventi mirati, come il trattamento con EMDR, possono aiutare ad elaborare eventi complessi e preparare uno spazio emotivo sano per accogliere il neonato e favorire uno sviluppo equilibrato della diade mamma-bambino.
TOCOFOBIA – La paura del parto
La tocofobia non è una semplice e comune preoccupazione sul momento del parto, ma è una grave condizione caratterizzata da una paura intensa, irragionevole e persistente del parto, che può presentarsi già alla sola idea della gravidanza. Si distingue in:
- Tocofobia primaria, che colpisce donne alla prima gravidanza (nullipare)
- Tocofobia secondaria, che si manifesta dopo una precedente esperienza traumatica di parto
Questa condizione può generare ansia, depressione e comportamenti come evitare le visite prenatali, ricorrere al cesareo o alla contraccezione ossessiva. Le donne colpite faticano spesso a stabilire un legame madre-bambino.
Le cause della tocofobia sono varie e spesso profonde:
- Esperienze traumatiche (abusi, parti difficili, aborti spontanei)
- Problemi relazionali, scarsa rete di supporto
- Paura del personale sanitario e di essere escluse dalle decisioni
- Tratti di personalità predisponenti (compulsivi o depressivi)
Il 14% delle donne in gravidanza ne soffre, ma la prevalenza potrebbe essere sottostimata per mancanza di criteri condivisi. Sebbene non esistano criteri standard per diagnosticare la tocofobia, vi sono alcuni strumenti comunemente utilizzati, tra cui il W-DEQ A (Wijma Delivery Expectancy Questionnaire), la Fear of Birth Scale (FOBS) e il Childbirth Attitudes Questionnaire.
Anche la semplice espressione di una paura specifica da parte della donna può essere considerata indicativa e richiede attenzione.
Prevenzione e trattamento della tocofobia
Un’ identificazione precoce del disturbo è cruciale per intervenire prima che la paura si trasformi in trauma o influenzi negativamente la salute mentale della madre e del bambino. Il trattamento si basa su approcci multidisciplinari:
- Educazione del personale sanitario ad accogliere le emozioni e le domande
- Promozione della consapevolezza e del potere decisionale della donna
- Sviluppo di un piano nascita condiviso
- Coinvolgimento attivo del partner e dell’ostetrica
- Supporto psicologico individuale e in gruppo
- Psicoterapia mirata, per elaborare traumi e timori
Diagnosi prenatali, lutto perinatale e salute mentale
La storia riproduttiva e il Trauma riproduttivo
Tutti abbiamo una “storia riproduttiva”, consapevole o inconsapevole, fatta di credenze e immagini sul diventare genitori. Essa inizia nella prima infanzia con sogni e paure legati al Sé sperato e al Sé temuto: da un lato, l’aspettativa di diventare adulti e genitori; dall’altro, il timore di non riuscire mai ad avere una famiglia. Questa storia è plasmata da fattori personali (senso del Sé, relazioni infantili) e sociali (cultura, religione, società, gruppo dei pari).
Diventare genitori è una tappa di svolta. Se la gravidanza fallisce o si perde un figlio, si tratta di una “crisi nella crisi” che scuote il benessere psicologico proprio in un momento di crescita evolutiva. La vulnerabilità è amplificata e il dolore è profondo.
Il trauma riproduttivo include ogni evento che interrompe l’esito sperato della gravidanza o del parto:
- Infertilità
- Aborto spontaneo
- Parto prematuro
- Gravidanza ectopica
- Perdita neonatale
- Nascita traumatica
- Problemi post-partum
La perdita in questo contesto è unica: manca una storia, un passato condiviso, e spesso mancano i rituali di lutto. Ci si trova soli, immersi in un dolore incompreso. Senza una nuova narrazione, il disfacimento della propria storia riproduttiva lascia un vuoto di senso. Le convinzioni della coppia vacillano, e il mondo appare meno sicuro e giusto. Il rischio di depressione e di PTSD è significativamente più elevato.
I vissuti emotivi e psicologici nelle gravidanze con diagnosi genetiche e patologiche prenatali
Sempre più coppie, anche senza fattori di rischio, si sottopongono a test prenatali diagnostici (invasivi e non) che consentono di escludere o confermare la presenza di diverse anomalie genetiche e patologie prenatali, per poter prendere una decisione consapevole sul proseguimento o sull’interruzione della gravidanza. L’attesa dei risultati e la decisione sul proseguire o meno la gravidanza comportano un forte impatto emotivo.
Questi test si possono eseguire già dalla decima-undicesima settimana (es. villocentesi, NIPT) e coincidono con l’inizio del legame affettivo con il bambino in utero, noto come attaccamento prenatale. Questo è cruciale per il buon decorso della gravidanza e il futuro rapporto mamma-bambino.
Quando arriva una diagnosi prenatale
Le anomalie fetali (malformazioni, patologie congenite o genetiche) colpiscono circa il 4% delle gravidanze e rappresentano un evento traumatico per i genitori. Dopo lo shock iniziale, emerge spesso un senso di ingiustizia (“Perché proprio a noi?”), accompagnato da paura, smarrimento, urgenza decisionale e bisogno di orientamento medico. I genitori vivono un conflitto interiore tra l’amore verso il bambino e la paura di non essere all’altezza, il senso di impotenza e l’urgenza di prendere una decisione.
Le reazioni emotive coinvolgono sia la madre che il padre. In particolare, le donne con una diagnosi prenatale possono sentirsi soggette ad uno “stigma” e sperimentare la paura di ciò che gli altri potranno pensare di loro e delle loro scelte. È essenziale confrontarsi e comunicare profondamente in coppia, anche con il supporto di un professionista, soprattutto in caso di opinioni discordanti. La decisione di interrompere o proseguire la gravidanza attiva dinamiche relazionali complesse e può generare solitudine e isolamento, come evidenziato da diversi studi (per approfondire vedi IVG dopo diagnosi prenatale).
Nei casi in cui la gravidanza prosegue nonostante una diagnosi sfavorevole, il livello di stress rimane elevato. L’ambiguità diagnostica, il cambiamento della prognosi postpartum (sia in meglio che in peggio) e l’incertezza complessiva sono fattori di stress autonomi, capaci di influenzare negativamente l’adattamento psichico e le capacità di coping dei genitori. La gravità della diagnosi è strettamente correlata al livello di stress traumatico sperimentato durante la gravidanza e dopo la nascita.
Quando una diagnosi è infausta e non vi è possibilità di sopravvivenza, la gravidanza cambia radicalmente significato. L’attaccamento prenatale può essere ostacolato dalla paura di dover “lasciare andare”. Tuttavia, i genitori possono continuare a provare amore profondo, anche durante una gravidanza segnata dalla sofferenza.
In questi casi, si possono individuare cinque fasi nella gravidanza che scandiscono cronologicamente l’attesa:
- Pre-Diagnosi: fase iniziale di gioia e speranza.
- Apprendimento della Diagnosi: shock, interruzione dell’attesa gioiosa, ricerca frenetica di informazioni e decisioni importanti.
- Vivere con la Diagnosi: si accetta la diagnosi e si cerca di godere del tempo limitato col bambino, iniziando a pianificare.
- Nascita e Morte: momento del parto e della perdita. Questa fase è delicatissima e comprende la creazione di rituali, ricordi e la necessità di supporto emotivo-professionale.
- Post Morte: lutto, commemorazioni, elaborazione del dolore, e ritorno alla vita quotidiana.
È evidente l’importanza di un accompagnamento psicologico continuativo, dalla diagnosi fino al postpartum, per affrontare il dolore e prevenire l’isolamento emotivo.
Il lutto perinatale: vissuti emotivi e psicologici
Il termine perinatale si riferisce alla morte del figlio durante la gravidanza, il parto o entro il primo mese di vita. Oggi si usa anche il termine Baby Loss per descrivere questa esperienza. Le situazioni che rientrano in questa categoria comprendono:
- Aborti spontanei
- Interruzioni volontarie o terapeutiche di gravidanza
- Morte in utero
- Morte neonatale
Il lutto perinatale destabilizza profondamente l’ordine naturale delle cose. L’attaccamento con il bambino nasce già quando esso viene pensato e desiderato e si sviluppa con i cambiamenti fisici della mamma e le ecografie: i genitori, settimana dopo settimana, fanno spazio, fisico e mentale al bambino, lo immaginano, si preparano alla sua nascita ed elaborano progetti futuri. La perdita interrompe brutalmente questo processo e getta i genitori in una spirale di dolore, senso di colpa, rabbia, smarrimento, sospensione della realtà e vuoto.
Ancora oggi, purtroppo, c’è difficoltà sociale e professionale nel riconoscere questo “lutto invisibile” e l’attaccamento precoce dei genitori.
Il lutto può assumere diverse forme, in base a molteplici fattori: il desiderio di gravidanza, il percorso per concepire, precedenti perdite, età, e solo secondariamente dall’età gestazionale. L’intensità del dolore generalmente diminuisce dopo 12 mesi, ma i sintomi possono durare oltre 2 anni; il mantenimento della sofferenza diventa per molti un modo per “trattenere” il bambino e non perdere anche il suo ricordo.
Il lutto nell’aborto spontaneo
L’aborto spontaneo è tra le complicazioni più frequenti in gravidanza il 15–25% delle gravidanze si concludono con una perdita, perlopiù entro le prime 12 settimane. Cause genetiche, problemi d’impianto o di salute materna sono spesso alla base degli aborti spontanei del primo trimestre.
Al grande dolore causato da questa notizia che, nella maggior parte dei casi, giunge improvvisa e inaspettata, si sommano i timori e le incertezze per quello che accadrà e a cui ci si dovrà sottoporre, specialmente per la donna. Il lutto che ne segue è invisibile e non riconosciuto socialmente, perché avviene spesso prima che la gravidanza sia condivisa.
Le reazioni al lutto possono sono intense e complesse: senso di colpa, autoaccusa, pensieri ossessivi e suicidi, bassa autostima e difficoltà nel concepire fiducia nel corpo e nel futuro.
Vi sono alcune differenze di genere nel vissuto del lutto
- Nelle donne prevale un orientamento alla perdita, con espressione del dolore, bisogno di parlare, umore depresso.
- Negli prevale un orientamento al restauro, con razionalizzazione, controllo emotivo, minor espressione del lutto.
Queste differenze possono generare fraintendimenti, distanza emotiva e dinamiche disfunzionali nella coppia, specialmente se subentra l’autoregolazione orientata al partner (repressione emotiva per proteggere l’altro).
Vi sono diverse modalità funzionali di elaborazione della perdita per la coppia, come creare rituali (lettere, candele, fiori) che aiutano a rendere visibile la perdita, condividere il dolore e iniziare la trasformazione interiore.
La sofferenza perinatale può alterare profondamente e in modo duraturo l’equilibrio psicologico dei genitori: per poter trasformare il dolore, è fondamentale essere accolti e accompagnati da uno psicoterapeuta esperto, capace di adattarsi ai bisogni emotivi di quella specifica coppia.
Il lutto nell’interruzione Volontaria di Gravidanza e nell’Interruzione Terapeutica di Gravidanza a seguito di una diagnosi fetale (vedi anche parte medica)
L’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) è un intervento medico richiesto dalla donna entro 90 giorni (12 settimane + 6 giorni), per motivi personali, di salute o sociali (Legge 194/1978).
Nonostante la decisione sia consapevole, l’aborto volontario può lasciare profonde ferite emotive. Lo shock legato alla scoperta di anomalie (es. trisomie) arriva spesso in un contesto di gravidanza serena. Il tempo limitato tra diagnosi e decisione amplifica l’angoscia, lasciando la coppia in balia di un vortice emotivo.
L’interruzione della gravidanza può avvenire in modo farmacologico entro le 7 settimane, oppure tramite isterosuzione e raschiamento entro i 90 giorni.
Dopo l'interruzione è necessario considerare una serie di questioni importanti come la comunicazione dell’evento a familiari e amici
I fattori psicologici più comuni post-IVG sono:
- Angoscia acuta
- Bassa autostima
- Dubbio sulla decisione
- Isolamento sociale
- Senso di colpa
- Mancanza di supporto del partner
L’Interruzione Terapeutica di Gravidanza (ITG) può avvenire oltre i 90 giorni, nel secondo trimestre, per salvaguardare la salute della madre o in caso di malformazioni fetali gravi. L’intervento prevede il parto indotto.
La possibilità di tenere in braccio e vedere il bambino (practice del meaning making) può essere dolorosa ma significativa, offrendo conferma della decisione e un punto di partenza per l’elaborazione del lutto.
La diagnosi grave pone la coppia di fronte a una non-scelta: l’unica possibilità è non dare alla luce il figlio già amato. È fondamentale che gli operatori sanitari forniscano informazioni chiare e rassicurazioni per aiutare la coppia a decidere con consapevolezza.
Dal momento della diagnosi fino ad alcuni giorni dopo l’interruzione i genitori, e in particolare le madri, vivono “sospesi” (fase di shock, disorganizzazione); l’organismo gestisce il grave stress post traumatico con il restringimento parziale della coscienza (in alcuni casi arrivando fino alla dissociazione), creando una sorta di barriera isolante tra sé e il mondo circostante.
Passata la prima fase, se adeguatamente sostenute e protette dal personale, le madri riescono a rifocalizzare l’attenzione sulle diverse decisioni da prendere.
I sintomi reattivi nelle donne dopo ITG sono:
- Depressione
- Disperazione e tristezza
- Solitudine legata allo stigma sociale
- Ansia
- Disturbi alimentari
- PTSD (incubi, evitamento, stress acuto)
- Vivere un senso di maternità non riconosciuto
I vissuti paterni reattivi sono simili a quelli delle madri, ma generalmente meno intensi, sebbene vi sia la preoccupazione per la salute della partner e per le possibili complicanze che possono verificarsi durante la procedura abortiva. Gli uomini spesso non ricevono riconoscimento né supporto per il loro lutto, percependo forti pressioni sociali; tendono a concentrarsi su aspetti pratici e burocratici, trascurando i propri bisogni emotivi.
La Sindrome Post-Abortiva (SPA)
La SPA è una forma di disturbo da stress post-traumatico, causato dall’impatto dell’IVG, che può insorgere subito o dopo anni dall’aborto, scatenata da episodi depressivi o date simboliche (es. anniversario dell’aborto).
I sintomi della SPA possono includere:
- Ansia e depressione
- Difficoltà relazionali e sessuali
- Flashback dell’evento abortivo
- Problemi alimentari e del sonno
- Senso di colpa e vissuto di “sopravvivenza”
Fattori aggravanti sono le pressioni sociali, la mancanza di sostegno, vissuti di vergogna e stigma sociale.
L’importanza del supporto psicologico
Il lutto post-IVG o ITG può destabilizzare la coppia, provocando crisi e incomprensioni.
La coppia si trova “sospesa”, con una identità genitoriale interrotta, che necessita di essere ricollocata all’interno della propria storia e trasformata in nuovo significato. Tutto questo è possibile solo all’interno di uno spazio terapeutico dedicato alla donna e alla coppia, prima dell’aborto e dopo l’aborto.
Interventi utili per il supporto all’IVG sono:
- Terapia cognitivo-comportamentale
- Psicoterapia psicodinamica individuale e di coppia
- Hope Therapy
- Gruppi di supporto e condivisione esperienziale
Il lutto per Morte Endouterina Fetale (MEF)
La MEF (in Italia, dopo la 22ª settimana) è è la morte del feto in utero ed è distinta da aborto interno precoce o morte neonatale post-parto.
Al momento della diagnosi, la madre può provare dolore, paura, rifiuto, oppure desiderare il parto immediato, sentendosi la "bara del figlio".
Questo momento estremamente complesso rappresenta un trauma che richiede adattamento a una nuova realtà dolorosa, dove si deve insieme conoscere e dire addio al figlio desiderato.
Tra le reazioni emotive possibili:
- Rabbia, razionalizzazione difensiva
- Blocco emotivo, “pilota automatico”
- Rifiuto del bambino per paura o shock
L’incontro con il bambino morto è delicato e fondamentale: ciò consente di dare un volto al “bambino immaginario” e permette di costruire ricordi necessari per il lutto. È importante offrire ai genitori la possibilità di avere qualche tempo per conoscerlo e salutarlo, in un ambiente il più possibile protetto. Gli operatori sanitari possono contribuire a dissolvere le paure dei genitori semplicemente descrivendo con onestà e partecipazione cosa aspettarsi dall’incontro col bambino.
Dopo la dimissione, il percorso del lutto prosegue: i genitori affrontano il dolore legato a scelte complesse come la sepoltura, il funerale, con vissuti prolungati di smarrimento e sofferenza.
Il sostegno psicologico al lutto perinatale
Ancora troppo spesso la perdita perinatale viene ridotta a un fatto medico, non riconoscendo l’impatto emotivo sui genitori. Questa lacuna culturale ha contribuito alla scarsa presenza di linee guida cliniche e ricerca psicoterapeutica, malgrado sia riconosciuto il peso devastante del lutto perinatale, specialmente sulla madre.
Conseguenze possibili sono:
- Lutti cronici e complicati
- Depressione, ansia, trauma
- Abuso di sostanze
- Difficoltà di attaccamento in gravidanze successive
- Peggioramento in caso di pregressa vulnerabilità psichica
La psicoterapia può rappresentare uno spazio di convalida del dolore e offrire strumenti per elaborare il lutto. Ogni approccio teorico parte dal riconoscimento della complessità mentale dell’esperienza di perdita. Wenzel descrive come particolarmente efficaci alcune tecniche CBT (Psicoterapia Cognitivo Comportamentale): attivazione comportamentale, ristrutturazione cognitiva, mindfulness e accettazione, che aiutano a contenere autocritica, isolamento e angoscia e a ricostruire strategie di coping più funzionali.
Jaffe, invece, ha elaborato il concetto di storia riproduttiva: la perdita di una gravidanza non è solo biologica, ma è la rottura di un sogno e di un’identità in costruzione, una ferita profonda nel senso di Sé e nel progetto genitoriale immaginato.
L'intervento terapeutico empatico, pertanto, dovrebbe aiutare la coppia:
- a ridefinire la propria storia riproduttiva,
- a ridurre il senso di colpa,
- a superare conflitti e disaccordi legati al lutto,
- a scrivere un nuovo “finale” positivo.
La Hope Therapy o terapia della speranza, invece, deriva dalla CBT e dalla teoria di Snyder e mira a ridefinire obiettivi e superare ostacoli, con focus sul pensiero orientato alla soluzione e sulla narrazione. Numerosi studi ne confermano l’efficacia nel migliorare benessere, ridurre ansia e depressione.
Un altro mezzo che si può usare efficacemente nel lutto perinatale è la scrittura espressiva: secondo Pennebaker, scrivere pensieri ed emozioni sull’evento traumatico consente una rielaborazione profonda, trasformando il dolore in conoscenza di sé e del mondo.
Una risorsa molto utile nel lutto perinatale sono anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto, che generano senso di universalità e riducono la vergogna, oppure le associazioni che offrono orientamento, informazioni e vicinanza
Emozioni e dinamiche psicologiche di una nuova gravidanza dopo un lutto perinatale
Il tempo del lutto è soggettivo e, prima o poi, può emergere nella coppia il desiderio di accogliere un nuovo figlio. Questo momento è vissuto come un intreccio di dolore passato e speranza futura: si può avvertire il bisogno di riempire il vuoto lasciato, la paura di non riuscire, di non essere “abbastanza accoglienti”, di rivivere l’evento traumatico, insieme al desiderio di sentire nuovamente la vita fluire, di incontrare l’unicità di un nuovo figlio,
La OMS raccomanda 6–12 mesi di attesa dopo la perdita, non come sospensione, ma come tempo di cura e ricostruzione.
Spesso la coppia, soprattutto se alla prima esperienza genitoriale, e spinta da una solitudine esistenziale, si sente desiderosa di cercare subito una nuova gravidanza, ignorando lo stato emotivo interno. La gravidanza dopo una perdita è un gioco di equilibri tra vissuti emotivi contrastanti e richiede flessibilità e la considerazione di vari aspetti.
- Le madri possono sviluppare fobie, ipercontrollo, ansia. Le gravidanze dopo una perdita perinatale sono a rischio di disturbi dell'attaccamento prenatale, poiché soprattutto la madre potrebbe posticipare l'attaccamento come meccanismo di autodifesa contro la minaccia di un'altra perdita.
- I padri, spesso, vivono stress intenso, senso di impotenza, iperprotezione rispetto alla partner.
- Alcune coppie per scaramanzia evitano di dare il nome al bambino, acquistare oggetti o comunicare lo stato di gravidanza
Elementi come l’epoca gestazionale della perdita, le visite mediche, il parto o ricorrenze personali possono riattivare memorie traumatiche e rappresentare trigger emotivi.
Il rischio è che il lutto non elaborato influenzi l’attaccamento al nuovo nato o che si trasferisca al nuovo figlio la responsabilità di “riempire” il vuoto lasciato dal bambino perso.
I bambini nati dopo un lutto si definiscono comunemente “bambini arcobaleno” o Rainbow babies. Il “bambino arcobaleno” è simbolo di nuova gioia, ma può portare con sé il peso della “sostituzione” e della responsabilità emotiva: il rischio è che l’unicità del nuovo figlio venga offuscata dall’identità del fratello perduto. Diverse dinamiche psicologiche possono emergere anche nel post partum:
- Felicità per il nuovo arrivo
- Senso di colpa per il bambino perso
- Indegnità e confusione emotiva
Un percorso psicologico dedicato è essenziale per elaborare in modo sano la perdita, accogliere pienamente un nuovo figlio e riconoscere l’unicità del nuovo nato.
Post - Partum
1.ASPETTI MEDICI
Il Puerperio
Il puerperio dura circa sei settimane dopo il parto ed è un periodo di grandi trasformazioni fisiche, ormonali ed emotive.
L’utero si contrae per tornare alle dimensioni normali (involuzione), spesso accompagnato dai cosiddetti morsi uterini. Si osservano perdite vaginali dette lochi, che evolvono da rossi (rubra) a marroni (serosa) fino a biancastri (alba).
Dopo il parto, estrogeni e progesterone crollano, mentre la prolattina sale per favorire la produzione di latte. L’allattamento stimola ossitocina, che aiuta l’utero a contrarsi e velocizzare l’involuzione.
Le emozioni possono oscillare tra la gioia intensa e momenti di tristezza o ansia (baby blues). È fondamentale distinguere questi vissuti da forme più profonde come la depressione post-partum (vedi area psicologica del post partum)
Una buona igiene in questo periodo è indispensabile, soprattutto in caso di episiotomia o taglio cesareo, per prevenire infezioni. Il riposo è vitale per recuperare le energie.
Entro circa 40 giorni dal parto, si consiglia una visita post-partum che include:
- Controllo dell’utero e dei lochi
- Valutazione dei punti di sutura
- Esame ginecologico e del pavimento pelvico
- Supporto per l’allattamento e screening psicologico
- Informazioni sulla contraccezione e il recupero generale
Il Capoparto
Il capoparto è la prima mestruazione dopo il parto e segna il ripristino del normale ciclo mestruale della donna. Il tempo necessario per il suo ritorno può variare in base a diversi fattori, principalmente l'allattamento al seno (senza allattamento generalmente torna entro 6–8 settimane; con allattamento può tardare, anche fino al termine delle poppate).
Il capoparto può essere più abbondante e doloroso, e i primi cicli post-parto spesso sono irregolari.
La prolattina, durante l’allattamento al seno, può inibire l’ovulazione, ma è importante sapere che si può ovulare prima della prima mestruazione, e quindi restare incinta.
LA SESSUALITA’ E LA CONTRACCEZIONE DOPO IL PARTO
La sessualità post-partum è una riscoperta lenta e delicata, riflettendo sia i processi fisiologici che quelli emotivi.
E’ importante considerare alcuni aspetti:
- Si consiglia di attendere 4–6 settimane per la ripresa dei rapporti sessuali, per consentire la guarigione dell’utero e delle eventuali ferite.
- La riduzione degli estrogeni, soprattutto durante l’allattamento, può causare fastidi come secchezza vaginale; i lubrificanti a base d’acqua possono offrire sollievo.
- Suture e lesioni possono influire sul comfort dei rapporti.
- Stanchezza, trasformazioni corporee e il nuovo ruolo genitoriale possono diminuire il desiderio sessuale: la comunicazione col partner è fondamentale.
- Anche in assenza del capoparto, si può ovulare. Consultare il medico è importante per trovare metodi contraccettivi sicuri, compatibili con l’allattamento.
LA NUTRIZIONE NEL POST-PARTUM
La nutrizione dopo il parto è fondamentale per il benessere della madre e del neonato. In questo periodo di trasformazione, mangiare bene significa prendersi cura di sé, rigenerare il corpo e adattarsi alla nuova identità materna.
Per la mamma
- Aumentano i bisogni energetici e nutrizionali (soprattutto se allatta)
- Necessari: ferro, calcio, vitamine D, B12, acido folico, zinco
- Frutta e verdura aiutano a contrastare lo stress ossidativo
- Consigliati: cereali integrali, legumi, pesce azzurro, uova, verdure, agrumi, yogurt/kefir
Per il neonato
- L’alimentazione della mamma influisce sulla qualità del latte
- L’allattamento favorisce lo sviluppo neurologico, immunitario e metabolico e permette la trasmissione di sapori e microbi che “educano” l’intestino del neonato
- Importanti: vitamina B12, omega-3 e vitamina D (su indicazione pediatrica)
Gli aspetti psicologici sono determinanti nel rapporto con il cibo nella fase post-partum. L’alimentazione è condizionata da ansia, stanchezza, baby blues, cambiamenti dell’immagine corporea. E’ importante per la neo-mamma mantenere il focus su flessibilità ed equilibrio personale, non puntando solo al “ritorno in forma”, ma al benessere globale
Il nutrizionista in questa fase aiuta nel recupero fisico e nel sostegno all’allattamento, previene carenze, gestisce il peso corporeo e supporta la salute mentale, propone piani personalizzati e adatti allo stile di vita materno.
LA VALUTAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO NEL POST-PARTUM
La valutazione del pavimento pelvico dopo il parto è fondamentale per preservare la salute globale della donna. Questa analisi consente di prevenire disturbi come incontinenza, dolori pelvici, disfunzioni sessuali e prolassi.
Chi la esegue
- Fisioterapisti specializzati in riabilitazione pelvica
- Ostetriche con competenze perineali
- Ginecologi (di solito come consulenti)
Quando farla
- 6–8 settimane dopo parto vaginale
- 8–10 settimane dopo parto cesareo
(Tempi variabili in base alla storia clinica e alle eventuali complicazioni)
Cosa previene
- Incontinenza urinaria e fecale
- Prolasso (vescica, utero, retto)
- Dolore sessuale (dispareunia)
- Diastasi addominale e disfunzioni muscolari
Come si svolge
- Colloquio su gravidanza, parto, sintomi
- Esame posturale e respiratorio
- Valutazione esterna su cicatrici e tono muscolare
- Esame interno (se indicato) per valutare contrazione, rilassamento, dolore e stabilità
La valutazione del pavimento pelvico nel post-partum è importante perché aiuta il recupero fisico e psico-emotivo, previene cronicizzazioni e patologie, favorisce il ritorno all’attività sessuale e motoria in modo sicuro, promuove la consapevolezza del corpo e l’autonomia nella cura di sé
2.ASPETTI PSICOLOGICI
BABY BLUES SINDROME E DEPRESSIONE POST PARTUM
La nascita di un figlio rappresenta una rivoluzione interiore, ma non sempre è solo fonte di gioia ed emozioni positive. Il rapido calo ormonale, la mancanza di sonno, i postumi fisici e la vita che ruota tutta attorno al bambino possono metter a dura prova le neomamme, che frequentemente si trovano a provare un po' di ansia, tristezza o senso di sopraffazione. Anche se entrambe le condizioni rientrano nella classificazione dei "Disturbi dell'umore post partum", che comprendono una gamma di esperienze legate all'umore che si verificano entro il primo anno dopo il parto, è necessario saper distinguere tra baby blues e depressione post-partum (DPP).
Baby blues / Maternity blues
Con questo termine si intende uno stato transitorio di tristezza, pianto, irritabilità, comune al 50–80% delle puerpere. È una risposta fisiologica ai cambiamenti ormonali e psichici che inizia solitamente entro i primi giorni dopo il parto tende a risolversi spontaneamente entro le 2 settimane dal parto. I sintomi sono oscillazioni dell’umore, irritabilità, stanchezza, disturbi del sonno che non alterano, comunque, la funzionalità quotidiana.
Il baby blues non richiede trattamento, ma sono consigliati riposo, supporto nella gestione del neonato ascolto, tecniche di rilassamento, condivisione con gruppi di genitori. In ogni caso, se non osservato con cura, aumenta il rischio (x3) di sviluppare la Depressione Post Partum.
Depressione post partum
Si tratta di una seria condizione clinica che colpisce circa il 10-15% delle donne e che può insorgere in qualsiasi momento entro il primo anno dal parto, richiedendo intervento specialistico. La depressione post partum ha criteri diagnostici specifici delineati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) e viene diagnosticata secondo le stesse linee guida del Disturbo Depressivo Maggiore. I sintomi sono tristezza persistente, senso di inadeguatezza, disperazione, distacco dal neonato, insonnia, pensieri di farsi male o fare male al bambino e la durata può essere di settimane o mesi, se non trattata. I sintomi influiscono sulle attività quotidiane, sulle relazioni e sulla capacità di prendersi cura del bambino.
È fondamentale effettuare uno screening precoce, anche in gravidanza, per rilevare i fattori di vulnerabilità: età (inferiore a 18 anni e superiore a 40 anni), condizioni di fragilità socio-economica, esperienze traumatiche, assenza di supporto sociale, PMA, parto negativo, situazioni di stress ambientale, nascita pretermine, consumo di sostanze.
La DPP richiede uno specifico trattamento e di un approccio integrato come psicoterapia, farmacoterapia, modifiche dello stile di vita. Se non trattata, può interferire con l’attaccamento e la sintonizzazione emotiva con il figlio, con ripercussioni sullo sviluppo cognitivo e relazionale. Serve tempo, aiuto e spazio per guarire, e serve ricordarsi che chiedere supporto non è debolezza, ma scelta di amore e responsabilità.
PSICOSI POST PARTUM
La psicosi postpartum o psicosi puerperale è una condizione grave ma rara (1–2 casi ogni 1.000 nascite) che insorge generalmente entro 2–3 giorni dal parto e necessita di intervento medico urgente per proteggere la madre e il neonato.
I sintomi principali sono gravi e spaventosi per la donna:
- Allucinazioni uditive (es. voci minacciose)
- Deliri, spesso centrati sul bambino
- Disorientamento spazio-temporale
- Oscillazioni estreme dell’umore
- Pensieri suicidari o violenti verso il bambino
Anche se le cause esatte dello sviluppo di una psicosi post partum non sono conosciute, sono stati evidenziati in letteratura alcuni fattori di rischio:
- Storia di disturbo bipolare (personale o familiare)
- Psicosi postpartum pregressa
- Disturbo schizoaffettivo o schizofrenia pregresso
- Interruzione di farmaci psichiatrici in gravidanza
- Prima gravidanza, deprivazione di sonno, sensibilità ormonale
Il trattamento richiede ricovero specialistico, farmaci antipsicotici e stabilizzatori dell’umore fondamentali per la stabilizzazione.
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO POST PARTUM (DOC-PP)
Si manifesta nelle prime 6–8 settimane dopo il parto, con una prevalenza variabile tra il 2% e il 24% delle neomamme. Chi ha già sofferto di DOC può sperimentare un peggioramento fino al 70% dei casi.
Le caratteristiche distintive di questa condizione sono:
- Ossessioni: pensieri e preoccupazioni costanti legate alla salute, all’igiene o alla sicurezza del bambino
- Compulsioni: comportamenti di controllo, pulizia eccessiva, evitamento
Tra i fattori di rischio vi sono:
- Familiarità o storia personale di DOC o disturbi dell’umore
- Disturbi di personalità (ossessivo-compulsivo, evitante)
- Prima gravidanza, complicazioni gestazionali
- Interruzione di terapie farmacologiche in gravidanza
Il trattamento del DOC post partum è necessario e può comprendere la psicoterapia cognitivo-comportamentale e l’utilizzo di farmaci antidepressivi per regolare i neurotrasmettitori coinvolti
PARTO TRAUMATICO E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE
Il parto è un evento potente e travolgente e può essere vissuto, in alcune circostanze, come evento traumatico, generando sintomi da Disturbo Post-Traumatico (definito anche Sindrome da stress post traumatico correlato al parto- Childbirth- Related Post-traumatic Stress Disorder- CB-PTSD),. Questo può accadere a causa di eventi inattesi durante il parto che creano preoccupazioni, paure, rischio per la sopravvivenza fisica propria e del bambino, dolore, stress intenso e/o rendono necessario l’intervento del personale sanitario a più livelli, in un momento di fragilità fisica e psichica.
Il trauma fisico da parto si riferisce a lesioni da parto (ad es. il bambino rimane bloccato nel canale del parto), complicazioni (es. induzione, cesareo d’urgenza, lacerazioni, emorragie), interventi invasivi o emergenze vitali
Il trauma da parto di natura psicologica, invece, può riguardare la separazione precoce dal neonato (es. ricovero in TIN), la mancanza di supporto dal personale sanitario o dalla rete affettiva, la percezione di perdita di controllo durante il parto, la violenza ostetrica o un parto molto diverso dalle attese
Fattori di rischio per il trauma da parto sono:
- Esperienze traumatiche pregresse (aborto, abusi, lutti)
- Disturbi mentali preesistenti (depressione, ansia, Disturbo Post Traumatico da Stress)
- Stile di attaccamento materno insicuro-evitante o insicuro-preoccupato
- Parto traumatico precedente.
I sintomi principali sono:
- Flashback, incubi, pensieri intrusivi
- Evitamento, amnesia parziale, disagio verso stimoli legati al parto
- Iperarousal (iper-vigilanza, irritabilità, difficoltà di concentrazione)
- Dissociazione, sintomi fisici (nausea, sudorazione, tremori)
- Colpa, vergogna, bassa autostima, ansia per il bambino
Conseguenze psicologiche a lungo termine possono essere:
- Difficoltà a instaurare il ruolo materno e nella relazione col neonato
- Sentimenti di fallimento, circoli di pensieri negativi
- Tocofobia (terrore della gravidanza/parto), evitamento ossessivo di nuove gravidanze
- Depressione postnatale, ideazione suicidaria
- Uso di sostanze, disconnessione dal corpo, isolamento relazionale
Il PTSD post-partum è ancora sottodiagnosticato e non oggetto di screening sistematico.
Ricerche recenti mostrano come sintomi comuni del post-partum (stanchezza, insonnia) possano mimetizzare o sovrastimare il PTSD.
Superare le conseguenze di un parto traumatico significa darsi la possibilità di elaborare e trasformare i vissuti e i ricordi dell’evento, liberandosi di sensi di colpa e vissuti di inadeguatezza. Si tratta di un processo complesso e doloroso che quasi sempre necessita dell’aiuto di un professionista della salute mentale. I trattamenti principali includono la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) focalizzata sul trauma, la tecnica EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione con movimenti oculari), i gruppi di supporto tra pari e le tecniche di rilassamento (mindfulness, psicoyoga)
EMOZIONI DEI GENITORI NEL POST PARTUM
La nascita di un bambino implica profondi cambiamenti fisici, emotivi e relazionali, coinvolgendo non solo la madre, ma anche il padre e la nuova configurazione familiare. Nei primi giorni dopo la nascita, al ritorno a casa, tutti e tre i componenti della nuova famiglia devono adattarsi ad una situazione nuova e questo adattamento reciproco continuerà per diverso tempo. Il neonato è da subito una persona distinta, anche se inizialmente vissuta come parte di sé e l’ingresso nella genitorialità è immediato, senza transizione: si diventa e si è genitori nello stesso istante.
Nel post-partum tutte le emozioni sono intense ed è normale sentirsi sconvolti e spaesati nei nuovi gesti di accudimento del neonato, che dipende totalmente dai genitori.
Spesso, i neogenitori vivono un senso di inadeguatezza e ciò è in relazione alla self efficacy o autoefficacia percepita, che influenza la gestione dello stress e l’adattamento al ruolo genitoriale
A livello emotivo può essere normale non “sentire subito la scintilla” con il proprio bambino: il legame affettivo si costruisce nel tempo ed è importante concedersi il giusto tempo e spazio per adattarsi a questa nuova vita e questo nuovo ruolo di genitori, per costruire una nuova identità.
La madre nel post-partum, in particolare, si confronta con la perdita della gravidanza e deve ricostruire la propria identità corporea, deve rinunciare ad alcuni vantaggi simbolici della gestazione e deve adattarsi a una nuova routine. La neo-mamma rischia di vivere solitudine, ansia, isolamento, soprattutto senza una rete di supporto e può manifestare Baby Blues (transitorio) o depressione post-partum (condizione clinica).
Per quanto riguarda il papà, la paternità oggi è sempre più condivisa e non marginale. Anche il papà può sperimentare depressione post-partum (fino al 10% dei casi) e può sentirsi escluso o marginalizzato nella relazione madre–bambino; è essenziale che trovi il proprio spazio affettivo e pratico nel prendersi cura del figlio, così come il supporto reciproco nella coppia è fondamentale per il benessere della famiglia.
Il nuovo assetto della coppia dopo la nascita di un figlio
Con l’arrivo di un figlio la coppia compie un importante compito di sviluppo, cioè passa da diade a triade, trasformandosi in una “famiglia”. L’arrivo del bambino può rinforzare la coesione oppure generare tensioni e conflitti, in quanto le richieste del neonato rischiano di saturare il tempo e lo spazio della relazione. La difficoltà può essere anche quella di abbandonare le vecchie modalità relazionali in favore di nuove più funzionali, oppure possono comparire ansie e paure di non riuscire ad assolvere adeguatamente il ruolo genitoriale e allo stesso tempo di perdere la coppia.
In seguito alla nascita di un figlio è necessario creare confini chiari tra il legame di coppia e il ruolo genitoriale, in quanto una coppia soddisfatta è più capace di offrire un ambiente sereno per lo sviluppo del bambino
La sessualità di coppia nel post partum
Dopo il parto, anche la sessualità nella coppia vive una trasformazione profonda, influenzata da fattori fisici, ormonali, emotivi e psicologici che possono impattare negativamente sul desiderio e l’intimità o sulla comparsa di disfunzioni sessuali.
Nelle coppie la ripresa dei rapporti sessuali avviene in media dopo 1,9 mesi e il desiderio sessuale tende a tornare entro 3 mesi, ma con ampia variabilità soggettiva. I postumi del parto (dolore, cicatrici, punti), stanchezza e privazione di sonno influiscono sulla libido). Anche le fluttuazioni ormonali (calo del progesterone e aumento della prolattina e ossitocina) causano, spesso, calo della libido, secchezza vaginale e umore instabile. Questi cambiamenti biologici favoriscono l’accudimento del neonato, riducendo temporaneamente l’interesse sessuale.
Emotivamente, per molte neo-mamme la nuova responsabilità di prendersi cura di un neonato può essere travolgente e assorbire completamente a livello mentale. La donna, inoltre, può sentirsi bloccata dalla paura della penetrazione e insicura a causa dei cambiamenti corporei. La dispareunia (dolore genitale durante il rapporto) è frequente, specie in caso di episiotomia, traumi perineali, uso di ventosa o forcipe. Per la mamma fattori aggiuntivi possono essere l’overtouching (percezione di una saturazione del contatto fisico, soprattutto a fine giornata, che riduce la disponibilità alla tenerezza fisica)e condizioni come la Depressione post-partum o l’ansia, che possono prolungare il calo del desiderio
Anche nei padri il cambiamento della relazione, il sentirsi marginalizzati o timorosi di provocare dolore può ridurre il desiderio sessuale.
In questa delicata fase risulta fondamentale la comunicazione in coppia e la gradualità del riavvicinamento, per condividere sensazioni e paure, È importante riscoprire l’intimità anche in forma non sessuale: carezze, abbracci, condivisione. Il riavvicinamento fisico deve essere graduale e rispettoso dei bisogni di entrambi i partner.
Se le difficoltà persistono, è consigliabile consultare uno Psico-sessuologo e/o il ginecologo.
ALLATTAMENTO, EMOZIONI E SALUTE MENTALE
L’allattamento è una pratica naturale e fisiologica che rappresenta molto più della sola nutrizione: è interazione, legame, crescita emotiva e cognitiva. Nonostante allattare sia la norma biologica, che accomuna tutti i mammiferi, da una parte sembra che l’allattamento al seno sia una “scoperta” recente, da incentivare e divulgare, creando una divisione tra mamme “di serie A” e mamme “di serie B”. Questo può creare senso di colpa nelle mamme e caricarle di aspettative sociali. Il messaggio che dovrebbe passare è che il latte materno è semplicemente il modo naturale di nutrire e accudire i bambini.
Si può certamente scegliere di non allattare per svariati motivi e nessuna mamma dovrebbe essere giudicata per questo, così come non dovrebbe essere oggetto di stigma e colpevolizzazione un allattamento che prosegue dopo i due anni.
Spesso i papà non sono abbastanza informati e sottovalutano l’importanza dell’allattamento al seno, non vivendo l’esperienza della vicinanza fisica e della soddisfazione emotiva che sperimenta la mamma; inoltre è facile che il papà si senta escluso dal rapporto di allattamento.
WHO e Società scientifiche raccomandano l’allattamento esclusivo per 6 mesi, poi insieme ad altri alimenti fino a 2 anni e oltre, secondo il desiderio di mamma e bambino È una pratica che non ostacola lo sviluppo dell’autonomia del bambino né il benessere mentale della madre, anzi favorisce positivamente entrambi.
Numerosi sono i Benefici fisiologici e psicologici dell’allattamento al seno:
Per il bambino
- Riduce gastroenteriti, infezioni respiratorie, allergie, otiti, occlusioni intestinali, rischio di diabete e tumori linfatici
- Migliora sviluppo visivo, psicomotorio, intestinale e conformazione orale
- Il latte adatta la propria composizione nel tempo, in modo unico e personalizzato per quel bambino.
- Il latte materno cambia durante il giorno e triptofano e melatonina aiutano il neonato a rilassarsi e riaddormentarsi.
Per la mamma
- Favorisce la contrazione dell’utero e il ritorno alla normalità
- Aiuta a perdere peso e riduce il rischio di osteoporosi e tumori
- Stimola ossitocina e prolattina, favorendo una maggiore resilienza allo stress, rilassamento e legame emotivo col bambino.
- La prolattina notturna migliora il sonno profondo della mamma.
- Il cortisolo è ridotto sia nella madre che nel bambino, con un minore rischio di disturbi psichiatrici
Allattamento, Depressione e Disturbi Mentali
Le interazioni esistenti fra Depressione Post Partum e allattamento sono complesse e controverse e si basano su vari possibili fattori: una percezione limitata della propria autoefficacia, le eventuali difficoltà di avvio e mantenimento dell’allattamento, condizioni mediche della madre e/o del bambino ostacolanti, la disponibilità o meno di un supporto sociale e familiare. Vi è tuttavia consenso sul fatto che un allattamento ben sostenuto sia un fattore protettivo nei confronti dell’insorgenza di disagio mentale nella donna ed in particolare di DPP.
Il positivo effetto dell’allattamento sulla salute mentale è alla base della raccomandazione di promuovere l’allattamento senza incertezze nelle donne con antecedenti depressivi o d’ansia e addirittura nelle donne con franca DPP, ma si rendono necessari supervisione e supporto, sia in famiglia sia da parte dei servizi sanitari (WHO 2022).
Tuttavia, le emozioni della mamma durante l’allattamento possono essere intense e ambivalenti: da gioia e appagamento a ansia, senso di colpa e frustrazione. Difficoltà iniziali (ragadi, frenulo corto, scarsa informazione o supporto) possono mettere a dura prova la fiducia della mamma e l’impegno richiesto dall’allattamento a richiesta può provocare stress, senso di sacrificio e difficoltà nella gestione quotidiana.
- È fondamentale accogliere tutte le emozioni senza giudizio e supportare le mamme con informazioni e accompagnamento personalizzato.
- È cruciale offrire informazioni corrette sulla fisiologia dell’allattamento e sulle pratiche (attacco, conservazione, tiralatte, ritorno al lavoro)
- Il sostegno emotivo e pratico da parte del partner, della famiglia e dei professionisti è determinante
- Occorre contrastare pregiudizi e stereotipi culturali, promuovendo l’empowerment della madre e la fiducia nel proprio percorso
- Le mamme possono essere seguite da ostetriche, associazioni o consulenti IBCLC per ricevere un accompagnamento rispettoso e personalizzato
IL BAMBINO PREMATURO E LA TIN: VISSUTI EMOTIVI DEI GENITORI
La nascita di un bambino prematuro, cioè prima della 37ª settimana gestazionale, può rappresentare un vero e proprio stravolgimento nella vita della famiglia. Esistono diversi gradi di prematurità: si parla di neonati molto pretermine se nati prima delle 32 settimane, e di neonati estremamente pretermine se la nascita avviene prima della 28ª settimana. Nei paesi industrializzati, circa il 5-7% delle nascite sono pretermine, e le cause possono essere varie: dal travaglio spontaneo anticipato a fattori strutturali come malformazioni uterine, fino a componenti sociali ed economiche.
Per il neonato, nascere prematuramente significa affrontare un percorso più vulnerabile e complesso. Il rischio di complicazioni respiratorie, neurologiche, epatiche e renali è molto alto, e il parto pretermine è responsabile di una quota significativa di mortalità neonatale e di sequele neurologiche a lungo termine. Ma la fragilità non riguarda solo il bambino: anche i genitori si ritrovano in una condizione psicologica “prematura”, colti di sorpresa da un evento che interrompe bruscamente il processo emotivo e mentale della gravidanza. Invece di avere il tempo di passare dal bambino immaginato a quello reale, si trovano improvvisamente a dover affrontare una realtà difficile e dolorosa.
La degenza in terapia intensiva neonatale (TIN) è spesso lunga e carica di emozioni forti: paura, senso di impotenza, rabbia, ma anche tenerezza e speranza. I genitori osservano il loro bambino piccolo, a volte minuscolo, chiuso dentro un incubatore, attaccato a macchinari e monitor, assistito da medici e infermieri, ma impossibilitati a stringerlo, a toccarlo liberamente. Questo distacco può rendere più faticoso il processo di attaccamento e alimentare vissuti traumatici che durano nel tempo.
L’incontro tra le emozioni intense e la realtà ospedaliera può portare a una vera e propria sintomatologia da stress post-traumatico, con sentimenti di alienazione, perdita di controllo, perdita del ruolo di responsabilità genitoriale, depressione e ansia.
Vi sono, inoltre, alcuni vissuti comuni nei genitori che vivono l’esperienza della TIN:
- Confusione, paura, stordimento
- Incredulità e negazione
- Sensazione di essere fuori dal tempo e dalla realtà (out of the time)
- Forte stress per l’aspetto fisico del bambino
Le emozioni del papà
Il papà spesso assume un ruolo centrale fin da subito: è il primo a vedere il bambino, quello che riceve le prime informazioni mediche e deve prendere decisioni importanti. È anche colui che fa da ponte tra reparto e famiglia, cercando di proteggere la partner ancora provata dal parto. Ma anche per lui lo stress può essere altissimo, vissuto come una scissione tra il bisogno di stare accanto al neonato e quello di supportare la mamma.
Le emozioni della mamma
Per la mamma, invece, il senso di colpa può essere devastante. Spesso si percepisce come “inadeguata”, come se non fosse riuscita a svolgere il suo compito di portare a termine la gravidanza. La separazione fisica dal bambino, che talvolta non può essere né immaginato né rappresentato, genera una sensazione di vuoto, e solo quando lo terrà in braccio per la prima volta potrà sentirlo davvero come “suo”.
Il periodo della degenza in TIN
Durante la permanenza in TIN, i genitori vivono un tempo sospeso: il futuro diventa incerto e la quotidianità si frammenta in piccoli obiettivi intermedi, come la rimozione dell’ossigeno o la crescita in peso. Lo staff medico è al tempo stesso fonte di salvezza e di tensione, perché da un lato salva la vita al bambino, dall’altro ne regola l’accesso e ne determina la cura. I genitori possono vivere sentimenti ambivalenti di riconoscenza e rabbia.
La riappropriazione del ruolo di caregiver
Quando il bambino diventa più autonomo e può finalmente uscire dall’incubatrice, per i genitori comincia un altro tipo di viaggio: quello della riappropriazione del ruolo di caregiver. Dopo settimane di delega alla struttura ospedaliera, è normale sentirsi insicuri, quasi estranei, avere difficoltà ad entrare in contatto col bambino. Eppure, piccoli gesti come portare il proprio latte al neonato o tenerlo in braccio con la tecnica del "skin-to-skin" diventano potenti strumenti di riconnessione emotiva. Il contatto fisico, il calore, lo sguardo ravvicinato sono esperienze che curano e rinsaldano il legame.
Il supporto psicologico ai genitori di bambini prematuri
È qui che il supporto psicologico può fare la differenza. Aiutare i genitori a pensare le proprie emozioni, dare loro uno spazio sicuro dove esprimere paure, fragilità e speranze, è essenziale per elaborare il trauma e costruire una relazione di attaccamento sana. Il lavoro degli psicologi all’interno della TIN è volto proprio a questo: sostenere la genitorialità, favorire il ruolo attivo dei genitori e prevenire gli effetti negativi di un inizio così difficile.
I GENITORI DI FRONTE ALLA DIAGNOSI DI DISABILITA’ DOPO LA NASCITA
La scoperta di una disabilità nel proprio figlio, sia al momento del parto che nei giorni successivi, può rappresentare un trauma profondo per i genitori, scatenando un vissuto emotivo complesso e unico. L’impatto iniziale è spesso caratterizzato da shock, smarrimento, incredulità e dolore. I genitori si confrontano con il lutto di un’attesa che viene interrotta: non è la perdita del bambino in sé, ma del bambino immaginato, dei progetti e dei sogni che ne avevano accompagnato l’attesa.
In questa fase possono insorgere nei genitori domande dolorose e un senso di colpa: si interrogano sul proprio ruolo, sulle scelte fatte e su eventuali errori compiuti. Emergono forti angosce legate all’incertezza sul futuro: è difficile prevedere cosa sarà possibile, quali limiti verranno imposti, quali saranno le sfide da affrontare e come costruire una quotidianità, senza punti di riferimento.
Uno degli aspetti centrali è la comunicazione della diagnosi: quando è chiara, empatica e completa, può aiutare i genitori ad orientarsi e sentirsi meno soli; viceversa, un approccio freddo o frammentato può aggravare il trauma e generare sfiducia.
La solitudine è spesso un’emozione dominante nelle fasi iniziali. I genitori si ritrovano a dover affrontare una condizione sconosciuta, senza strumenti, e talvolta con scarsa preparazione da parte della rete familiare e sociale. È però importante riconoscere che ogni famiglia ha risorse proprie e un tempo personale per elaborare e adattarsi alla nuova realtà. L’accettazione non è un processo lineare né immediato: fasi di ansia, negazione o illusoria minimizzazione fanno parte del cammino.
Paradossalmente, proprio la speranza – anche se fragile o idealizzata – aiuta molti genitori ad investire energie nella cura, nel legame e nella crescita del loro bambino. Con il passare del tempo, e grazie al sostegno di professionisti, reti sociali e relazioni significative, molte famiglie scoprono una forza inattesa, imparano a guardare oltre la diagnosi e a costruire una relazione autentica con il loro bambino, riconoscendone unicità, valore e bellezza.
CONSULENZE SPECIALISTICHE NEL POST PARTUM (da remoto, dal vivo e domiciliari)
- Pediatria neonatale
- Osteopatia neonatal
- Osteopatia e diastasi addominale post partum
- Riabilitazione pavimento pelvico post partum
- Endocrinologia materna post partum
- Nutrizione materna nell’allattamento
- Consulenza sull’allattamento (IBCLC)
- Consulenza sul sonno del neonato
- Consulenza Baby-wearing
- Puericultrice
- “Torniamo in forma” e nutrizione
Bibliografia, Filmografia e Letture consigliate
- Beebe B, Lachmann FM. The Origins of Attachment: Infant Research and Adult Treatment. New
York: Routledge; 2014. - Stern D. N., Bruschweiler Stern N., Freeland A., Nascita di una madre. Come l'esperienza della maternità cambia una donna, Mondadori, 2017
- Scabini E., Cigoli V., Il famigliare, Raffaello Cortina, 2000
- Tambelli R, Odorisio F, Ammaniti M. Ricerche Nella mente del genitore : un confronto sulle
narrazioni materne e paterne in gravidanza In the mind of the parent : Infanz e Adolesc.
2010;9(3):123-134. doi:10.1710/535.6402. - Recalcati M.Le mani della madre, Feltrinelli, 2015
- O'Connell M. A., Leahy-Warren P., Khashan A. S., Kenny L. C., O'Neill S. M., Worldwide prevalence of tocophobia in pregnant women: systematic review and meta-analysis, Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, Volume 96, Issue 8, 2017
- Pazzagli C, Laghezza L, Capurso M, Sommella C, Lelli F, Mazzeschi C. Antecedents and consequences of fear of childbirth in nulliparous and parous women. Infant Ment Health J. 2015
- Creedy, DK, Shochet, IM, and Horsfall, J. Childbirth and the development of acute trauma symptoms: Incidence and contributing factors. Birth-Issues in Perinatal Care 27 (2) 104-111, 2000
- Yildiz PD, Ayers S, Phillips L. The prevalence of posttraumatic stress disorder in pregnancy and after birth: a systematic review and meta-analysis. J Affect Disord. 2017
- American Psychiatric Association. Maternal Mental Health: A Brief Look at the Impact of Birth Trauma (https://www.psychiatry.org/news-room/apa-blogs/maternal-mental-health-and-birth-trauma). Last updated 5/2023. Accessed 9/17/2024.
- Horsch A., Brooks C., Fletcher H., 2013. Maternal coping, appraisals and adjustment following diagnosis of fetal anomaly. Prenat. Diagn. 33, 1137-1145, 2013
- Howard L.M., Molyneaux E., Dennis C.L., Rochat T., Stein A., Milgrom J., Perinatal mental health - Non-psychotic mental disorders in the perinatal period. Lancet 384, 1775-1788, 2014
- Ayers S., Wright D. B., Thornton A., Development of a Measure of Postpartum PTSD: The City Birth Trauma ScaleFront. Psychiatry,Sec. Psychopathology, Volume 9 – 2018
- MacKinnon A. L.,Houazene S.,Robins S.,Feeley N., Zelkowitz P., Maternal Attachment Style, Interpersonal Trauma History, and Childbirth-Related Post-traumatic StressFront. Psychol. ,Sec. Psychopathology Volume 9 – 2018
- Owusu Sarfo J., Segalo P., Mothers’ Psychological Trauma Experiences Associated With Preterm Pregnancy, Birth, and Care: A Qualitative Study Indian Journal of Psychological Medicine, Volume XX, Issue X, 2024
- Foss S., Petty C.R., Howell C., Mendonca J., Bosse A., Waber D. P., Wright R. J., Bosquet Enlow M., Associations Among Maternal Lifetime Trauma, Psychological Symptoms in Pregnancy, and Infant Stress Reactivity and RegulationDev Psychopathol. 2023 October
- Mackle T. , Colodro‑Conde L., Bennett E., Kothari A., De Dassel T., Braun A., Pope A., Bruxner G., Medland S. E., Patterson S., “Echoes of a dark past” is a history of maternal childhood maltreatment a perinatal risk factor for pregnancy and postpartum trauma experiences? A longitudinal study, BMC Pregnancy and Childbirth, 2023
- Bosquet Enlow M, Kitts RL, Blood E, Bizarro A, Hofmeister M, & Wright RJ, Maternal posttraumatic stress symptoms and infant emotional reactivity and emotion regulation. Infant Behavior and Development, 2011, doi:10.1016/j.infbeh.2011.07.007 [PubMed: 21862136]
- Bush NR, Jones-Mason K, Coccia M, Caron Z, Alkon A, Thomas M, Coleman-Phox K, Wadhwa PD,
Laraia BA, Adler NE, & Adler NE, Effects of pre-and postnatal maternal stress on infant
temperament and autonomic nervous system reactivity and regulation in a diverse, low-income
population. Development and Psychopathology, 29, 2017. - Pellai A. L’attesa. Il percorso emotivo della gravidanza. Trento, Erikson, 2013
- Pellai A., Da uomo a padre, Il percorso emotivo della paternità, Mondadori, 2019
- Ammaniti M., Candelori C., Pola M., Tambelli, R. Maternità e gravidanza. Studio delle rappresentazioni materne. Milano, Raffaello Cortina Editore, 1995
- Bortolotti A., E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, Il leone verde, 2010
- Trigo M., Postpartum depression: How it differs from the “baby blues”. Cambridge University Press, 2021
- Leach P., Il bambino dalla nascita ai 6 anni, Mondadori, 2011
- Cozza G., Quando l’attesa si interrompe. Riflessioni e testimonianze sulla perdita prenatale, Il leone verde, 2010
- Hodgson J., McClaren B. J., Parental experiences after prenatal diagnosis of fetal abnormality, Semin Fetal Neonatal Med, 2018
- McCoyd J., M., L., Pregnancy interrupted: loss of a desired pregnancy after diagnosis of fetal anomaly, J Psychosom Obstet Gynaecol, 2007
- Charlotte Wool, Systematic review of the literature: parental outcomes after diagnosis of fetal anomaly, Adv Neonatal Care, 2011
- Côté-Arsenault D., Denney-Koelsch E., "Have no regrets:" Parents' experiences and developmental tasks in pregnancy with a lethal fetal diagnosis, Soc Sci Med, 2016
- Aurora Oftedal, Mona Bekkhus, Guttorm Nils Haugen, Nikolai Olavi Czajkowski, Anne Kaasen, The impact of diagnosed fetal anomaly, diagnostic severity and prognostic ambiguity on parental depression and traumatic, stress: a prospective longitudinal cohort study, Acta Obstet Gynecol Scand. 2022
- Jaffe J., Reproductive trauma: Psychotherapy for pregnancy loss and infertility clients from a reproductive story perspective. Psychotherapy (Chic), 2017 Dec
- Ravaldi C., Vannacci A., La gestione clinica del lutto perinatale: strategie di intervento e linee guida internazionali, 2009
- Kersting, A., & Wagner, B. Complicated grief after perinatal loss. Dialogues in Clinical Neuroscience, 2012
- Korenromp, M. J., Page-Christiaens, G. C., van den Bout, J., Mulder, E. J., Hunfeld, J. A., Bilardo, C. M., Offermans, J. P., & Visser, G. H.Psychological consequences of termination of pregnancy for fetal anomaly: similarities and differences between partners. Prenatal diagnosis, 2005
- Volta, A., Bussolati, N., Capuano, C., Ferraroni, E., Novelli, D., Pisani, F. Paternità: un’indagine sulle emozioni dei nuovi padri. Quaderni acp, 13:146-9., 2006.
- Henderson, A. D. e Brouse, A.J.The experiences of new fathers during the first 3 weeks of life. Journal of Advanced Nursing,1991.
- Malagoli Togliatti M., Lubrano Lavadera A., Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia, Il Mulino, 2002
- ALLATTAMENTO e PROMOZIONE della SALUTE MATERNO-INFANTILE: FOCUS sulla SALUTE MENTALE- Position Statement, Ministero della Salute febbraio 2023
- Henshaw EJ, Fried R, Siskind E, Newhouse L, Cooper M. Breastfeeding Self-Efficacy, Mood, and Breastfeeding Outcomes among Primiparous Women. J Hum Lact. 2015 ,Aug;31(3):511-8.
- Alimi R, Azmoude E, Moradi M, Zamani M. The Association of Breastfeeding with a Re duced Risk of Postpartum Depression: A Systematic Review and Meta-Analysis. Breastfeed Med. 2022 Apr;17(4):290-296.
- Dias CC, Figueiredo B. Breastfeeding and depression: a systematic review of the litera ture. J Affect Disord. 2015 Jan 15;171:142-54
- World Health Organization. WHO recommendations on maternal and newborn care for a positive postnatal experience. Geneva: WHO 2022a
- Taj R, Sikander KS. Effects of maternal depression on breastfeeding. J Pakistani Med Assoc 2003;53:8-11.
- “Allattare al seno: un investimento per la vita”. Opuscolo del Ministero della Salute, 2019
- Cattaneo A, et al. Kangaroo mother care for low birthweight infants: a randomised controlled trial in different settings. Acta Paediatrica, 1998, 87: 976-985
- Lee SK, O’Brien K. Parents as primary caregivers in the neonatal intensive care unit. CMAJ.
2014;186(11):845-847. doi:10.1503/cmaj.130818 - Jotzo M, Poets CF. Helping parents cope with the trauma of premature birth: an evaluation of a
trauma-preventive psychological intervention. Pediatrics. 2005;115(4):915-919.
doi:10.1542/peds.2004-0370. - Lefkowitz DS, Baxt C, Evans JR. Prevalence and correlates of posttraumatic stress and postpartum
depression in parents of infants in the Neonatal Intensive Care Unit (NICU). J Clin Psychol Med
Settings. 2010;17(3):230-237. doi:10.1007/s10880-010-9202-7 - Stefana A. & Lavelli M. I genitori dei bambini prematuri. Una prospettiva psicodinamica. Medico e Bambino 2016, 5: 327-332.
- Latmiral S. & Lombardo C., Pensieri prematuri, Borla, 2000.
- Zanobini M., Manetti M., Usai M. C., La famiglia di fronte alla disabilità. Stress, risorse e sostegni, Erickson, 2002.
- Ghi T et al, on behalf of the International Society of Ultrasound in Obstetrics and Gynecology. ISUOG Practice Guidelines: invasive procedures for prenatal diagnosis in obstetrics. Ultrasound in Obstetrics and Gynecology 2016;48:256-68
- Lucia De Meis, Maura Bolletta, Rosita Fratto, Silvia Sansavini, Luigi Filippo Orsini, Diagnosi e terapia della gravidanza extrauterina, Riv. it. ost. Gin. - 2010 - Num. 25
- LINEE GUIDA NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA E DURANTE L’ALLATTAMENTO, Realizzato dalla Fondazione Confalonieri Ragonese su mandato SIGO, AOGOI, AGUI, giugno 2018.
- World Health Organization (WHO). Safe abortion: technical and policy guidance for health systems. Second edition.
- Tremolada S, Delbue S, Ferrante P. Infezioni virali congenite, perinatali e neonatali [Viral infections of the fetus and newborn infant]. Pediatr Med Chir. 2008 Jul-Aug.
- Kangaroo mother care. Ed Italiana del testo WHO a cura del gruppo di studio della SIN sulla Care in Neonatologia Acta Neonatologica e Pediarica, 2006;1:5-39.
- Als H. Reading the premature infant’ in Goldson E (Ed) Develpmental Intervention in the Neonatal Intensive Care Nursery. New York: Oxford University Press,1999; 18-85.
- Fetus and Newborn Committee, Canadian paediatric society (CPS). Guidelines for health care professionals supporting families experiencing a perinatal loss Paediatrics and child health, 2001;6:469-477 Reaffirmed may 2007.
- Broen AN, Moum T., Bodtker AS, Ekeberg O. (2005a). The course of mental health after miscarriage and induced abortion: a longitudinal, five-year follow-up study. Psychinfo Med, 12(3):1-18.
- Franzago M, La Rovere M, Guanciali Franchi P, et al. Epigenetics and human reproduction: the primary prevention of the Epigenomics 2019
- Stover PJ, James WPT, Krook A, et al. Emerging concepts on the role of epigenetics in the relationships between nutrition and health. J Intern Med 2018;284:37-49.
- Gluckman PD, Hanson MA. Living with the past: evolution, development, and patterns of disease. Science 2004;305:1733-6.
Per leggere l’intero articolo scientifico inerente quest’area e per una lettura più approfondita,
apri qui il nostro vademecum in e-book
Un network di Specialisti di valore, formati nelle diverse discipline.
A tua disposizione, di persona o a distanza.
PuntoF dispone di una sede centrale a Roma e di un network di medici e terapeuti collegati in tutta Italia, che svolgono la propria attività con senso di responsabilità, mettendo al primo posto il benessere individuale e quello delle persone con cui condividiamo la vita.
Blog, video, interviste – approfondimenti e consigli per accompagnarti nei momenti chiave della tua vita.
Alimentazione in gravidanza: cosa mangiare per il benessere di mamma e bambino
- 17 Mar, 2026
- Com 0
La gravidanza è un periodo di grandi trasformazioni...
Disturbi d’ansia in adolescenza: come si manifestano e come intervenire
- 5 Mar, 2026
- Com 0
L’adolescenza è una fase della vita intensa e complessa, segnata da profondi cambiamenti fisici, emotivi e relazionali. È...




